Ennesimo colpo di spugna alla Piaggio. Fim, Fiom e Uilm "salvano" ancora una volta l'azienda

Roma -

Partiamo dall'unico dato positivo di questa vicenda, grazie alla forte mobilitazione operaia e alla vertenza portata avanti da USB, la percentuale delle trasformazioni da contratti part time a full time è passata dal 50% al 75%. Inizialmente la dirigenza Piaggio si era dichiarata irremovibile su questo punto ma in seguito ha dovuto fare un passo indietro. E sta proprio qui la disfatta, l'ennesima di questi ultimi anni sancita dai sindacati confederali. Che alla Piaggio fosse indispensabile aprire adesso la procedura di mobilità, in tempo per poi richiedere nuovamente la cassa integrazione, era cosa, nota. Invece di portare a casa il risultato nel suo complesso Fim, Fiom e Uilm hanno salvato ancora una volta la Piaggio. Richiamati all'ordine da una dirigenza che sa benissimo di poter fare ciò che vuole. Infatti nessun accordo e nessuno impegno è stato assunto rispetto ai lavoratori e lavoratrici con contratto a termine lasciati a casa ormai da diversi mesi dopo anni di lavoro e sacrifici. L'infame pretesto del decreto dignità ha convinto tutti. Eppure i CT avevano già dichiarato di essere disposti anche a rientrare al termine della procedura nel 2020/21.

In pratica la Piaggio non ha assunto nessun impegno riguardo all'occupazione nello stabilimento di Pontedera in quanto, a fronte di un "uscita" di circa 160 operai non opererà vere assunzioni ma solo trasformazioni di contratti da part time a full time. Il periodo di non lavoro sarà pagato dai contribuenti attraverso gli ammortizzatori sociali. Quanti soldi deve ancora ricevere questa multinazionale prima di assumersi qualche responsabilità?

 

Su questo punto USB ha deciso di preparare un dossier dettagliato da presentare agli organi competenti, in particolare l'INPS, sotto forma di esposto/denuncia. Ormai da troppi anni si aprono e si chiudono procedure di mobilità, assunzioni solo tra gli impiegati e irrisorie trasformazione tra i part time verticali e si usano ammortizzatori sociali con una disinvoltura a dir poco sospetta. È il momento di dire basta a questo sistema che assomiglia sempre più ad una vera e propria "truffa" nei confronti dello stato e dei contribuenti. Oltretutto pare che la dirigenza non si sia neanche ancora degnata di rispondere alla convocazione inoltrata dalla Prefettura di Pisa.

 

La nostra battaglia a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici con contratti a termine non si fermerà di certo adesso. Andremo avanti con determinazione fino a quando non otterremo il loro rientro in fabbrica.

 

Ultima considerazione riguardo al metodo utilizzato dai sindacati confederali e sul concetto di democrazia sindacale tanto decantato, a sproposito, da questi personaggi.

Costretti nei fatti ad interrompere la trattativa sull'integrativo, grazie alla pressione esercitata da USB, durante l'ultima incontro all'Unione Industriali hanno portato avanti una trattativa parallela escludendo due organizzazioni sindacali (USB e UGL) dalla discussione. Nel pomeriggio, nascosti come topi mentre fuori proseguiva la manifestazione dei lavoratori, hanno raggiunto un accordo di massima e firmato un verbale. La Piaggio ha subito aperto la procedura di mobilità e si è presentata ieri con l'accordo già pronto e senza alcuna disponibilità a discuterlo. Hanno avuto anche la faccia tosta di chiederci di firmarlo.

Non siamo abituati a firmare accordi a ribasso su cui nemmeno abbiamo avuto la possibilità di intervenire. Prendiamo atto, ancora una volta, di come funziona il "sistema Piaggio" e ci muoveremo di conseguenza.

 

Unione Sindacale di Base