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            <title>Rss Feed industria.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di industria.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Mon, 17 Aug 2026 20:14:45 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Mon, 17 Aug 2026 20:14:45 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 14:49:27 +0200</pubDate>
                        <title>TAKEDA PISA: I FATTI SMENTISCONO GLI ESUBERI</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/takeda-pisa-i-fatti-smentiscono-gli-esuberi-1450.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto&nbsp;questa mattina&nbsp;presso la Regione Toscana l'incontro tra Takeda, Regione, Comune di Pisa, Adecco e Organizzazioni sindacali. L'azienda era chiamata a presentare il piano industriale e a chiarire come intendesse gestire la riorganizzazione annunciata.<br /> <br /> Dal piano industriale non sono emersi elementi tali da giustificare quanto sta accadendo. I volumi produttivi previsti per i prossimi anni rimangono sostanzialmente invariati e non evidenziano alcun crollo dell'attività.<br /> <br /> Ancora più incomprensibile è quindi la decisione di Takeda di non ricorrere agli ammortizzatori sociali, come invece è stato fatto nello stabilimento di Rieti per accompagnare il processo di riorganizzazione.<br /> <br /> Come USB abbiamo ribadito con forza che questa scelta è priva di qualsiasi logica industriale e organizzativa. Mentre l'azienda conferma di voler interrompere la missione dei 67 lavoratori in somministrazione, molti dei quali lavorano nello stabilimento da anni, negli ultimi giorni è stata costretta a ricorrere al lavoro straordinario, ha limitato la fruizione di ferie e permessi al personale in staff leasing e ha perfino effettuato nuove assunzioni.<br /> <br /> Sono fatti che parlano da soli. Se c'è bisogno di straordinari, se si bloccano ferie e permessi e se si assumono nuovi lavoratori, significa che gli esuberi dichiarati non esistono. Al contrario, in diversi reparti permane una condizione di sotto-organico.<br /> <br /> Per USB è quindi inaccettabile che la riorganizzazione venga scaricata ancora una volta sui lavoratori più precari, utilizzati per anni per garantire la produzione e&nbsp;oggi&nbsp;considerati sacrificabili senza alcuna reale motivazione.<br /> <br /> Nel corso dell'incontro, la Regione Toscana si è impegnata ad avviare un confronto con il Ministero del Lavoro per verificare gli strumenti disponibili e a riconvocare nei prossimi giorni un nuovo tavolo con tutte le parti.<br /> <br /> Per quanto ci riguarda, il tempo delle attese è finito. La decisione dell'azienda è attualmente sospesa, ma se Takeda dovesse confermare l'interruzione della missione dei 67 lavoratori in somministrazione e non riaprire un confronto vero per salvaguardare tutta l'occupazione, USB è pronta a dichiarare lo stato di agitazione e ad avviare tutte le iniziative di mobilitazione necessarie.<br /> <br /> I numeri presentati dall'azienda smentiscono la narrazione degli esuberi. Chi produce ricchezza non può essere il prezzo della riorganizzazione. USB continuerà a difendere il lavoro, l'occupazione e la dignità di tutti i lavoratori di Takeda Pisa.<br /> <br /> USB Lavoro Privato – Pisa</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 12:19:47 +0200</pubDate>
                        <title>INNOWAY, il piano procede: attenzione ai tempi di rientro e piena conferma degli investimenti</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/innoway-il-piano-procede-attenzione-ai-tempi-di-rientro-e-piena-conferma-degli-investimenti-1221.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto&nbsp;oggi, 5 agosto, presso il MIMIT, un nuovo incontro sul percorso di reindustrializzazione dello stabilimento ex Wärtsilä di Bagnoli della Rosandra,&nbsp;oggi&nbsp;Innoway.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’azienda ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto. Sono stati introdotti nuovi modelli di vagone, è in fase di avvio il nuovo sistema gestionale e sono iniziati gli interventi per la linea destinata alla produzione dei carrelli ferroviari. Proseguono inoltre i lavori relativi all’impianto fotovoltaico e al raccordo ferroviario ed è stata confermata la destinazione della terza campata alla saldatura dei telai dei carri.</p>
<p>Nel corso del 2026 sono stati spediti 170 vagoni. L’azienda ha confermato la crescita progressiva dell’organico e l’impegno al completo riassorbimento di tutto il personale entro&nbsp;luglio 2027, quando lo stabilimento dovrebbe raggiungere una produzione di 1.000 carri all’anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come USB abbiamo segnalato l’opportunità di valutare, sulla base delle effettive esigenze produttive, una maggiore rapidità nel rientro del personale. Il recente richiamo in stabilimento di alcuni lavoratori inizialmente destinati a una trasferta formativa in Slovenia può rappresentare un segnale della necessità di rafforzare prima del previsto gli organici già impiegati.</p>
<p>Il confronto si è concentrato anche sugli investimenti. L’azienda ha dichiarato che, grazie a risparmi e ottimizzazioni, il primo step del piano potrebbe essere completato con circa 50 milioni di euro, rispetto ai circa 70 inizialmente previsti fino a&nbsp;luglio 2027.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Su questo punto è necessaria una verifica puntuale. Le eventuali economie non possono tradursi in una riduzione del progetto industriale. Nella fase iniziale ai lavoratori è stato chiesto un sacrificio proprio in ragione dell’importante impegno finanziario annunciato: le risorse risparmiate devono quindi rimanere a disposizione dello stabilimento, del lavoro e dell’occupazione.</p>
<p>La Regione ha chiesto che i circa 20 milioni liberati dalle ottimizzazioni vengano utilizzati per anticipare investimenti e attività inizialmente previsti nelle fasi successive. Come USB chiediamo inoltre che venga confermato integralmente il volume complessivo degli investimenti previsto nell’accordo originariamente sottoscritto, pari a 104 milioni di euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Ministero ha chiesto all’azienda di presentare entro i primi giorni&nbsp;di settembre&nbsp;un aggiornamento dettagliato del piano industriale e dell’andamento degli investimenti. Resta confermato il piano occupazionale e il pieno riassorbimento del personale entro&nbsp;luglio 2027.</p>
<p>Il progetto sta procedendo e sono visibili concreti passi in avanti. Continueremo a seguirne attentamente l’attuazione, affinché produzione, occupazione e investimenti avanzino insieme e nel pieno rispetto degli impegni assunti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma,&nbsp;5 agosto 2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Unione Sindacale di Base - Lavoro Privato&nbsp;</p>
<p>Categoria Operaia dell'industria nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-156223</guid>
                        <pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:34:01 +0200</pubDate>
                        <title>Takeda Pisa: primo tavolo di crisi in Regione Toscana. USB: gli staff leasing non sono lavoratori precari, ma parte integrante dello stabilimento</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/takeda-pisa-primo-tavolo-di-crisi-in-regione-toscana-usb-gli-staff-leasing-non-sono-lavoratori-precari-ma-parte-integrante-dello-stabilimento-1036.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto&nbsp;oggi&nbsp;il tavolo di crisi presso la Regione Toscana, alla presenza di Takeda, Adecco, Regione Toscana, Comune di Pisa e delle organizzazioni sindacali.<br /> <br /> Come USB abbiamo ribadito con forza la nostra posizione: i lavoratori in staff leasing, impiegati da anni nello stabilimento di Pisa, non possono essere considerati semplici lavoratori in somministrazione. Svolgono da tempo attività strutturali e continuative e, per questo, devono essere considerati a tutti gli effetti parte integrante dell'organizzazione produttiva di Takeda.<br /> <br /> La Regione Toscana ha svolto un importante ruolo di mediazione, evidenziando anche il rapporto di collaborazione esistente con Takeda sui progetti strategici legati al settore farmaceutico. Da questo confronto è emersa la volontà di verificare la possibilità di aprire un percorso che, attraverso gli ammortizzatori sociali, consenta di gestire la fase di riorganizzazione annunciata dall'azienda fino a&nbsp;marzo 2028, salvaguardando anche i lavoratori in staff leasing.<br /> <br /> Takeda si è riservata di valutare questa ipotesi e fornirà una risposta nel prossimo incontro, già convocato per il 6&nbsp;agosto&nbsp;presso la Regione Toscana.<br /> <br /> Nel frattempo resta confermata la sospensione della decisione aziendale di interrompere il rapporto con i lavoratori in staff leasing, almeno fino al prossimo tavolo.<br /> <br /> USB continuerà a sostenere questa battaglia affinché nessun posto di lavoro venga perso e perché Takeda si assuma fino in fondo le proprie responsabilità nei confronti di chi, da anni, contribuisce al funzionamento e ai risultati dello stabilimento di Pisa.<br /> <br /> Usb Pisa<br /> <br /> Usb Nazionale Industria - Categoria Operaia</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 15:27:28 +0200</pubDate>
                        <title>TAKEDA: LA BATTAGLIA CONTINUA FINCHÉ NON SARANNO GARANTITI TUTTI I POSTI DI LAVORO</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/la-battaglia-continua-finche-non-saranno-garantiti-tutti-i-posti-di-lavoro-1529.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Takeda ha comunicato la sospensione fino al 31&nbsp;luglio&nbsp;di ogni iniziativa prevista dalla procedura relativa all'interruzione del rapporto commerciale con Adecco. Si tratta di un primo risultato che mantiene aperto il confronto, ma che non modifica la sostanza della vertenza. Per USB il rinvio non è una soluzione: l'obiettivo resta il ritiro definitivo della procedura e la piena tutela di tutti i posti di lavoro.<br /> <br /> Takeda continua a confermare la scelta di trasferire a Vienna l'attività di Ispezione Visiva Automatica (AVI), sostenendo che il sito di Pisa manterrà un ruolo strategico. Allo stesso tempo il gruppo annuncia investimenti sempre più consistenti nell'innovazione tecnologica e nell'intelligenza artificiale.<br /> Questi due elementi impongono una riflessione politica. Non accetteremo che la transizione tecnologica e gli investimenti nell'intelligenza artificiale diventino il pretesto per ridurre l'occupazione, esternalizzare attività o sostituire lavoro stabile con modelli sempre più precari. L'innovazione deve produrre maggiore qualità del lavoro, nuove produzioni e sviluppo industriale, non licenziamenti e ridimensionamenti.<br /> <br /> Per questo chiediamo che Takeda presenti un vero piano industriale per il sito di Pisa, con investimenti certi, nuove attività produttive e garanzie occupazionali. Le multinazionali che realizzano profitti miliardari non possono continuare a chiedere sacrifici solo ai lavoratori mentre concentrano altrove produzioni e funzioni strategiche.<br /> <br /> La vicenda dei lavoratori in staff leasing rappresenta inoltre un problema che va ben oltre questa singola procedura. Parliamo di persone che da anni lavorano quotidianamente dentro Takeda, svolgendo le stesse mansioni dei dipendenti diretti, contribuendo agli stessi risultati e garantendo la continuità produttiva dello stabilimento. È inaccettabile che&nbsp;oggi&nbsp;vengano considerate semplicemente un costo da eliminare.<br /> <br /> Per questo USB non si limiterà all'iniziativa sindacale. Abbiamo già avviato un percorso legale per verificare la legittimità dell'utilizzo dello staff leasing all’interno di Takeda, anche alla luce dei principi affermati dalla giurisprudenza europea in materia di utilizzo abusivo e strutturale della somministrazione di lavoro. Se emergeranno violazioni, le perseguiremo in tutte le sedi competenti.<br /> Il prossimo passaggio sarà il tavolo convocato dalla Regione Toscana il 9 luglio, dove chiederemo alle istituzioni di assumere un ruolo attivo affinché Takeda presenti un piano credibile di sviluppo del sito di Pisa e garantisca la salvaguardia dell'occupazione.<br /> USB continuerà a sostenere questa vertenza su tutti i fronti: sindacale, istituzionale e legale.<br /> Per noi il principio è semplice: chi lavora da anni in Takeda non può essere considerato una variabile di costo. Il lavoro non si delocalizza, non si precarizza e non si sostituisce con l'intelligenza artificiale. L'innovazione deve essere al servizio delle persone e dello sviluppo industriale, non dei licenziamenti.<br /> <br /> <br /> USB – Unione Sindacale di Base – Pisa</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 16:43:38 +0200</pubDate>
                        <title>Electrolux: l’azienda non si impegna ai tavoli e pretende che le soluzioni arrivino da lavoratori e Governo</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/electrolux-lazienda-non-si-impegna-ai-tavoli-e-pretende-che-le-soluzioni-arrivino-da-lavoratori-e-governo-1646.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto&nbsp;oggi&nbsp;un nuovo tavolo tecnico sulla vertenza Electrolux, dentro il percorso aperto dopo la presentazione del piano aziendale che prevede 1.700 esuberi a livello nazionale e la chiusura del sito di Cerreto d’Esi.</p>
<p>Per USB il punto è ormai evidente: l’azienda continua a presentare dati, slide e ricostruzioni di contesto utili a sostenere la propria impostazione, ma non mette sul tavolo un vero piano alternativo agli esuberi e alle chiusure.</p>
<p>Electrolux descrive il mercato, il gap competitivo, il costo dell’energia, la pressione asiatica, la logistica, la saturazione degli impianti e i costi di struttura. Ma quando si arriva alla domanda decisiva — cosa intende fare l’azienda per evitare licenziamenti e chiusure — la risposta resta assente.</p>
<p>Come USB siamo intervenuti ponendo innanzitutto un problema di metodo. I tavoli tecnici possono servire ad acquisire informazioni e a verificare i numeri. Ma non possono diventare il luogo in cui l’azienda accompagna progressivamente le organizzazioni sindacali e il Governo verso l’accettazione del proprio piano.&nbsp;Oggi&nbsp;il rischio è esattamente questo: Electrolux fornisce elementi per dimostrare che gli esuberi sarebbero inevitabili, ma non presenta le azioni industriali, produttive e organizzative che il gruppo intende assumere per scongiurarli.</p>
<p>Non accettiamo una narrazione per cui nel 2026 l’azienda scopre improvvisamente che il mondo è cambiato. Dal piano industriale del 2023 a&nbsp;oggi&nbsp;Electrolux non è rimasta ferma. Ha compiuto scelte precise su volumi, piattaforme, investimenti, allocazione delle produzioni, funzioni, costi, esternalizzazioni e assetti organizzativi. La situazione attuale non è solo il risultato di fattori esterni, ma anche delle decisioni prese dal gruppo. Per questo non può essere presentata come una fatalità da scaricare sui lavoratori.</p>
<p>Il nodo resta il nesso tra i dati presentati e i 1.700 esuberi dichiarati. L’azienda parla di gap competitivo, ma non dimostra perché quel gap debba trasformarsi in licenziamenti, riduzione strutturale dell’occupazione e chiusura di uno stabilimento. Per discutere seriamente servono dati verificabili, serve capire quali investimenti sono stati realizzati, quali alternative industriali sono state valutate e quali impegni concreti il gruppo è disposto ad assumere.</p>
<p>Particolarmente grave è quanto avvenuto su Cerreto d’Esi. Il tavolo di&nbsp;oggi&nbsp;avrebbe dovuto prevedere un focus specifico sul sito. Nei fatti, questo approfondimento non c’è stato. L’azienda si è limitata a una comunicazione generica sulla difficoltà a individuare una soluzione interna sostenibile. Davvero troppo poco.</p>
<p>Electrolux non può presentarsi ai tavoli e aspettare che siano lavoratori, sindacati e Governo a trovare le soluzioni. La responsabilità principale è dell’azienda. Se il gruppo vuole davvero mantenere una presenza industriale seria in Italia, deve dire quali produzioni assegna agli stabilimenti, quali investimenti conferma, quali competenze intende mantenere, come intende saturare i siti e quali garanzie occupazionali è disposto a sottoscrivere.</p>
<p>Allo stesso tempo è necessario che il Governo chiarisca rapidamente quali strumenti intenda mettere in campo. La vertenza Electrolux non può essere gestita come una normale procedura di riduzione del personale. Qui si discute del futuro di un pezzo importante dell’industria manifatturiera del Paese, del settore dell’elettrodomestico, delle filiere, dei territori e di migliaia di lavoratrici e lavoratori.</p>
<p>Per USB il piano aziendale resta inaccettabile. Non siamo disponibili a discutere di licenziamenti, chiusure e ridimensionamenti mascherati da necessità tecnica. La discussione deve ripartire da un piano industriale vero, fondato su investimenti, saturazione degli stabilimenti, difesa dell’occupazione e mantenimento delle competenze.</p>
<p>Alla luce dell’atteggiamento dell’azienda, riteniamo necessario alzare il livello della mobilitazione nazionale. USB è pronta a sostenere tutte le iniziative di lotta già in campo e quelle che verranno decise dai lavoratori e dalle lavoratrici negli stabilimenti.</p>
<p>Electrolux deve ritirare il piano degli esuberi e assumersi le proprie responsabilità industriali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 10:38:00 +0200</pubDate>
                        <title>USB Ex Ilva: incontro col ministro Urso, nessuna novità</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/usb-ex-ilva-incontro-col-ministro-urso-nessuna-novita-1039.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto oggi l’incontro tra organizzazioni sindacali e il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, sullo stato della procedura di gara per Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.</p>
<p>Il ministro ha confermato che la gara resta aperta ai due soggetti che hanno presentato offerta per l’intero gruppo e ha ribadito la necessità di responsabilità istituzionale da parte di tutti gli attori coinvolti.</p>
<p>Il dato più preoccupante riguarda le risorse: il prestito-ponte autorizzato dall’Unione Europea è quasi esaurito. Una volta terminati quei fondi, non ci saranno ulteriori possibilità di finanziamento pubblico per Acciaierie d’Italia in AS. Questo significa che, già tra settembre-ottobre e al massimo entro novembre, il rischio concreto è l’assenza di liquidità, con conseguenze gravissime per i lavoratori.</p>
<p>Dall’inizio dell’anno nell’appalto Ilva sono andati persi quasi 400 posti di lavoro. Entro il 30 giugno se ne perderanno altri 200 a causa del taglio del 30% di diverse attività in appalto, conseguenza della riduzione delle manutenzioni e dei servizi all’interno dello stabilimento.</p>
<p>USB ribadisce con forza la necessità della nazionalizzazione del sito. Solo un soggetto pubblico può garantire risposte occupazionali e sulla salute e l’ambiente, soprattutto per Taranto. La nazionalizzazione, con l’intervento pubblico, metterebbe al riparo i lavoratori di Acciaierie d’Italia in AS, di Ilva in AS e dell’appalto, insieme ai lavoratori Sanac, che per noi sono parte integrante del gruppo Ilva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 16:18:11 +0200</pubDate>
                        <title>SCIOPERO BONFIGLIOLI: LINEE FERME, MACCHINARI SPENTI E CENTINAIA IN CORTEO PER DIFENDERE LA DIGNITA’ DEI LAVORATORI DELL’APPALTO E DEL SUB-APPALTO Scioperi anche a Forlì, Carpiano e Rovereto. </title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Calderara di Reno, 9 giugno 2026 — Le lavoratrici e i lavoratori di Bonfiglioli hanno dato&nbsp;oggi&nbsp;un segnale di grandissima consapevolezza di fronte alla gravità di quanto sta accadendo nel loro stabilimento nelle ultime settimane.<br /> L'adesione allo sciopero è stata altissima: linee produttive ferme, macchinari spenti nel reparto machining e tantissime impiegate e impiegati ai cancelli — nonostante l'azienda avesse autorizzato, proprio in concomitanza con lo sciopero, una giornata di smart working extra.</p>
<p><br /> A manifestare insieme ai colleghi Bonfiglioli c'erano anche i 30 lavoratori e lavoratrici di Bcube e Client, che&nbsp;oggi&nbsp;si trovano in un limbo vergognoso: fuori dallo stabilimento in cui hanno lavorato per 20, 30 anni, ancora formalmente dipendenti delle loro aziende ma senza più un lavoro.<br /> Al presidio erano presenti numerosi delegati e delegate delle aziende metalmeccaniche del territorio, attiviste, studenti e studentesse, rappresentanti delle istituzioni e dei partiti, uniti ai lavoratori in un corteo che, fischiato lo sciopero tra i reparti, è uscito dallo stabilimento riempiendo via Bazzane.</p>
<p><br /> La mobilitazione continuerà nello stabilimento di Calderara per tutta la giornata, con scioperi articolati fino alle 2 di questa notte.  In contemporanea hanno scioperato anche gli stabilimenti Bonfiglioli di Forlì, Carpiano e Rovereto — non solo per solidarietà con i colleghi di Bologna - ma per ribadire un principio che riguarda tutti: gli investimenti e l'automazione non possono trasformarsi in licenziamenti.  I tentativi di comprimere le libertà sindacali e di mettere in discussione il conflitto democratico in azienda sono un attacco diretto alla contrattazione e creano un precedente pericoloso per il futuro di tutti.</p>
<p><br /> Le dichiarazioni<br /> &quot;Siamo pronti a fare tutto quello che sarà necessario per raggiungere una soluzione, che deve partire dall'applicazione dell'accordo sindacale sugli appalti del 1997. Questo è il punto dirimente e ineludibile. Siamo sempre pronti a tornare al tavolo, ma anche a sostenere le cause per l'applicazione dell'accordo. Altrimenti il segnale è molto chiaro: Bonfiglioli si assume la responsabilità di mettere in discussione il sistema di relazioni sindacali su tutto il territorio. Un tentativo a cui non potremo che opporci con tutti gli strumenti a nostra disposizione, come hanno capito bene i tanti delegati e delegate della Fiom presenti&nbsp;oggi&nbsp;allo sciopero. Il nostro unico obiettivo rimane difendere il patrimonio industriale del nostro territorio e garantire un futuro di dignità, giustizia e diritti a tutte le metalmeccaniche e i metalmeccanici,&quot; dichiara Simone Selmi, Segretario Generale della Fiom-Cgil Bologna.</p>
<p><br /> &quot;Le lavoratrici e i lavoratori Bonfiglioli, aderendo in massa allo sciopero, hanno lanciato all'azienda e a Confindustria un messaggio forte e chiaro: automazione, transizione e innovazione tecnologica non devono ricadere sempre sull'anello debole della catena, su chi si è sempre speso, col proprio sudore, per far guadagnare l'azienda. Un messaggio che ci auguriamo venga recepito dall'azienda, con la quale siamo sempre disposti al confronto e al dialogo — partendo però da alcuni punti fermi, gli stessi che anche Confindustria ha fatto propri sottoscrivendo il Patto per il Lavoro. Nessuno deve rimanere indietro,&quot; dichiara Roberto Ferrari, Segreteria Uilm Bologna.<br /> &quot;Uno sciopero con adesione totale&nbsp;oggi&nbsp;in Bonfiglioli: una grande giornata di mobilitazione operaia, che ha visto ai cancelli anche lavoratori e delegati di molte fabbriche del nostro territorio, e cittadini che hanno scelto di stare al fianco dei lavoratori di Bonfiglioli, Bcube e Client — perché questa è, e deve essere, una lotta di tutti e per tutti. Non possiamo accettare che in un'azienda con la storia sindacale di Bonfiglioli si cancellino decenni di relazioni e si favorisca un progetto di finta modernizzazione che in realtà significa licenziamenti e perdita di posti di lavoro negli appalti — e che peggiorerà anche le condizioni dei lavoratori Bonfiglioli. Bonfiglioli abbandoni il guanto di sfida, torni sui suoi passi e riapra il confronto con le rappresentanze sindacali, con l'intento di coniugare innovazione e tutela dei posti di lavoro. Se non sarà così, siamo pronti a continuare la lotta, con la mobilitazione.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:57:44 +0200</pubDate>
                        <title>Ex Ilva. Incontro proficuo Usb - ASL su registro tumori dei lavoratori</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/ex-ilva-incontro-proficuo-usb-asl-su-registro-tumori-dei-lavoratori-0958.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo fatto richiesta ad Acciaierie d'Italia, all'ASL e alla Regione Puglia, di incontro al fine di evidenziare l'urgenza di avere una fotografia esatta dei numeri relativi ai decessi dei lavoratori della grande fabbrica legati all'attività della stessa. La necessità è nata dalla percezione secondo cui &nbsp;sta crescendo &nbsp;il dato dei dipendenti di questa azienda che si ammalano e che purtroppo non ce la fanno. Ma sappiamo bene che, una cosa è la paura, altra è la realtà che si può evincere unicamente dalla rilevanza scientifica. Da qui l'esigenza di avere un quadro completo ed effettivo della situazione, e quindi &nbsp;un registro tumori che permetta di valutare quanti lavoratori si ammalano, quali sono le principali patologie che sviluppano, qual è l'età media e quanti decessi vanno attribuiti all'attività nell'acciaieria. A rispondere a questa richiesta finora solo l'ASL di Taranto con cui&nbsp;questa mattina, abbiamo avuto un incontro decisamente positivo nel quale è stato avviato un confronto rispetto alla nostra esigenza di acquisire i dati che ci permetteranno di affrontare la parte politica nazionale, cui è affidata l'emergenza ex Illva, ma soprattutto titolata a risolvere la catastrofe che si è creata su tutto il territorio tarantino, a partire dal dramma sanitario e occupazionale, che di fatto hanno ridotto ai minimi termini &nbsp;la qualità della vita a Taranto.<br /> Ringraziamo la ASL di Taranto per la tempestiva &nbsp;convocazione e per la disponibilità a far partire un percorso condiviso<br /> <br /> <br /> <strong>Vincenzo Mercurio e Simona Laliscia<br /> Esecutivo Provinciale Usb Taranto</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 11:01:20 +0200</pubDate>
                        <title>Ex Ilva e Sanac. Usb: “Si gioca con la pelle di oltre 16mila lavoratori. Stop a bandi di gara inutili. Si proceda con la gestione diretta dello Stato”</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/ex-ilva-e-sanac-usb-si-gioca-con-la-pelle-di-oltre-16mila-lavoratori-stop-a-bandi-di-gara-inutili-si-proceda-con-la-gestione-diretta-dello-stato-1104.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di due vertenze, attorno alle quali ballano tanti lavoratori, più di 16mila su tutto il territorio nazionale. Il riferimento è chiaramente all’intera platea della forza lavoro dell’ex Ilva (diretti, Ilva e Adi in As e appalto, che è da anni in grande sofferenza) e della Sanac.&nbsp; E, nonostante la gravità della situazione, che richiederebbe ben altro atteggiamento, sicuramente ispirato al buon senso, si continua a spingere la palla in avanti nella pura illusione di trovare una soluzione, che sappiano non sarà neanche minimamente in grado di soddisfare le diverse e delicate esigenze in campo: la salute dei lavoratori e dei cittadini, la tutela dell’ambiente oltreché ovviamente dei posti di lavoro. Unica strada percorribile è quella della gestione pubblica diretta di ex Ilva e Sanac, per garantire un’ occupazione stabile e sicura per i lavoratori che stanno soffrendo perché alle prese con migliaia di ore di cassa integrazione. Riteniamo del tutto inopportune le gare in atto che rischiano di peggiorare ulteriormente una condizione già al momento disastrosa. Il Governo deve dunque convocare al più presto un incontro, nel quale è indispensabile che si assuma la piena responsabilità, invertendo la rotta per quel che concerne una politica industriale che sia finalmente degna di questo nome”.</p>
<p>&nbsp;<br /> Esecutivo Nazionale Usb</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 14:32:18 +0200</pubDate>
                        <title>Piaggio, Pontedera: non pagheremo il vostro fallimento</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/piaggio-pontedera-non-pagheremo-il-vostro-fallimento-1434.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Solo poche settimane fa Piaggio celebrava gli ottant'anni della Vespa. Passerelle, cerimonie, ospiti illustri, dichiarazioni trionfali. Ci veniva raccontata una storia fatta di eccellenza, innovazione e successo. Ora, però, la realtà presenta il conto.<br /> Dopo mesi di utilizzo intensivo dei lavoratori, dopo l'ingresso di centinaia di contratti a termine, dopo nuove assunzioni e dopo aver preteso la massima disponibilità per sostenere i volumi produttivi, l'azienda annuncia la chiusura dello stabilimento di Pontedera dal 15 al 22 giugno, consumando gli ultimi cinque permessi collettivi rimasti. È esattamente ciò che avevamo denunciato quando due PAR furono sottratti alla disponibilità individuale dei lavoratori per essere trasformati in permessi collettivi. Una scelta presentata come un passo avanti ma che aveva un obiettivo ben preciso: aumentare il potere dell'azienda nell'organizzazione delle fermate produttive, garantendole maggiore flessibilità e lasciando i lavoratori con meno strumenti per gestire autonomamente il proprio tempo.&nbsp;Oggi&nbsp;ne vediamo le conseguenze. Ancora una volta sono gli operai a subire gli effetti di decisioni che non hanno preso e di una situazione che non hanno determinato.<br /> <br /> Da tempo denunciamo l'assenza di una vera strategia industriale per Pontedera, la progressiva riduzione degli investimenti, la mancanza di nuovi progetti e il ridimensionamento di settori strategici. Le nostre denunce sono state ignorate perché avrebbero incrinato una narrazione costruita sull'immagine e sulle celebrazioni. I fatti, però, parlano da soli. Non esiste alcun piano di rilancio. Non esiste una prospettiva industriale credibile. Esiste soltanto una gestione che procede a vista, utilizzando ammortizzatori sociali, precarietà e sacrifici dei lavoratori come strumenti ordinari per mascherare il fallimento delle proprie scelte. Mentre la proprietà continua a tutelare i propri interessi, ai lavoratori viene chiesto ancora una volta di sostenere il peso della crisi. La logica è sempre la stessa: quando c'è da produrre si pretende disponibilità totale; quando emergono i problemi, le conseguenze ricadono su chi lavora.<br /> In questa situazione pesa anche il ruolo di quelle organizzazioni sindacali che hanno scelto la strada della collaborazione permanente con l'azienda. Hanno accettato arretramenti, giustificato sacrifici e firmato accordi presentati come inevitabili. Hanno raccontato che tutto andava nella giusta direzione mentre venivano meno investimenti, prospettive e garanzie per il futuro dello stabilimento.&nbsp;Oggi&nbsp;è giusto chiedere conto delle conseguenze di quelle scelte, perché hanno contribuito a costruire la situazione che i lavoratori stanno pagando. Chi ha sostenuto le decisioni aziendali e applaudito alle promesse di rilancio dovrebbe spiegare perché i lavoratori si ritrovano ancora una volta a casa per una settimana di chiusura imposta.<br /> <br /> Ancora più grave è il silenzio della politica. Pontedera rappresenta uno dei principali siti industriali del Paese, eppure nessuno interviene. Nessuno chiede conto degli investimenti mancati. Nessuno pretende garanzie occupazionali e industriali. Nessuno mette in discussione un modello che privatizza i profitti e trasferisce sulle lavoratrici, sui lavoratori e sulla collettività il costo dei propri errori. Le istituzioni compaiono nelle fotografie delle visite ufficiali e delle celebrazioni. Quando si tratta di difendere il lavoro e il futuro industriale del territorio, scompaiono.<br /> <br /> È arrivato il momento di dire basta. Basta sacrifici imposti sempre ai lavoratori. Basta ammortizzatori sociali utilizzati come strumento ordinario di gestione. Basta precarietà. Basta complicità sindacali. Basta silenzi politici.<br /> <br /> Per troppo tempo hanno utilizzato il nome della Vespa per costruire profitti, immagine e consenso.&nbsp;Oggi&nbsp;dimostrano quanto poco contino i lavoratori quando si tratta di assumersi gli oneri delle proprie decisioni. Quando c'è da vantarsi dei risultati gli operai vengono esibiti; quando arrivano le difficoltà vengono lasciati soli.<br /> <br /> Per anni è stata chiesta responsabilità ai lavoratori. Adesso è il momento di chiedere conto a chi ha guidato questa azienda, a chi ha avallato scelte senza prospettiva e a chi ha rinunciato al proprio ruolo di difesa dei lavoratori. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una fabbrica senza prospettive, lavoratori a casa e un territorio lasciato senza risposte. Azienda, politica e sindacati compiacenti hanno accompagnato Pontedera dentro questo vicolo cieco. Nessuno può chiamarsi fuori. Noi non accetteremo di pagare ancora.<br /> <br /> I lavoratori non devono più subire. Devono organizzarsi, mobilitarsi e lottare.<br /> <br /> Ii futuro di Pontedera non si celebra. Si conquista con la lotta.<br /> <br /> RSU USB Piaggio</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 15:17:43 +0200</pubDate>
                        <title>BONFIGLIOLI, SCIOPERO COMPATTO: &quot;L&#039;AUTOMAZIONE NON PUÒ CANCELLARE TRENT&#039;ANNI DI LAVORO&quot;</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/bonfiglioli-sciopero-compatto-lautomazione-non-puo-cancellare-trentanni-di-lavoro-1518.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Lavoratori dell'appalto e dipendenti Bonfiglioli uniti ai cancelli di Calderara. La vertenza si trascina da&nbsp;febbraio: 60&nbsp;posti a rischio, un accordo del 1997 ignorato, e giovedì scorso la decisione di sostituire i lavoratori in sciopero.</em><br /> &nbsp;</p>
<p>&quot;Oggi&nbsp;abbiamo scioperato insieme, uniti e determinati, perché vogliamo scrivere un futuro diverso per questa azienda. Un futuro in cui la dignità di tutti venga rispettata e in cui si riconosca il valore di chi — anche con una tuta di colore diverso — da decenni contribuisce a rendere grande la Bonfiglioli,&quot; dichiara&nbsp;Pasquale Di Domenico, Segretario Organizzativo Fiom Bologna.</p>
<p>&quot;La mobilitazione continuerà - dichiara&nbsp;Roberto Ferrari della Segreteria Uilm Bologna&nbsp;- fino a che non riprenderà il confronto per trovare una soluzione per tutti i lavoratori coinvolti nell'appalto. Nessuno deve essere lasciato indietro. Confidiamo nel fatto che l'azienda, anche per il ruolo che esprime a livello Confindustriale, e per gli accordi sottoscritti, tra cui il Patto per il Lavoro, riprenda il percorso di buone relazioni sindacali e contrattuali che ha sempre espresso nella storia aziendale.”</p>
<p>“Siamo di fonte ad un progetto di &quot;modernizzazione&quot; che taglia posti di lavoro e che tende ad aumentare i carichi di lavoro dei dipendenti Bonfiglioli. Il tutto è ancora più grave se consideriamo che questo avviene nell'azienda di proprietà della Presidente di Confindustria Emilia. Ma non ci fermeremo. La lotta continuerà per tutelare tutti i lavoratori del sito produttivo di Calderara di Reno perché nessuno deve rimanere indietro” dichiara&nbsp;Domenico Conte USB Bologna.&nbsp;</p>
<p>Abbiamo un solo, importante e decisivo obiettivo: un accordo che tuteli tutte le lavoratrici e i lavoratori, che obblighi Bonfiglioli a rispettare un'intesa sindacale innovativa e storicamente rilevante, e che spinga Bcube e Client a individuare soluzioni alternative ai licenziamenti.<br /> Un accordo che sia da esempio positivo per tutto il territorio e che dimostri che innovazione e automazione possono andare di pari passo con la tutela dell’occupazione e della dignità e della professionalità dei lavoratori.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Calderara di Reno,&nbsp;5 Giugno 2026&nbsp;Fiom-Uilm-Usb Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 25 May 2026 15:55:43 +0200</pubDate>
                        <title>JSW Piombino: ennesimo scaricabarile sulla pelle dei lavoratori e della città</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/jsw-piombino-ennesimo-scaricabarile-sulla-pelle-dei-lavoratori-e-della-citta-1558.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi&nbsp;25&nbsp;maggio&nbsp;si è svolto l’incontro con JSW.<br /> Per l’azienda erano presenti in sede l’Amministratore Delegato Vinay Tiwari e il Direttore del Personale Francesco Mazzarri; in videoconferenza il Presidente Marco Carrai e la Dott.ssa Ferrari.<br /> Un confronto partito immediatamente in salita. Dopo mesi di discussioni e interlocuzioni, ci aspettavamo al massimo alcune modifiche o limature dell’accordo sindacale. Invece ci siamo trovati davanti a un totale stravolgimento degli impegni e delle discussioni affrontate fino ad&nbsp;oggi.<br /> Il nodo centrale resta il futuro industriale e occupazionale di Piombino. Dalle posizioni emerse, se Metinvest dovesse saltare e uscire dal progetto, le aree sembrerebbero non rientrare più in una reale prospettiva di rilancio condiviso, mentre JSW&nbsp;oggi&nbsp;le rivendica dimenticando che quelle stesse aree, con i due treni di laminazione TMP e TVE, erano già nella propria disponibilità e sono state chiuse perché non rientravano nei loro piani industriali.<br /> La conseguenza sarebbe gravissima: la salvaguardia di appena 500 lavoratori del TPP, mentre per centinaia di altri si aprirebbe la strada dei licenziamenti collettivi. Uno scenario che USB giudica inaccettabile.<br /> Per questo l’accordo sindacale è stato rispedito al mittente.<br /> Non accetteremo che ancora una volta siano i lavoratori a pagare il prezzo delle scelte industriali fallimentari, dei ritardi e delle responsabilità scaricate tra azienda, investitori e istituzioni.<br /> Anche l’accordo di secondo livello resta in alto mare e le RSU aziendali torneranno a discutere per provare a trovare una sintesi, ma è evidente che&nbsp;oggi&nbsp;il problema non è solo sindacale: è profondamente politico e industriale.<br /> Dopo oltre un anno di rinvii e trattative, è scandaloso che non esista ancora una vera intesa sull’Accordo di Programma. Piombino continua a vivere nell’incertezza mentre il territorio, l’indotto e centinaia di famiglie restano appesi a decisioni prese altrove.<br /> USB lo dice con chiarezza: quando il capitale privato dimostra di non avere una reale volontà industriale e utilizza il territorio solo come terreno di speculazione e attesa, lo Stato deve tornare ad avere un ruolo centrale.<br /> Per noi è necessario aprire una discussione seria sulla nazionalizzazione e sul controllo pubblico dei settori strategici come la siderurgia, perché acciaio, lavoro e sviluppo industriale non possono essere lasciati esclusivamente nelle mani di fondi, investitori e multinazionali che guardano solo al profitto.<br /> Piombino non può continuare a essere ostaggio di promesse mancate, piani incompleti e scaricabarile continui. Serve un vero piano industriale, servono investimenti certi, tutela occupazionale e una prospettiva concreta di rilancio.<br /> Nazionalizzare i settori strategici, difendere il lavoro e restituire centralità all’industria pubblica significa difendere il futuro di Piombino e dell’intero Paese.<br /> USB continuerà a stare dalla parte dei lavoratori, contro ogni tentativo di far pagare questa crisi a chi produce ricchezza ogni giorno.<br /> Piombino non si chiude, Piombino si rilancia.<br /> <br /> USB Piombino<br /> USB Nazionale – Settore Industria</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:52:19 +0200</pubDate>
                        <title>Sicurezza nello stabilimento siderurgico. Usb: &quot;Cassa integrazione come ritorsione per chi esige il rispetto delle misure&quot;</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/sicurezza-nello-stabilimento-siderurgico-usb-cassa-integrazione-come-ritorsione-per-chi-esige-il-rispetto-delle-misure-1053.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuto&nbsp;ieri, presso la Direzione dello stabilimento ex Ilva di Taranto, un importante incontro tra RLS, RSU e tutti i responsabili dell'area Acciaieria, nel corso del quale abbiamo ascoltato testuali parole: &nbsp;“Non ci sono limiti ai fondi per la sicurezza!”. Parole che sembrano segnare, almeno sulla carta, una tanto attesa svolta rispetto al passato.</p>
<p><br /> La lunga durata dell’incontro, perpetratosi per tre ore, ed il coinvolgimento di tutti i livelli – dai responsabili d’area alle relazioni industriali, fino a rappresentanti diretti dei lavoratori (RLS e RSU) - fa &nbsp;pensare alla volontà di costruire un fronte comune. In un impianto dove la sicurezza non è solo un obbligo, ma condicio sine qua non per una idonea tutela, l’unanimità dei responsabili su questo impegno, rappresenta il primo mattone fondante la “rinascita” di cui si parla.</p>
<p><br /> Ma come spesso accade in così grandi realtà industriali, lo scenario immaginato delude quando deve &nbsp;misurarsi con i fatti e &nbsp;con la concretezza del cronoprogramma. Tante parole impregnate di cura e dedizione che brutalmente si scontrano con quanto accaduto alle ore 17.00 della stessa giornata, quando, senza alcun motivo, uncaposquadra di Acciaieria 2 di pronto intervento è stato invitato a firmare un documento che lo pone in cassa integrazione fino a data da destinarsi.</p>
<p><br /> Il contrasto è tanto palese quanto assurdo: passare da una riunione che millanta “fondi illimitati per la sicurezza” alla sospensione di un dipendente, che quella sicurezza la esige ogni giorno, sa di beffa. L’accusa mossa dall’azienda – “tu non lavori in sicurezza” – rivolta proprio a chi segnala le criticità, appare come la concretizzazione di un classico paradosso punitivo. Al contrario, questo potrebbe essere interpretato come un uso strumentale della cassa integrazione o del provvedimento disciplinare, al fine di allontanare una voce scomoda.</p>
<p><br /> In pratica, risulterebbe che i responsabili stanno ammettendo apertamente che la cassa integrazione non è dovuta a ragioni tecnico-organizzative, ma è una ritorsione per aver esercitato un diritto (quello di inviare una segnalazione o una lamentela via PEC), e che probabilmente potrebbe accadere nei prossimi giorni anche agli altri firmatari della stessa. Si tratta di un segnale evidente e pericoloso per tutto lo stabilimento, quasi a fungere da monito.<br /> Altra nota dolente è l'utilizzo della cassa integrazione in reparti produttivi, come l’area Agglomerato, comunicata dall’ufficio del personale al reparto di manutenzione.</p>
<p><br /> Questa comunicazione non lede solo il diritto al lavoro, ma la sicurezza sul posto di lavoro, un ambito dove le responsabilità penali del datore di lavoro<br /> sono pesantissime. Questa comunicazione dell'Ufficio Personale aggiunge un'ulteriore livello di irregolarità ad una situazione già molto tesa.<br /> <br /> <strong>Rsu ex Ilva e Vincenzo Mercurio Coordinatore provinciale Usb Taranto</strong></p>
<p>--</p>
<p><strong>Ufficio Stampa USB Taranto</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 29 Apr 2026 11:15:59 +0200</pubDate>
                        <title>1 Maggio, Piombino e la crisi della siderurgia: serve una scelta politica chiara. 23 maggio manifestazione nazionale operaia a Roma </title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/1-maggio-piombino-e-la-crisi-della-siderurgia-serve-una-scelta-politica-chiara-1122.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Alla vigilia della Festa dei Lavoratori, la situazione del polo siderurgico di Piombino rappresenta uno dei casi più evidenti delle difficoltà strutturali della politica industriale nel nostro Paese. Le vicende che riguardano JSW Steel Italy, Metinvest Adria e Liberty Magona mostrano un elemento comune: l’assenza di una regia pubblica forte e la dipendenza da decisioni di soggetti privati che rispondono a logiche estranee agliinteressi del territorio e dell’occupazione.<br /> <br /> Nel caso Metinvest, il progetto della nuova acciaieria – pur presentato come strategico anche sotto il profilo della transizione ecologica – continua a subire rallentamenti e arretramenti procedurali. Questo evidenzia come, in assenza di un indirizzo politico chiaro e di strumenti pubblici adeguati, anche investimenti rilevanti rischino di restare indefiniti nel tempo.<br /> <br /> Per quanto riguarda JSW, il mancato consolidamento dell’accordo di programma e i continui rinvii sugli investimenti mettono in luce una criticità evidente: senza vincoli stringenti e senza un ruolo attivo delle istituzioni, gli impegni industriali restano esposti all’incertezza. Le conseguenze ricadono direttamente sui lavoratori, che continuano a vivere una condizione di sospensione tra ammortizzatori sociali e prospettive non definite.<br /> <br /> La situazione di Magona, infine, conferma un quadro di fragilità complessiva. Il protrarsi dell’incertezza sulla proprietà e sul rilancio produttivo dimostra come l’assenza di scelte tempestive produca effetti immediati sul piano occupazionale e sociale.<br /> <br /> Quello che emerge non è una somma di singole crisi aziendali, ma un problema più ampio che riguarda il modello di sviluppo industriale adottato negli ultimi decenni.<br /> La progressiva rinuncia a un ruolo diretto dello Stato nei settori strategici, unita alla frammentazione degli interventi e alla prevalenza di strumenti emergenziali, ha indebolito la capacità di pianificazione e di indirizzo. In questo contesto, la siderurgia – settore fondamentale per l’autonomia produttiva del Paese – risulta particolarmente esposta. Riteniamo che sia necessario aprire una riflessione seria su un diverso modello, che preveda:<br /> <br /> • un intervento pubblico diretto nei settori strategici, a partire dalla siderurgia;<br /> • la costruzione di un polo industriale capace di garantire continuità produttiva e occupazionale;<br /> • strumenti che rendano vincolanti gli impegni assunti dai soggetti privati;<br /> • il coinvolgimento dei lavoratori nei processi decisionali che riguardano il futuro industriale.<br /> <br /> In questo quadro, il tema della nazionalizzazione non può essere liquidato come una posizione ideologica, ma va considerato come una delle opzioni possibili per garantire stabilità, investimenti e tutela dell’interesse collettivo. Il Primo Maggio assume&nbsp;oggi&nbsp;un significato che va oltre la ricorrenza simbolica. Rappresenta la necessità di rimettere al centro il lavoro come elemento fondante delle scelte economiche e industriali.<br /> <br /> Nel caso di Piombino, questo significa affrontare con serietà e coerenza una crisi che non può più essere gestita attraverso rinvii o soluzioni temporanee. Senza una scelta politica chiara, il rischio è quello di un progressivo ridimensionamento del polo siderurgico e della perdita definitiva di competenze industriali strategiche.<br /> <br /> Per questo riteniamo indispensabile che il confronto in corso si traduca rapidamente in decisioni concrete, fondate su una visione di lungo periodo e sulla tutela dell’occupazione, non solo nel contesto di Piombino, ma anche in tutto il Paese.&nbsp;</p>
<p><br /> <strong>USB – Unione Sindacale di Base<br /> Settore Industria – Piombino / Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:17:22 +0200</pubDate>
                        <title>Un&#039;icona senza tempo, una fabbrica senza futuro: 24 aprile 8 ore di sciopero alla Piaggio di Pontedera</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/unicona-senza-tempo-una-fabbrica-senza-futuro-24-aprile-8-ore-di-sciopero-alla-piaggio-di-pontedera-0920.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>A Pontedera si preparano le celebrazioni per gli ottant’anni della Vespa: eventi, discorsi, una vetrina costruita per esaltare un passato glorioso. Ma dentro lo stabilimento la realtà è un’altra, e va in direzione opposta. Ogni giorno assistiamo a un arretramento concreto: diminuisce il lavoro stabile, cresce la precarietà, i salari perdono valore e le condizioni peggiorano. Ma soprattutto si sta compromettendo il futuro industriale di questo sito. Il reparto di ricerca e sviluppo viene deliberatamente e progressivamente &nbsp;svuotato , mancano nuovi progetti. Così uno stabilimento non cresce, &nbsp;si indebolisce fino a diventare marginale.<br /> <br /> Non è una fase di rilancio. È una progressiva perdita di ruolo, frutto di scelte precise.<br /> <br /> Da una parte ci sono gli operai, che ogni giorno mandano avanti la produzione e tengono in piedi la fabbrica. Dall’altra c’è la proprietà, che decide strategie e investimenti e che&nbsp;oggi&nbsp;sta portando questo stabilimento verso un ridimensionamento evidente. Le celebrazioni servono a coprire questa contraddizione: si esalta il passato mentre si impoverisce il presente. Si costruisce un’ immagine di successo mentre, nella realtà, si prepara uno smantellamento silenzioso. Per chi lavora qui non c’è nulla da festeggiare. &nbsp;C’è la consapevolezza che il lavoro viene smantellato, decisione dopo decisione.<br /> <br /> Per questo lo sciopero del 24&nbsp;aprile&nbsp;non è simbolico. È una presa di posizione netta.<br /> Fermiamo la produzione per rendere visibile quello che vogliono nascondere. Fermiamo una narrazione che non rappresenta la realtà della fabbrica. Non accettiamo che il lavoro venga ridotto mentre si costruisce una facciata di orgoglio e continuità. Chi guida&nbsp;oggi&nbsp;l’azienda, a partire dalla famiglia Colaninno, deve assumersi la responsabilità delle scelte fatte: meno investimenti, meno prospettiva, meno futuro per Pontedera.<br /> <br /> Il 24 Aprile è il momento di prendere posizione. O con gli operai, o con chi li sta mettendo da parte.<br /> <br /> &nbsp;* NOI STIAMO DALLA PARTE DEGLI OPERAI *<br /> <br /> RSU USB PIAGGIO PONTEDERA</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 16 Apr 2026 16:51:12 +0200</pubDate>
                        <title> Softlab: avanti sul piano Seri, ora garantire continuità e zero vuoti per i lavoratori</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/softlab-avanti-sul-piano-seri-ora-garantire-continuita-e-zero-vuoti-per-i-lavoratori-1652.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto oggi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy un nuovo tavolo di verifica sulla vertenza Softlab, finalizzato al monitoraggio e all’attuazione del piano di ricollocazione del personale.</p>
<p>Nel corso dell’incontro, il dott. Civitillo, che rappresentava al tavolo Seri, ha confermato il percorso già delineato, indicando gli step di assunzione: una prima fase di inserimenti già a partire dal mese di maggio, un’accelerazione nel periodo estivo con le prime 40 assunzioni, fino al completamento del piano entro la fine del 2026.</p>
<p>USB ha ribadito di credere nel progetto industriale di Seri, sottolineando l’importanza di un soggetto con una chiara prospettiva produttiva e una visione di sviluppo.</p>
<p>Allo stesso tempo, abbiamo evidenziato con forza che il punto centrale di questa fase è uno: i lavoratori non devono attraversare alcun vuoto nel percorso di transizione.</p>
<p>Dopo mesi di incertezza e difficoltà, è indispensabile garantire una continuità piena, sia sul piano del reddito che su quello della prospettiva occupazionale.</p>
<p>Anche per i lavoratori che dovessero transitare attraverso una fase di NASpI è confermata la piena inclusione nel percorso di ricollocazione: il loro inserimento avverrà secondo quanto previsto dall’accordo.</p>
<p>Per USB è però decisivo che il progetto Seri sia in grado di coinvolgere fin da subito l’intero bacino dei lavoratori: tutti devono sentirsi parte di un percorso complessivo, indipendentemente dai tempi di ingresso, attraverso momenti di confronto, informazione e trasparenza sugli sviluppi.</p>
<p>In questo quadro, abbiamo chiesto alla Regione di attivarsi per verificare e mettere in campo tutti gli strumenti disponibili, a partire da quelli legati alla formazione e alla riqualificazione, in grado di accompagnare il percorso dei lavoratori.</p>
<p>Particolare attenzione dovrà essere rivolta a coloro che entreranno nelle fasi successive, affinché anche per loro sia garantita una continuità reale e una prospettiva certa, nel pieno riconoscimento del fatto che fanno parte a tutti gli effetti del bacino di riassunzione previsto dall’accordo.</p>
<p>Il tavolo di oggi rappresenta un passaggio importante, ma la credibilità dell’accordo si misura ora nella sua attuazione concreta: servono tempi chiari, strumenti attivati e responsabilità definite.</p>
<p>USB continuerà a seguire passo dopo passo l’evoluzione della vertenza, per garantire il pieno rispetto degli impegni assunti e la tutela di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori coinvolti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 16 Apr 2026 14:08:06 +0200</pubDate>
                        <title>Innoway: avanzano le attività preparatorie, ma resta aperta la questione della produzione reale e del coinvolgimento dei lavoratori</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/innoway-avanzano-le-attivita-preparatorie-ma-resta-aperta-la-questione-della-produzione-reale-e-del-coinvolgimento-dei-lavoratori-1410.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si è svolto oggi al MIMIT un nuovo incontro di verifica sul progetto Innoway. L’azienda ha illustrato lo stato di avanzamento delle attività degli ultimi mesi, confermando il deposito della domanda per il contratto di sviluppo presso Invitalia, la definizione dei fornitori – in particolare italiani – e l’avvio delle prime fasi operative legate alla qualificazione dei materiali e delle produzioni.</strong></p>
<p>Sono stati inoltre aggiornati i passaggi sugli impianti produttivi, sul raccordo ferroviario e sull’implementazione del sistema gestionale, insieme all’avvio della formazione, con un primo gruppo di lavoratori coinvolti nelle attività sulla saldatura. Sul personale l’azienda ha dichiarato circa 95 lavoratori attualmente in servizio, evidenziando anche una serie di uscite volontarie, mentre sulla sicurezza ha comunicato il completamento delle principali attività organizzative.</p>
<p>Nel corso dell’incontro hanno preso parola gli assessori Bini e Rosolen, esprimendo una valutazione positiva sull’andamento del progetto e sul coinvolgimento della filiera territoriale. Anche Confindustria Trieste si è associata a questa valutazione.</p>
<p>Come USB abbiamo riconosciuto il lavoro svolto, ma abbiamo posto con chiarezza il nodo centrale: a che punto siamo realmente con la produzione. A fronte di un percorso ancora concentrato su forniture, certificazioni e aspetti burocratici, non è stato chiarito nel dettaglio quale sia oggi il livello effettivo di produzione interna e se questo sia coerente con il piano di partenza indicato. E pur parlando della realizzazione di una sessantina di piattaforme l’azienda&nbsp; ha evidenziato una probabile difficoltà a rispettare la scadenza di fine 2026 per l’implementazione della linea di saldatura dei vagoni, senza però alcun impatto sulle tempistiche di rientro dei lavoratori dalla Cigs.</p>
<p>Abbiamo inoltre ribadito la necessità di coinvolgere pienamente tutti i lavoratori. I momenti di condivisione devono riguardare l’intero bacino, compresi i lavoratori in Cigs. Le uscite volontarie registrate, nell’ordine di qualche decina, rappresentano un segnale che non può essere sottovalutato, perché indicano una difficoltà nel trasmettere un messaggio di stabilità e prospettiva. Anche sulla formazione, pur riconoscendo l’avvio delle attività, abbiamo sottolineato che deve essere estesa a tutti i lavoratori e diventare uno strumento reale di costruzione delle competenze. u questo punto l’azienda si è impegnata a organizzare momenti strutturati di aggiornamento sullo stato del piano e a verificare l’estensione dei percorsi formativi.</p>
<p>In conclusione abbiamo posto con forza il tema della sicurezza. Il percorso in atto è straordinario e non può essere gestito con interventi episodici: serve un approccio strutturale e continuo, con il coinvolgimento reale dei lavoratori e dei rappresentanti per la sicurezza. Bene l’acquisto recente di materiale, ma questo ancora non basta.</p>
<p>Per USB il punto resta chiaro: non basta il rispetto formale delle tappe, serve una fabbrica pienamente operativa, con produzione reale, occupazione stabile e prospettive certe.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato&nbsp; – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:15:21 +0200</pubDate>
                        <title>USB Industria sostiene lo sciopero del 6 e 7 maggio indetto da USB scuola in difesa dei salari e del diritto allo studio</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/usb-industria-sostiene-lo-sciopero-del-6-e-7-maggio-indetto-da-usb-scuola-in-difesa-dei-salari-e-del-diritto-allo-studio-1220.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si inizia il 6 maggio con il boicottaggio delle prove invalsi, il 7 maggio lo sciopero vedrà manifestazioni in molte città, promosse dall’ USB scuola insieme agli studenti di OSA.</p>
<p>Sosteniamo le due giornate di sciopero, perché non esistono lotte separate: è la stessa battaglia. Operai, tecnici, lavoratori dell’industria e della scuola, docenti e studenti sono figli della stessa rabbia, stretti dentro un modello economico che sfrutta, seleziona, divide per mantenere intatti privilegi e mettere a valore la guerra.</p>
<p>Sosteniamo la richiesta di USB scuola di forti aumenti salariali per i docenti e per il personale ATA che attualmente hanno paghe tra le più basse dell'Unione Europea. &nbsp;</p>
<p>Si sciopera anche contro i tagli agli organici per gli insegnanti di sostegno e ai servizi per gli alunni con disabilità previsti dal decreto legislativo 62/2024, una decisione di cinica contabilità fatta sulla pelle di lavoratori, famiglie e studenti, mentre si danno soldi alle industrie militari. Al contrario è necessario stabilizzare i precari, internalizzare gli educatori delle cooperative sociali che forniscono un supporto fondamentale alle scuole.</p>
<p>La scuola che stanno costruendo è una scuola classista, è lo specchio della fabbrica che viviamo ogni giorno: precarietà, subordinazione, salari bassi, perdita di diritti.</p>
<p>Tra i temi dello sciopero c’è la riforma degli istituti tecnici e professionali che prevede un ridimensionamento della formazione tecnica pubblica, con tagli di ore, accorpamenti di discipline fondamentali e con la conseguente perdita di qualità didattica e di laboratorio.</p>
<p>L’alternanza scuola-lavoro prima e la Formazione Scuola Lavoro ora vengono pubblicizzate come uno strumento per avvicinare gli studenti al mondo lavorativo. La realtà è bene diversa, gli studenti in FSL lavorano gratuitamente spesso svolgono attività prive di quell’aspetto formativo proprio dei laboratori scolastici. I laboratori, soggetti a una continua riduzione di fondi, personale e orario da parte del Ministero, scaricando sul personale scolastico non solo il dissesto ma anche la responsabilità di mantenere il livello didattico e di garantire gli standard di sicurezza.</p>
<p>Giovani studenti hanno perso la vita e altri sono rimasti feriti nelle aziende durante la formazione scuola lavoro. Come per gli operai la causa sta nell’organizzazione del lavoro che mette il profitto davanti a tutto. Ribadiamo con forza la richiesta di introdurre il reato di omicidio sul lavoro. Chi manda a morire studenti e lavoratori deve risponderne fino in fondo.</p>
<p>Rifiutiamo la militarizzazione della scuola e della società: no alla leva militare, no alla cultura della guerra e all'idea che giovani siano forza lavoro per l'economia di guerra. Le scuole non sono caserme e le fabbriche non devono servire a scopi bellici.</p>
<p>Durante e dopo le mobilitazioni dell’autunno, la gestione Valditara ha incrementato le sanzioni e le restrizioni contro docenti e studenti che si oppongono alla guerra, al genocidio palestinese e che contestano il modello scolastico classista scaturito da 40 anni di attacco al diritto allo studio.</p>
<p>Salutiamo quindi le due giornate di sciopero del 6 e 7 maggio in difesa della scuola pubblica.</p>
<p>Costruiamo la manifestazione nazionale operaia del 23 maggio tutti insieme a Roma per gridare forte via il governo Meloni, abbassate le armi, più soldi ai servizi pubblici e alzate i salari e pensioni</p>
<p>Operai, lavoratori dell’industria, della scuola e studenti uniti nella lotta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB SETTORE INDUSTRIA</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155231</guid>
                        <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:53:49 +0200</pubDate>
                        <title>Electrolux–Midea: basta giochi sulla pelle dei lavoratori. Il governo convochi subito il tavolo</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/electrolux-midea-basta-giochi-sulla-pelle-dei-lavoratori-il-governo-convochi-subito-il-tavolo-0956.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’interesse del gruppo Midea per le attività europee di Electrolux conferma una dinamica ormai strutturale: le scelte industriali vengono determinate all’interno di una competizione globale tra grandi gruppi, mentre il costo delle ristrutturazioni continua a ricadere su lavoratrici e lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italia il gruppo conta circa 4.500 occupati, di cui 1.300 nello stabilimento di Porcia. Migliaia di famiglie che&nbsp;oggi&nbsp;non hanno alcuna certezza sul proprio futuro, a fronte di un’azienda che si muove senza presentare un piano industriale credibile per il nostro Paese e per l’Europa, nonostante una marginalità dichiarata attorno al 4% e gli impegni assunti nei precedenti tavoli governativi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa operazione si inserisce in un contesto più ampio in cui la Repubblica Popolare Cinese sostiene da anni i propri gruppi industriali attraverso politiche di pianificazione, intervento pubblico e presidio delle filiere strategiche, utilizzando anche il settore degli elettrodomestici come leva di espansione globale. Al contrario, Europa e Italia continuano a distinguersi per l’assenza di una politica industriale, lasciando piena discrezionalità alle multinazionali e accettando la ristrutturazione o la dismissione di interi comparti produttivi senza vincoli reali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratta di una responsabilità politica precisa: aver consegnato il destino dell’industria e del lavoro alle sole logiche del mercato e della speculazione. Non è più accettabile che il cosiddetto libero mercato venga utilizzato come giustificazione per smantellare il patrimonio industriale del Paese. È necessario un intervento pubblico diretto, con il coinvolgimento dei lavoratori e strumenti di controllo sulle produzioni strategiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In assenza di un intervento immediato, lo scenario è già noto: riduzione della capacità produttiva, delocalizzazioni, peggioramento delle condizioni di lavoro sotto la minaccia costante di chiusure e perdita di occupazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo USB chiede la convocazione immediata di un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la presenza dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In quella sede devono essere definiti impegni chiari e vincolanti:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>attivazione degli strumenti di golden power a tutela degli asset strategici;</p>
<p>garanzie occupazionali per tutti i lavoratori, con il blocco dei licenziamenti;</p>
<p>continuità produttiva per tutti i siti, a partire da Cerreto fino a Porcia;</p>
<p>presentazione di un piano industriale con investimenti certi in Italia, coerente con gli impegni già assunti nel 2025;</p>
<p>superamento del sistema di appalti, subappalti ed esternalizzazioni che frammentano il lavoro e comprimono diritti e salari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In assenza di questi elementi, qualsiasi operazione deve essere considerata inaccettabile sotto ogni profilo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB non è disponibile ad assistere all’ennesima ristrutturazione scaricata sui lavoratori e non parteciperà a tavoli finalizzati esclusivamente alla gestione degli esuberi. Senza risposte immediate e concrete, verrà costruita una mobilitazione conflittuale dentro e fuori dalle fabbriche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato - Categoria Operaia dell'industria Nazionale</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-154924</guid>
                        <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 14:14:08 +0100</pubDate>
                        <title>STABILIMENTO SOLVAY DI ROSIGNANO. CEDE UN PONTEGGIO ALL&#039;INTERNO DEL REPARTO CLORURO DI CALCIO. ALTRO MANCATO INFORTUNIO. USB: IGNORATE LE NOSTRE SEGNALAZIONI</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/stabilimento-solvay-di-rosignano-cede-un-ponteggio-allinterno-del-reparto-cloruro-di-calcio-altro-mancato-infortunio-usb-ignorate-le-nostre-segnalazioni-1416.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>A pochi giorni di stanza dalla morte di un lavoratore presso l'ilva di Taranto a seguito del cedimento di un griglia, nello stabimimento Solvay di Rosignano si è verificato un mancato infortunio con dinamica molto simile.<br /> Nel reparto Cloruro di calcio, un operaio, mentre camminava su un ponteggio &quot;temporaneo&quot; per raggiungere alcune valvole ha rischiato di cadere, per fortuna da un'altezza limitata, a causa del cedimento del piano calpestabile.<br /> Parliamo dello stesso reparto in cui, nel&nbsp;settembre&nbsp;del 2024, un operaio rimase gravemente ustionato.<br /> <br /> Usb aveva già segnalato, più e pià volte, criticità all'interno della specifica area produttiva. Sia per quanto riguarda l'installazione dei ponteggi, ormai gravemente usurati per via della presenza di sostanze chimiche, sia per l'usura di alcune valvole.<br /> Segnalazioni evidentemente ignorate.<br /> <br /> Sulla sicurezza non si può scherzare. Nella nostra provincia sono già 3 gli operai deceduti solo negli utlimi mesi.<br /> Il gruppo Solvay sta facendo diversi investimenti nelle sue unità produttive e chiediamo che tali interventi siano volti anche a garantire adeguata manutenzione nei reparti produttivi.<br /> <br /> Usb Livorno Categoria Operaia Industria</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 27 Jan 2026 18:18:43 +0100</pubDate>
                        <title>INNOWAY: DA AZIENDA NESSUNA TRASPARENZA. COMUNICATA OGGI ALTRA CASSA INTEGRAZIONE</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/innoway-da-azienda-nessuna-trasparenza-cassa-integrazione-nascosta-al-ministero-e-usb-esclusa-dal-confronto-1822.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Quest’oggi <strong>Innoway</strong> si è resa responsabile di <strong>due comportamenti di estrema gravità</strong>, che smentiscono nei fatti quanto dichiarato solo poche ore prima al tavolo ministeriale e aprono un problema serio di trasparenza, correttezza delle relazioni sindacali e rispetto delle regole.</p>
<p>Il primo fatto riguarda la <strong>comunicazione improvvisa dell’utilizzo continuativo della Cassa Integrazione</strong>, a partire da domani e fino a <strong>venerdì 6 febbraio compreso</strong>, motivata da una presunta e peggiorata mancanza di forniture rispetto a quanto prospettato in precedenza.</p>
<p>Una decisione di questa portata <strong>non è stata minimamente anticipata né segnalata</strong> nel corso del tavolo tenutosi presso il <strong>Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong>, dove l’azienda aveva invece descritto un quadro ben diverso, parlando di avanzamento del progetto, investimenti in fase di definizione e prospettive di sviluppo.</p>
<p>Il secondo fatto, ancora più grave, riguarda il <strong>metodo deliberato di esclusione di USB</strong>.<br /> Nonostante i richiami formali già fatti al Ministero sul tema della rappresentanza, <strong>l’azienda continua impunemente a convocare riunioni sindacali escludendo USB</strong>, come avvenuto oggi, con un incontro organizzato in fretta e furia e riservato esclusivamente alle RSU di FIM, FIOM e UILM.</p>
<p>Una scelta che non è né casuale né neutra.</p>
<p>Di fronte a una decisione così impattante come l’uso della CIG, <strong>escludere un’organizzazione sindacale presente in fabbrica e firmataria del percorso di vertenza significa alterare consapevolmente il confronto</strong>, selezionando gli interlocutori e comprimendo i diritti sindacali.</p>
<p>A questo punto la domanda è inevitabile:<br /> <strong>che cosa ha da nascondere Innoway?</strong></p>
<p>Per USB questi comportamenti <strong>smentiscono clamorosamente il clima “positivo” raccontato al tavolo ministeriale</strong> e dimostrano che esiste una distanza profonda tra le dichiarazioni ufficiali e la gestione reale della fabbrica.</p>
<p>Di fronte a questa situazione, USB non intende fare passi indietro.<br /> Se l’azienda continuerà a negare i diritti di rappresentanza e a escludere deliberatamente USB dalle discussioni che riguardano occupazione, CIG e organizzazione del lavoro, <strong>ci vedremo costretti ad adire le vie legali</strong>, ricorrendo al giudice per far valere pienamente i nostri diritti e quelli dei lavoratori che rappresentiamo.</p>
<p>Chiediamo inoltre alle istituzioni, a partire dal MIMIT, di <strong>non voltarsi dall’altra parte</strong>: non è accettabile che a poche ore da un tavolo ministeriale emergano decisioni così rilevanti, assunte senza trasparenza e fuori da un confronto sindacale corretto e inclusivo.</p>
<p>USB continuerà a stare dentro questa vertenza <strong>senza sconti</strong>, dalla parte dei lavoratori, contro ogni tentativo di gestione opaca, selettiva e autoritaria delle relazioni sindacali.</p>
<p><em>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 12 Nov 2025 11:01:28 +0100</pubDate>
                        <title>Polo siderurgico Piobino: Gozzi faccia il presidente di Federacciai</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/polo-siderurgico-piobino-gozzi-faccia-il-presidente-di-federacciai-1104.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Noi crediamo che Metinvest non abbia certo bisogno di difensori: un gruppo che dichiara di voler produrre 2.700.000 tonnellate di acciaio non può certo temere il signor Gozzi. E non pensiamo neppure che un governo possa farsi influenzare da chi difende interessi privati così evidenti.</p>
<p>Il punto vero, semmai, è un altro: i soldi pubblici.</p>
<p>Siamo d’accordo sul fatto che non vadano sprecati — ma proprio per questo siamo convinti che i settori strategici, come quello dell’acciaio, vadano nazionalizzati.</p>
<p>Solo una presenza pubblica forte può garantire una pianificazione industriale seria, la tutela dell’occupazione, la sicurezza sul lavoro e il rispetto ambientale.</p>
<p>Il problema è che in pochi&nbsp;oggi&nbsp;hanno il coraggio di dirlo: serve una nuova IRI, capace di riportare lo Stato al centro delle politiche industriali e di mettere fine alla giungla del mercato libero, quello stesso mercato che ha prodotto solo precarietà, delocalizzazioni e sfruttamento.</p>
<p>E visto che il signor Gozzi è un grande sostenitore del “libero mercato”, accetti anche la nascita di una nuova acciaieria a Piombino.</p>
<p>Perché nel vostro mercato libero — quello che avete inventato e difeso — tutte le imprese, dirette o indirette, hanno beneficiato di soldi pubblici.</p>
<p>Almeno, questa volta, che quei soldi servano davvero all’interesse collettivo e non ai profitti di pochi.</p>
<p>Per questi motivi, USB sarà in piazza il 28&nbsp;novembre&nbsp;con lo sciopero generale, contro il governo Meloni, contro la manovra di guerra e di austerità, per un vero piano industriale pubblico, per salari dignitosi, per la difesa dei diritti dei lavoratori e per la nazionalizzazione dei settori strategici, a partire dall’acciaio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Piombino</p>
<p>USB Nazionale – Settore Industria</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 12 Nov 2025 10:27:41 +0100</pubDate>
                        <title>Accaierie D’Italia: il governo presenta un piano di chiusura, non di rilancio. USB: l’esito dell’incontro a Palazzo Chigi è assolutamente negativo</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/accaierie-ditalia-il-governo-presenta-un-piano-di-chiusura-non-di-rilancio-usb-lesito-dellincontro-a-palazzo-chigi-e-assolutamente-negativo-1033.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di oggi si è svolto a Palazzo Chigi l’incontro su Acciaierie d’Italia, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, dei ministri Adolfo Urso, Marina Calderone, dei commissari straordinari e delle organizzazioni sindacali.</p>
<p>Il Governo ha illustrato un piano che prevede fermi produttivi, aumento della cassa integrazione fino a 6.000 lavoratori, l’avvio di un cosiddetto “ciclo corto” con fermata di tutte le cockerie a partire dal primo gennaio e l’utilizzo di coke importato, mentre viene rimodulato a 4 anni il percorso di decarbonizzazione e la ricerca di un nuovo soggetto industriale. Così non va, è un tutto contrario di tutto continuo.</p>
<p>Si parla di “rilancio” e di “acciaio green”, ma nella sostanza si tratta di una gestione del declino, che priva Taranto e l’intero sistema siderurgico nazionale di qualsiasi prospettiva industriale.</p>
<p>Di fronte a questa impostazione, USB ha dichiarato la totale irricevibilità del piano presentato.</p>
<p>Non si può “entrare nel merito tecnico” di un progetto che non contiene alcuna garanzia politica di fondo, a partire dal tema centrale: l’intervento diretto dello Stato.</p>
<p>È l’unico modo per salvaguardare l’occupazione, garantire la sicurezza e realizzare davvero la decarbonizzazione.</p>
<p>Pensare a soluzioni diverse significa ricadere nel subordine ai privati, rimettere la più grande acciaieria d’Europa nelle mani di soggetti speculativi e ripetere gli stessi errori che hanno già devastato Taranto e il Paese.</p>
<p>USB ha ricordato come fin dall’avvio del commissariamento abbia riconosciuto il valore e la serietà della terna commissariale, ma abbia anche denunciato l’assenza di risorse reali, chiedendo la costituzione di un fondo straordinario di rilancio industriale e una strategia pubblica per il settore siderurgico.</p>
<p>Il Governo invece sceglie la strada del disastro sociale: un piano che in due anni porterà al baratro, lasciando senza futuro oltre 18.000 lavoratori tra diretti, appalto, Ilva in AS, con ripercussioni gravissime anche su Sanac e sull’intera filiera dell’acciaio.</p>
<p>USB ha chiesto con forza di ritirare il piano presentato oggi e di avviare una vera discussione sul futuro industriale del Paese, a partire da una politica pubblica dell’acciaio capace di coniugare ambiente, lavoro e sviluppo.</p>
<p>L’esito dell’incontro è in ogni caso assolutamente negativo.</p>
<p>Se il Governo non cambierà rotta, la parola tornerà ai lavoratori e alle mobilitazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 06 Nov 2025 15:44:33 +0100</pubDate>
                        <title>Rsu G.D. Bologna: USB secondo sindacato, rinnovo e partecipazione record </title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/rsu-gd-bologna-usb-secondo-sindacato-rinnovo-e-partecipazione-record-1547.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si sono concluse le elezioni per il rinnovo della RSU alla G.D di Bologna.</p>
<p>USB si conferma secondo sindacato in azienda, in una tornata elettorale molto partecipata che ha fatto registrare un record di votanti.</p>
<p>Ringraziamo tutte le lavoratrici e i lavoratori che ci hanno dato fiducia. È un risultato che premia l’impegno quotidiano, la coerenza e la presenza costante nei reparti, ma soprattutto ci rende orgogliosi per il ricambio che siamo riusciti a garantire: una nuova generazione di delegate e delegati entra in RSU, portando entusiasmo, energia e nuove idee per affrontare le sfide che ci attendono.</p>
<p>Non ci nascondiamo: resta da affrontare la nostra assenza, in particolare tra il personale impiegatizio e nella rappresentanza delle lavoratrici. È un limite che riconosciamo e che intendiamo trasformare in un impegno concreto nel prossimo mandato, costruendo insieme una presenza più ampia e inclusiva.</p>
<p>Il prossimo mandato sarà infatti decisivo: dal confronto sul nuovo contratto integrativo aziendale al percorso di realizzazione del nuovo polo tecnologico e delle lavorazioni meccaniche di Anzola, temi su cui sarà fondamentale mantenere alta l’attenzione e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p>Un ringraziamento particolare va anche ai nostri candidati che non sono stati eletti: il loro contributo e il lavoro fatto insieme fino a oggi restano parte integrante del percorso collettivo di USB in G.D.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 22 Aug 2025 16:49:07 +0200</pubDate>
                        <title>JABIL – TMA: richiesta di CIGS a zero ore, operazione speculativa e illegittima</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/jabil-tma-richiesta-di-cigs-a-zero-ore-operazione-speculativa-e-illegittima-1653.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB denuncia con forza la gravità della richiesta inoltrata da TMA di cassa integrazione straordinaria (CIGS) a zero ore per tutti i lavoratori, per un periodo addirittura di due anni e mezzo.</p>
<p>Una scelta che toglie definitivamente la maschera a un’operazione nata e condotta unicamente sul terreno della speculazione, senza alcun progetto industriale né garanzia occupazionale.</p>
<p>È del tutto inaccettabile che un’azienda che aveva dichiarato di voler mantenere commesse e clienti scelga oggi di azzerare completamente l’attività produttiva, lasciando centinaia di lavoratori senza prospettiva e senza salario. Non è comprensibile come si possa parlare di “ripartenza” a fronte di un blocco totale così prolungato, né quali condizioni vengano prospettate per il futuro.</p>
<p>Questa richiesta cozza anche sul piano formale con la stessa cessione d’azienda. La legge stabilisce con chiarezza che il soggetto subentrante deve garantire continuità operativa e autonomia produttiva: è evidente che TMA non ha mai avuto né la volontà né la capacità di rispettare tali obblighi. Queste sono le conseguenze nefaste di un’operazione portata avanti con superficialità, anche sul piano politico. A rendere il quadro ancora più opaco, mentre si parla di CIGS nulla è stato chiarito riguardo al ruolo e all’intervento di Invitalia, soggetto che intendiamo interpellare con urgenza.</p>
<p>Gravissimo è inoltre che la comunicazione sia stata indirizzata alle sole Fim, Fiom, Uilm e Failms, le cui rappresentanze risultano formalmente decadute ai sensi del regolamento sulla rappresentanza. Diffidiamo tali organizzazioni dall’intraprendere qualsiasi iniziativa che escluda la legittima rappresentanza dei lavoratori: ogni atto in tal senso sarà oggetto di rivalsa formale.</p>
<p>Siamo di fronte a una manovra che punta soltanto a massimizzare il risparmio sulla pelle dei lavoratori, scaricando interamente su di loro i costi di un’operazione fallimentare. Nemmeno l’anticipo della cassa integrazione viene garantito: significa condannare centinaia di famiglie all’assenza di reddito immediato.</p>
<p>USB ribadisce la propria contrarietà a questa farsa, che dimostra come i timori da noi sollevati fin dall’inizio fossero fondati: TMA non rappresenta alcun progetto industriale credibile, ma solo l’ennesima speculazione a danno del tessuto produttivo e dei lavoratori.</p>
<p>La nostra organizzazione definirà a breve le forme più incisive di lotta e di protesta. Una cosa però la diciamo subito: senza garanzie, da Marcianise non uscirà nemmeno un bullone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 21 Aug 2025 16:57:27 +0200</pubDate>
                        <title>Jabil: un altro giorno di protesta per il reintegro di Pasquale Zeno. L’atteggiamento aziendale continua ad essere inaccettabile</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/jabil-un-altro-giorno-di-protesta-per-il-reintegro-di-pasquale-zeno-latteggiamento-aziendale-continua-ad-essere-inaccettabile-1700.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Alla Jabil di Marcianise i lavoratori si sono nuovamente mobilitati per chiedere con forza il reintegro di Pasquale Zeno, licenziato illegittimamente per aver manifestato la propria rabbia durante la kermesse di presentazione del progetto TMA.<br /> Il comportamento della dirigenza diventa ancora più indecoroso se si considera il disconoscimento delle rappresentanze realmente espresse dai lavoratori. Appare come una provocazione l’incontro convocato dall’azienda con la RSU di FIM, FIOM, UILM e FAILMS, che è stata di fatto sfiduciata con una raccolta firme maggioritaria in fabbrica.<br /> La protesta, evidentemente, non si fermerà qui. Se l’azienda non ritirerà immediatamente il licenziamento di Pasquale Zeno, il livello dell’iniziativa delle maestranze non potrà che alzarsi.<br /> USB ringrazia le forze politiche che in queste ore hanno espresso solidarietà e vicinanza, ma ribadisce che serve una partecipazione forte e compatta per respingere questo attacco.<br /> La nostra è una battaglia di dignità, che riguarda l’intero stabilimento, oggi oggetto di una ristrutturazione forzata e calata dall’alto. Per zittire i lavoratori non restano che i tentativi di ritorsione e di punizione contro chi ha rappresentato la protesta: Pasquale Zeno ne è stato uno dei protagonisti più attivi e per questo è stato colpito.<br /> <br /> USB Lavoro Privato – Industria Nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 20 Aug 2025 16:36:20 +0200</pubDate>
                        <title>Jabil, licenziato il lavoratore che aveva partecipato alla protesta. Sciopero spontaneo davanti ai cancelli. Usb: reagiremo con forza</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/jabil-licenziato-il-lavoratore-che-aveva-partecipato-alla-protesta-sciopero-spontaneo-davanti-ai-cancelli-usb-reagiremo-con-forza-1642.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi si è consumato un atto di gravità inaudita: Pasquale Zeno, lavoratore dello stabilimento di Marcianise, già contestato dall’azienda per aver partecipato alle manifestazioni contro la gestione Jabil/Tme, è stato licenziato.<br /> <br /> La risposta dei lavoratori è stata immediata: sciopero spontaneo e protesta davanti ai cancelli dello stabilimento, per dire che non è tollerabile trasformare la sacrosanta difesa del posto di lavoro in un pretesto per colpire chi alza la testa.<br /> <br /> Siamo di fronte a una vera e propria ritorsione antisindacale e contro la libertà di espressione, inaccettabile in qualsiasi luogo di lavoro, tanto più in una vertenza già segnata da opacità, incertezze e mancanza di trasparenza.<br /> <br /> USB non resterà di certo a guardare.<br /> Nonostante il periodo estivo e le difficoltà legate alle ferie, la nostra organizzazione è pronta a reagire con forza, rilanciando la mobilitazione in tutte le forme necessarie.<br /> <br /> Per questo, annunciamo fin da ora la preparazione di una serie di iniziative di protesta in difesa di Pasquale Zeno, che se necessario culminerà in una nazionale e di tutti i lavoratori Jabil, perché ciò che è accaduto oggi non deve più accadere a nessun lavoratore.<br /> <br /> Colpire uno di noi significa colpire tutti.<br /> La risposta sarà collettiva e determinata.<br /> Tocca uno, tocca tutti<br /> <br /> ---<br /> <br /> USB Lavoro Privato – Industria Nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 12 Aug 2025 21:20:44 +0200</pubDate>
                        <title>Acciaierie d&#039;Italia: importante il raggiungimento dell&#039;intesa istituzionale, ma ora servono fatti concreti ed una regia pubblica</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/acciaierie-ditalia-importante-il-raggiungimento-dellintesa-istituzionale-ma-ora-servono-fatti-concreti-ed-una-regia-pubblica-2123.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Giudizio positivo sul fatto che oggi, al tavolo presso il MIMIT, le istituzioni tutte siano riuscite a raggiungere un intesa per la piena decarbonizzazione di Acciaierie d’Italia. È un passo importante, che segna anche una ricomposizione di una frattura che rischiava di compromettere il rapporto tra cittadinanza e fabbrica.</p>
<p>Un segnale positivo che va riconosciuto a tutti i soggetti coinvolti e che fino all'ultimo hanno discusso.</p>
<p>Naturalmente, il nostro giudizio definitivo dovrà basarsi sui fatti concreti che seguiranno alla firma.&nbsp;</p>
<p>Riteniamo comunque questo accordo un passaggio importante, forse storico per Taranto: la scelta di puntare alla totale decarbonizzazione, con la chiusura degli impianti a caldo e la sostituzione con impianti elettrici, è un elemento centrale.</p>
<p>Per noi si tratta dell’ultima vera occasione per rilanciare il polo siderurgico in una prospettiva sostenibile nel rispetto di ambiente e salute.&nbsp;</p>
<p>Lo Stato deve essere però direttamente coinvolto nella proprietà e nella gestione: la regia pubblica è per noi una condizione essenziale per guidare il processo di transizione e garantire l’interesse collettivo e ovviamente va assolutamente evitato di ripetere lo stesso quadro di errori del passato.</p>
<p>Sul piano occupazionale, al tavolo abbiamo detto con chiarezza che non basta che questo tema sia citato come obiettivo soltanto di principio: la tutela del lavoro deve essere un fatto concreto ed inderogabile per davvero. Ed è proprio per questo che per USB è necessario aprire subito un confronto sugli strumenti straordinari per gestire una fase che sarà complessa e che deve garantire a tutto il bacino occupazionale le massime tutele in un quadro di strumentazioni in grado di coprire ogni situazione ed ogni diversità. Le proposte di USB sono già da tempo in campo su questo.</p>
<p>In questo quadro, dove ci sembra che sul DRI e sulla sua collocazione non sia stato ancora deciso nulla, bisogna andare comunque alla verifica dei fatti e di certo, infine, dobbiamo affrontare certamente il tema di tutta l’occupazione collegata, diretta e indiretta da Adi, Ilva in AS e dell'appalto senza dimenticarsi della vicenda Sanac, elemento per noi altrettanto centrale.</p>
<p>Abbiamo ribadito con fermezza la nostra contrarietà a qualsiasi ipotesi di spezzatino o vendita separata degli asset: il gruppo deve restare unito. Solo così sarà possibile garantire un futuro industriale e occupazionale solido per Taranto e per Genova, gli altri stabilimenti di Acciaierie D'Italia e per l’intero settore siderurgico nazionale.</p>
<p>Su questo chiediamo il massimo della responsabilità istituzionale per la prosecuzione del confronto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Nazionale</p>
<p>Categoria Operaia dell'industria&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 08 Aug 2025 09:39:07 +0200</pubDate>
                        <title>Jabil, nessuna soluzione reale, solo fumo negli occhi. Lavoratori contestano la kermesse di TME</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/jabil-nessuna-soluzione-reale-solo-fumo-negli-occhi-lavoratori-contestano-la-kermesse-di-tme-0942.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre nel pomeriggio di oggi, presso l’Hotel dei Cavalieri di Caserta, va in scena la conferenza stampa di presentazione del presunto “nuovo progetto industriale” targato TMA Srl – società riconducibile al gruppo TME – i lavoratori Jabil sono nuovamente in piazza a manifestare, denunciando l’ennesimo tentativo di normalizzare questa vertenza dando l'impressione che vada tutto bene. I lavoratori però rifiutano categoricamente una soluzione opaca, calata dall’alto.</p>
<p>All’interno dello stabilimento, infatti, nessuna delle criticità è stata realmente risolta. Il comunicato diramato il 1° agosto a firma “TMA Srl” annuncia il subentro dell’azienda tramite conferimento e l’ingresso di Invitalia con una quota del 45% a partire da settembre. Ma la realtà è ben diversa:</p>
<p>“TMA Srl” non risulta esistere nei registri ufficiali delle Camere di Commercio;</p>
<p>I lavoratori continuano a risultare dipendenti di Jabil Circuit Italia, per tutte le pratiche amministrative e legali;</p>
<p>Si parla di rilancio produttivo mentre si resta nel buio più totale, e mentre si chiede ai lavoratori di accettare passivamente un processo che non garantisce alcuna reale discontinuità.&nbsp;</p>
<p>Si sceglie invece di guardare ad una sola narrazione, un fatto che oggi i lavoratori vogliono contestare con fermezza.</p>
<p>USB Lavoro Privato – Industria Nazionale ha inviato oggi una richiesta formale di incontro urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e alla Regione Campania, chiedendo la convocazione immediata di un confronto ufficiale, anche in modalità telematica, con la presenza di Jabil Circuit Italia&nbsp;</p>
<p>In assenza di risposte, il fumo negli occhi non basterà a nascondere la realtà: questa non è una soluzione, è solo un altro capitolo di una gestione irresponsabile e speculativa.</p>
<p>USB è al fianco dei lavoratori in mobilitazione e continuerà a pretendere trasparenza, tutela e un vero progetto industriale, non operazioni di facciata.</p>
<p>---</p>
<p>USB Lavoro Privato – Industria Nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 08 Aug 2025 09:34:51 +0200</pubDate>
                        <title>AVIO: Licenziato delegato USB, un episodio di evidente repressione sindacale</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/avio-licenziato-delegato-usb-un-episodio-di-evidente-repressione-sindacale-0937.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 7 agosto, AVIO ha licenziato Alessandro, un delegato USB da poco eletto RSU: un episodio di evidente repressione sindacale.</p>
<p>Il provvedimento ha fatto seguito a un’accesa discussione nata all’interno dell’RSU, quando l’USB ha espresso la necessità di convocare un’assemblea dei lavoratori - dopo anni in cui sono state pressoché assenti nello stabilimento - proposta che ha trovato l’opposizione strenua della componente CGIL della RSU, del tutto contraria all’utilizzo dei più essenziali strumenti di democrazia sul luogo di lavoro.</p>
<p>Stessa componente che, chiamata dall’azienda a riportare quanto accaduto durante la riunione, ha reso dichiarazioni a nostro avviso “gonfiate” con il preciso intento di sabotare con ogni mezzo l’azione di USB, un regalo all’azienda che non aspettava altro che un pretesto per portare avanti il proprio attacco intimidatorio e divisivo, che mira a scardinare i principi stessi della rappresentanza e della dialettica sindacale, e che va respinto con forza.</p>
<p>Il licenziamento di Alessandro arriva dopo il risultato ottenuto alle ultime elezioni RSU, in cui l'USB ha conquistato 5 delegati, tra cui 1 RLS e il successo dei due ultimi scioperi che hanno bloccato la produzione.</p>
<p>La RSU USB è evidentemente una presenza scomoda per chi, per anni, ha gestito indisturbato lo stabilimento e non deve essere considerato un caso che questo licenziamento arrivi nel pieno di una fase in cui USB ha sollevato e denunciato pubblicamente numerose criticità legate al salario, alla sicurezza, alle condizioni igienico-sanitarie e alla gestione degli ambienti di lavoro.</p>
<p>Criticità che hanno portato alle verifiche e ai controlli da parte dell’ASL, che sono oggi in corso presso l’impianto.</p>
<p>Se i dirigenti AVIO, con questo licenziamento, sperano di fermare le rivendicazioni dei lavoratori, si sbagliano di grosso.</p>
<p>Non a caso hanno aspettato agosto, con i reparti vuoti per ferie, per comminare il provvedimento più duro e ingiusto nei confronti di Alessandro, un segnale rivolto a tutti i lavoratori: &quot;non alzate la testa&quot;.</p>
<p>Siamo convinti che il licenziamento non abbia fondamento e che sia pretestuoso.</p>
<p>Pertanto, non accetteremo silenziosamente questo attacco alla democrazia sindacale e ai diritti fondamentali dei lavoratori.</p>
<p>USB continuerà a difendere con determinazione il delegato colpito in tutte le sedi legali, a mobilitare i lavoratori alla ripresa delle attività e a informare l’opinione pubblica e le istituzioni.</p>
<p>Questa ingiustizia non deve passare. TOCCA UNO, TOCCA TUTTI!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB - Coordinamento RSU Avio</p>
<p>USB – Coordinamento Lavoro Privato Categoria Operaia</p>
<p>USB – Coordinamento Frosinone</p>]]></content:encoded>
			
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