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            <title>Rss Feed industria.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di industria.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 16:28:41 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Tue, 14 Apr 2026 16:28:41 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:15:21 +0200</pubDate>
                        <title>USB Industria sostiene lo sciopero del 6 e 7 maggio indetto da USB scuola in difesa dei salari e del diritto allo studio</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/usb-industria-sostiene-lo-sciopero-del-6-e-7-maggio-indetto-da-usb-scuola-in-difesa-dei-salari-e-del-diritto-allo-studio-1220.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si inizia il 6 maggio con il boicottaggio delle prove invalsi, il 7 maggio lo sciopero vedrà manifestazioni in molte città, promosse dall’ USB scuola insieme agli studenti di OSA.</p>
<p>Sosteniamo le due giornate di sciopero, perché non esistono lotte separate: è la stessa battaglia. Operai, tecnici, lavoratori dell’industria e della scuola, docenti e studenti sono figli della stessa rabbia, stretti dentro un modello economico che sfrutta, seleziona, divide per mantenere intatti privilegi e mettere a valore la guerra.</p>
<p>Sosteniamo la richiesta di USB scuola di forti aumenti salariali per i docenti e per il personale ATA che attualmente hanno paghe tra le più basse dell'Unione Europea. &nbsp;</p>
<p>Si sciopera anche contro i tagli agli organici per gli insegnanti di sostegno e ai servizi per gli alunni con disabilità previsti dal decreto legislativo 62/2024, una decisione di cinica contabilità fatta sulla pelle di lavoratori, famiglie e studenti, mentre si danno soldi alle industrie militari. Al contrario è necessario stabilizzare i precari, internalizzare gli educatori delle cooperative sociali che forniscono un supporto fondamentale alle scuole.</p>
<p>La scuola che stanno costruendo è una scuola classista, è lo specchio della fabbrica che viviamo ogni giorno: precarietà, subordinazione, salari bassi, perdita di diritti.</p>
<p>Tra i temi dello sciopero c’è la riforma degli istituti tecnici e professionali che prevede un ridimensionamento della formazione tecnica pubblica, con tagli di ore, accorpamenti di discipline fondamentali e con la conseguente perdita di qualità didattica e di laboratorio.</p>
<p>L’alternanza scuola-lavoro prima e la Formazione Scuola Lavoro ora vengono pubblicizzate come uno strumento per avvicinare gli studenti al mondo lavorativo. La realtà è bene diversa, gli studenti in FSL lavorano gratuitamente spesso svolgono attività prive di quell’aspetto formativo proprio dei laboratori scolastici. I laboratori, soggetti a una continua riduzione di fondi, personale e orario da parte del Ministero, scaricando sul personale scolastico non solo il dissesto ma anche la responsabilità di mantenere il livello didattico e di garantire gli standard di sicurezza.</p>
<p>Giovani studenti hanno perso la vita e altri sono rimasti feriti nelle aziende durante la formazione scuola lavoro. Come per gli operai la causa sta nell’organizzazione del lavoro che mette il profitto davanti a tutto. Ribadiamo con forza la richiesta di introdurre il reato di omicidio sul lavoro. Chi manda a morire studenti e lavoratori deve risponderne fino in fondo.</p>
<p>Rifiutiamo la militarizzazione della scuola e della società: no alla leva militare, no alla cultura della guerra e all'idea che giovani siano forza lavoro per l'economia di guerra. Le scuole non sono caserme e le fabbriche non devono servire a scopi bellici.</p>
<p>Durante e dopo le mobilitazioni dell’autunno, la gestione Valditara ha incrementato le sanzioni e le restrizioni contro docenti e studenti che si oppongono alla guerra, al genocidio palestinese e che contestano il modello scolastico classista scaturito da 40 anni di attacco al diritto allo studio.</p>
<p>Salutiamo quindi le due giornate di sciopero del 6 e 7 maggio in difesa della scuola pubblica.</p>
<p>Costruiamo la manifestazione nazionale operaia del 23 maggio tutti insieme a Roma per gridare forte via il governo Meloni, abbassate le armi, più soldi ai servizi pubblici e alzate i salari e pensioni</p>
<p>Operai, lavoratori dell’industria, della scuola e studenti uniti nella lotta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB SETTORE INDUSTRIA</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:53:49 +0200</pubDate>
                        <title>Electrolux–Midea: basta giochi sulla pelle dei lavoratori. Il governo convochi subito il tavolo</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/electrolux-midea-basta-giochi-sulla-pelle-dei-lavoratori-il-governo-convochi-subito-il-tavolo-0956.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’interesse del gruppo Midea per le attività europee di Electrolux conferma una dinamica ormai strutturale: le scelte industriali vengono determinate all’interno di una competizione globale tra grandi gruppi, mentre il costo delle ristrutturazioni continua a ricadere su lavoratrici e lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italia il gruppo conta circa 4.500 occupati, di cui 1.300 nello stabilimento di Porcia. Migliaia di famiglie che&nbsp;oggi&nbsp;non hanno alcuna certezza sul proprio futuro, a fronte di un’azienda che si muove senza presentare un piano industriale credibile per il nostro Paese e per l’Europa, nonostante una marginalità dichiarata attorno al 4% e gli impegni assunti nei precedenti tavoli governativi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa operazione si inserisce in un contesto più ampio in cui la Repubblica Popolare Cinese sostiene da anni i propri gruppi industriali attraverso politiche di pianificazione, intervento pubblico e presidio delle filiere strategiche, utilizzando anche il settore degli elettrodomestici come leva di espansione globale. Al contrario, Europa e Italia continuano a distinguersi per l’assenza di una politica industriale, lasciando piena discrezionalità alle multinazionali e accettando la ristrutturazione o la dismissione di interi comparti produttivi senza vincoli reali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratta di una responsabilità politica precisa: aver consegnato il destino dell’industria e del lavoro alle sole logiche del mercato e della speculazione. Non è più accettabile che il cosiddetto libero mercato venga utilizzato come giustificazione per smantellare il patrimonio industriale del Paese. È necessario un intervento pubblico diretto, con il coinvolgimento dei lavoratori e strumenti di controllo sulle produzioni strategiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In assenza di un intervento immediato, lo scenario è già noto: riduzione della capacità produttiva, delocalizzazioni, peggioramento delle condizioni di lavoro sotto la minaccia costante di chiusure e perdita di occupazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo USB chiede la convocazione immediata di un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la presenza dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In quella sede devono essere definiti impegni chiari e vincolanti:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>attivazione degli strumenti di golden power a tutela degli asset strategici;</p>
<p>garanzie occupazionali per tutti i lavoratori, con il blocco dei licenziamenti;</p>
<p>continuità produttiva per tutti i siti, a partire da Cerreto fino a Porcia;</p>
<p>presentazione di un piano industriale con investimenti certi in Italia, coerente con gli impegni già assunti nel 2025;</p>
<p>superamento del sistema di appalti, subappalti ed esternalizzazioni che frammentano il lavoro e comprimono diritti e salari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In assenza di questi elementi, qualsiasi operazione deve essere considerata inaccettabile sotto ogni profilo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB non è disponibile ad assistere all’ennesima ristrutturazione scaricata sui lavoratori e non parteciperà a tavoli finalizzati esclusivamente alla gestione degli esuberi. Senza risposte immediate e concrete, verrà costruita una mobilitazione conflittuale dentro e fuori dalle fabbriche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato - Categoria Operaia dell'industria Nazionale</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 14:14:08 +0100</pubDate>
                        <title>STABILIMENTO SOLVAY DI ROSIGNANO. CEDE UN PONTEGGIO ALL&#039;INTERNO DEL REPARTO CLORURO DI CALCIO. ALTRO MANCATO INFORTUNIO. USB: IGNORATE LE NOSTRE SEGNALAZIONI</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/stabilimento-solvay-di-rosignano-cede-un-ponteggio-allinterno-del-reparto-cloruro-di-calcio-altro-mancato-infortunio-usb-ignorate-le-nostre-segnalazioni-1416.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>A pochi giorni di stanza dalla morte di un lavoratore presso l'ilva di Taranto a seguito del cedimento di un griglia, nello stabimimento Solvay di Rosignano si è verificato un mancato infortunio con dinamica molto simile.<br /> Nel reparto Cloruro di calcio, un operaio, mentre camminava su un ponteggio &quot;temporaneo&quot; per raggiungere alcune valvole ha rischiato di cadere, per fortuna da un'altezza limitata, a causa del cedimento del piano calpestabile.<br /> Parliamo dello stesso reparto in cui, nel&nbsp;settembre&nbsp;del 2024, un operaio rimase gravemente ustionato.<br /> <br /> Usb aveva già segnalato, più e pià volte, criticità all'interno della specifica area produttiva. Sia per quanto riguarda l'installazione dei ponteggi, ormai gravemente usurati per via della presenza di sostanze chimiche, sia per l'usura di alcune valvole.<br /> Segnalazioni evidentemente ignorate.<br /> <br /> Sulla sicurezza non si può scherzare. Nella nostra provincia sono già 3 gli operai deceduti solo negli utlimi mesi.<br /> Il gruppo Solvay sta facendo diversi investimenti nelle sue unità produttive e chiediamo che tali interventi siano volti anche a garantire adeguata manutenzione nei reparti produttivi.<br /> <br /> Usb Livorno Categoria Operaia Industria</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 27 Jan 2026 18:18:43 +0100</pubDate>
                        <title>INNOWAY: DA AZIENDA NESSUNA TRASPARENZA. COMUNICATA OGGI ALTRA CASSA INTEGRAZIONE</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/innoway-da-azienda-nessuna-trasparenza-cassa-integrazione-nascosta-al-ministero-e-usb-esclusa-dal-confronto-1822.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Quest’oggi <strong>Innoway</strong> si è resa responsabile di <strong>due comportamenti di estrema gravità</strong>, che smentiscono nei fatti quanto dichiarato solo poche ore prima al tavolo ministeriale e aprono un problema serio di trasparenza, correttezza delle relazioni sindacali e rispetto delle regole.</p>
<p>Il primo fatto riguarda la <strong>comunicazione improvvisa dell’utilizzo continuativo della Cassa Integrazione</strong>, a partire da domani e fino a <strong>venerdì 6 febbraio compreso</strong>, motivata da una presunta e peggiorata mancanza di forniture rispetto a quanto prospettato in precedenza.</p>
<p>Una decisione di questa portata <strong>non è stata minimamente anticipata né segnalata</strong> nel corso del tavolo tenutosi presso il <strong>Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong>, dove l’azienda aveva invece descritto un quadro ben diverso, parlando di avanzamento del progetto, investimenti in fase di definizione e prospettive di sviluppo.</p>
<p>Il secondo fatto, ancora più grave, riguarda il <strong>metodo deliberato di esclusione di USB</strong>.<br /> Nonostante i richiami formali già fatti al Ministero sul tema della rappresentanza, <strong>l’azienda continua impunemente a convocare riunioni sindacali escludendo USB</strong>, come avvenuto oggi, con un incontro organizzato in fretta e furia e riservato esclusivamente alle RSU di FIM, FIOM e UILM.</p>
<p>Una scelta che non è né casuale né neutra.</p>
<p>Di fronte a una decisione così impattante come l’uso della CIG, <strong>escludere un’organizzazione sindacale presente in fabbrica e firmataria del percorso di vertenza significa alterare consapevolmente il confronto</strong>, selezionando gli interlocutori e comprimendo i diritti sindacali.</p>
<p>A questo punto la domanda è inevitabile:<br /> <strong>che cosa ha da nascondere Innoway?</strong></p>
<p>Per USB questi comportamenti <strong>smentiscono clamorosamente il clima “positivo” raccontato al tavolo ministeriale</strong> e dimostrano che esiste una distanza profonda tra le dichiarazioni ufficiali e la gestione reale della fabbrica.</p>
<p>Di fronte a questa situazione, USB non intende fare passi indietro.<br /> Se l’azienda continuerà a negare i diritti di rappresentanza e a escludere deliberatamente USB dalle discussioni che riguardano occupazione, CIG e organizzazione del lavoro, <strong>ci vedremo costretti ad adire le vie legali</strong>, ricorrendo al giudice per far valere pienamente i nostri diritti e quelli dei lavoratori che rappresentiamo.</p>
<p>Chiediamo inoltre alle istituzioni, a partire dal MIMIT, di <strong>non voltarsi dall’altra parte</strong>: non è accettabile che a poche ore da un tavolo ministeriale emergano decisioni così rilevanti, assunte senza trasparenza e fuori da un confronto sindacale corretto e inclusivo.</p>
<p>USB continuerà a stare dentro questa vertenza <strong>senza sconti</strong>, dalla parte dei lavoratori, contro ogni tentativo di gestione opaca, selettiva e autoritaria delle relazioni sindacali.</p>
<p><em>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 12 Nov 2025 11:01:28 +0100</pubDate>
                        <title>Polo siderurgico Piobino: Gozzi faccia il presidente di Federacciai</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/polo-siderurgico-piobino-gozzi-faccia-il-presidente-di-federacciai-1104.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Noi crediamo che Metinvest non abbia certo bisogno di difensori: un gruppo che dichiara di voler produrre 2.700.000 tonnellate di acciaio non può certo temere il signor Gozzi. E non pensiamo neppure che un governo possa farsi influenzare da chi difende interessi privati così evidenti.</p>
<p>Il punto vero, semmai, è un altro: i soldi pubblici.</p>
<p>Siamo d’accordo sul fatto che non vadano sprecati — ma proprio per questo siamo convinti che i settori strategici, come quello dell’acciaio, vadano nazionalizzati.</p>
<p>Solo una presenza pubblica forte può garantire una pianificazione industriale seria, la tutela dell’occupazione, la sicurezza sul lavoro e il rispetto ambientale.</p>
<p>Il problema è che in pochi&nbsp;oggi&nbsp;hanno il coraggio di dirlo: serve una nuova IRI, capace di riportare lo Stato al centro delle politiche industriali e di mettere fine alla giungla del mercato libero, quello stesso mercato che ha prodotto solo precarietà, delocalizzazioni e sfruttamento.</p>
<p>E visto che il signor Gozzi è un grande sostenitore del “libero mercato”, accetti anche la nascita di una nuova acciaieria a Piombino.</p>
<p>Perché nel vostro mercato libero — quello che avete inventato e difeso — tutte le imprese, dirette o indirette, hanno beneficiato di soldi pubblici.</p>
<p>Almeno, questa volta, che quei soldi servano davvero all’interesse collettivo e non ai profitti di pochi.</p>
<p>Per questi motivi, USB sarà in piazza il 28&nbsp;novembre&nbsp;con lo sciopero generale, contro il governo Meloni, contro la manovra di guerra e di austerità, per un vero piano industriale pubblico, per salari dignitosi, per la difesa dei diritti dei lavoratori e per la nazionalizzazione dei settori strategici, a partire dall’acciaio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Piombino</p>
<p>USB Nazionale – Settore Industria</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 12 Nov 2025 10:27:41 +0100</pubDate>
                        <title>Accaierie D’Italia: il governo presenta un piano di chiusura, non di rilancio. USB: l’esito dell’incontro a Palazzo Chigi è assolutamente negativo</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/accaierie-ditalia-il-governo-presenta-un-piano-di-chiusura-non-di-rilancio-usb-lesito-dellincontro-a-palazzo-chigi-e-assolutamente-negativo-1033.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di oggi si è svolto a Palazzo Chigi l’incontro su Acciaierie d’Italia, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, dei ministri Adolfo Urso, Marina Calderone, dei commissari straordinari e delle organizzazioni sindacali.</p>
<p>Il Governo ha illustrato un piano che prevede fermi produttivi, aumento della cassa integrazione fino a 6.000 lavoratori, l’avvio di un cosiddetto “ciclo corto” con fermata di tutte le cockerie a partire dal primo gennaio e l’utilizzo di coke importato, mentre viene rimodulato a 4 anni il percorso di decarbonizzazione e la ricerca di un nuovo soggetto industriale. Così non va, è un tutto contrario di tutto continuo.</p>
<p>Si parla di “rilancio” e di “acciaio green”, ma nella sostanza si tratta di una gestione del declino, che priva Taranto e l’intero sistema siderurgico nazionale di qualsiasi prospettiva industriale.</p>
<p>Di fronte a questa impostazione, USB ha dichiarato la totale irricevibilità del piano presentato.</p>
<p>Non si può “entrare nel merito tecnico” di un progetto che non contiene alcuna garanzia politica di fondo, a partire dal tema centrale: l’intervento diretto dello Stato.</p>
<p>È l’unico modo per salvaguardare l’occupazione, garantire la sicurezza e realizzare davvero la decarbonizzazione.</p>
<p>Pensare a soluzioni diverse significa ricadere nel subordine ai privati, rimettere la più grande acciaieria d’Europa nelle mani di soggetti speculativi e ripetere gli stessi errori che hanno già devastato Taranto e il Paese.</p>
<p>USB ha ricordato come fin dall’avvio del commissariamento abbia riconosciuto il valore e la serietà della terna commissariale, ma abbia anche denunciato l’assenza di risorse reali, chiedendo la costituzione di un fondo straordinario di rilancio industriale e una strategia pubblica per il settore siderurgico.</p>
<p>Il Governo invece sceglie la strada del disastro sociale: un piano che in due anni porterà al baratro, lasciando senza futuro oltre 18.000 lavoratori tra diretti, appalto, Ilva in AS, con ripercussioni gravissime anche su Sanac e sull’intera filiera dell’acciaio.</p>
<p>USB ha chiesto con forza di ritirare il piano presentato oggi e di avviare una vera discussione sul futuro industriale del Paese, a partire da una politica pubblica dell’acciaio capace di coniugare ambiente, lavoro e sviluppo.</p>
<p>L’esito dell’incontro è in ogni caso assolutamente negativo.</p>
<p>Se il Governo non cambierà rotta, la parola tornerà ai lavoratori e alle mobilitazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 06 Nov 2025 15:44:33 +0100</pubDate>
                        <title>Rsu G.D. Bologna: USB secondo sindacato, rinnovo e partecipazione record </title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/rsu-gd-bologna-usb-secondo-sindacato-rinnovo-e-partecipazione-record-1547.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si sono concluse le elezioni per il rinnovo della RSU alla G.D di Bologna.</p>
<p>USB si conferma secondo sindacato in azienda, in una tornata elettorale molto partecipata che ha fatto registrare un record di votanti.</p>
<p>Ringraziamo tutte le lavoratrici e i lavoratori che ci hanno dato fiducia. È un risultato che premia l’impegno quotidiano, la coerenza e la presenza costante nei reparti, ma soprattutto ci rende orgogliosi per il ricambio che siamo riusciti a garantire: una nuova generazione di delegate e delegati entra in RSU, portando entusiasmo, energia e nuove idee per affrontare le sfide che ci attendono.</p>
<p>Non ci nascondiamo: resta da affrontare la nostra assenza, in particolare tra il personale impiegatizio e nella rappresentanza delle lavoratrici. È un limite che riconosciamo e che intendiamo trasformare in un impegno concreto nel prossimo mandato, costruendo insieme una presenza più ampia e inclusiva.</p>
<p>Il prossimo mandato sarà infatti decisivo: dal confronto sul nuovo contratto integrativo aziendale al percorso di realizzazione del nuovo polo tecnologico e delle lavorazioni meccaniche di Anzola, temi su cui sarà fondamentale mantenere alta l’attenzione e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p>Un ringraziamento particolare va anche ai nostri candidati che non sono stati eletti: il loro contributo e il lavoro fatto insieme fino a oggi restano parte integrante del percorso collettivo di USB in G.D.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 22 Aug 2025 16:49:07 +0200</pubDate>
                        <title>JABIL – TMA: richiesta di CIGS a zero ore, operazione speculativa e illegittima</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/jabil-tma-richiesta-di-cigs-a-zero-ore-operazione-speculativa-e-illegittima-1653.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB denuncia con forza la gravità della richiesta inoltrata da TMA di cassa integrazione straordinaria (CIGS) a zero ore per tutti i lavoratori, per un periodo addirittura di due anni e mezzo.</p>
<p>Una scelta che toglie definitivamente la maschera a un’operazione nata e condotta unicamente sul terreno della speculazione, senza alcun progetto industriale né garanzia occupazionale.</p>
<p>È del tutto inaccettabile che un’azienda che aveva dichiarato di voler mantenere commesse e clienti scelga oggi di azzerare completamente l’attività produttiva, lasciando centinaia di lavoratori senza prospettiva e senza salario. Non è comprensibile come si possa parlare di “ripartenza” a fronte di un blocco totale così prolungato, né quali condizioni vengano prospettate per il futuro.</p>
<p>Questa richiesta cozza anche sul piano formale con la stessa cessione d’azienda. La legge stabilisce con chiarezza che il soggetto subentrante deve garantire continuità operativa e autonomia produttiva: è evidente che TMA non ha mai avuto né la volontà né la capacità di rispettare tali obblighi. Queste sono le conseguenze nefaste di un’operazione portata avanti con superficialità, anche sul piano politico. A rendere il quadro ancora più opaco, mentre si parla di CIGS nulla è stato chiarito riguardo al ruolo e all’intervento di Invitalia, soggetto che intendiamo interpellare con urgenza.</p>
<p>Gravissimo è inoltre che la comunicazione sia stata indirizzata alle sole Fim, Fiom, Uilm e Failms, le cui rappresentanze risultano formalmente decadute ai sensi del regolamento sulla rappresentanza. Diffidiamo tali organizzazioni dall’intraprendere qualsiasi iniziativa che escluda la legittima rappresentanza dei lavoratori: ogni atto in tal senso sarà oggetto di rivalsa formale.</p>
<p>Siamo di fronte a una manovra che punta soltanto a massimizzare il risparmio sulla pelle dei lavoratori, scaricando interamente su di loro i costi di un’operazione fallimentare. Nemmeno l’anticipo della cassa integrazione viene garantito: significa condannare centinaia di famiglie all’assenza di reddito immediato.</p>
<p>USB ribadisce la propria contrarietà a questa farsa, che dimostra come i timori da noi sollevati fin dall’inizio fossero fondati: TMA non rappresenta alcun progetto industriale credibile, ma solo l’ennesima speculazione a danno del tessuto produttivo e dei lavoratori.</p>
<p>La nostra organizzazione definirà a breve le forme più incisive di lotta e di protesta. Una cosa però la diciamo subito: senza garanzie, da Marcianise non uscirà nemmeno un bullone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 21 Aug 2025 16:57:27 +0200</pubDate>
                        <title>Jabil: un altro giorno di protesta per il reintegro di Pasquale Zeno. L’atteggiamento aziendale continua ad essere inaccettabile</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/jabil-un-altro-giorno-di-protesta-per-il-reintegro-di-pasquale-zeno-latteggiamento-aziendale-continua-ad-essere-inaccettabile-1700.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Alla Jabil di Marcianise i lavoratori si sono nuovamente mobilitati per chiedere con forza il reintegro di Pasquale Zeno, licenziato illegittimamente per aver manifestato la propria rabbia durante la kermesse di presentazione del progetto TMA.<br /> Il comportamento della dirigenza diventa ancora più indecoroso se si considera il disconoscimento delle rappresentanze realmente espresse dai lavoratori. Appare come una provocazione l’incontro convocato dall’azienda con la RSU di FIM, FIOM, UILM e FAILMS, che è stata di fatto sfiduciata con una raccolta firme maggioritaria in fabbrica.<br /> La protesta, evidentemente, non si fermerà qui. Se l’azienda non ritirerà immediatamente il licenziamento di Pasquale Zeno, il livello dell’iniziativa delle maestranze non potrà che alzarsi.<br /> USB ringrazia le forze politiche che in queste ore hanno espresso solidarietà e vicinanza, ma ribadisce che serve una partecipazione forte e compatta per respingere questo attacco.<br /> La nostra è una battaglia di dignità, che riguarda l’intero stabilimento, oggi oggetto di una ristrutturazione forzata e calata dall’alto. Per zittire i lavoratori non restano che i tentativi di ritorsione e di punizione contro chi ha rappresentato la protesta: Pasquale Zeno ne è stato uno dei protagonisti più attivi e per questo è stato colpito.<br /> <br /> USB Lavoro Privato – Industria Nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 20 Aug 2025 16:36:20 +0200</pubDate>
                        <title>Jabil, licenziato il lavoratore che aveva partecipato alla protesta. Sciopero spontaneo davanti ai cancelli. Usb: reagiremo con forza</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/jabil-licenziato-il-lavoratore-che-aveva-partecipato-alla-protesta-sciopero-spontaneo-davanti-ai-cancelli-usb-reagiremo-con-forza-1642.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi si è consumato un atto di gravità inaudita: Pasquale Zeno, lavoratore dello stabilimento di Marcianise, già contestato dall’azienda per aver partecipato alle manifestazioni contro la gestione Jabil/Tme, è stato licenziato.<br /> <br /> La risposta dei lavoratori è stata immediata: sciopero spontaneo e protesta davanti ai cancelli dello stabilimento, per dire che non è tollerabile trasformare la sacrosanta difesa del posto di lavoro in un pretesto per colpire chi alza la testa.<br /> <br /> Siamo di fronte a una vera e propria ritorsione antisindacale e contro la libertà di espressione, inaccettabile in qualsiasi luogo di lavoro, tanto più in una vertenza già segnata da opacità, incertezze e mancanza di trasparenza.<br /> <br /> USB non resterà di certo a guardare.<br /> Nonostante il periodo estivo e le difficoltà legate alle ferie, la nostra organizzazione è pronta a reagire con forza, rilanciando la mobilitazione in tutte le forme necessarie.<br /> <br /> Per questo, annunciamo fin da ora la preparazione di una serie di iniziative di protesta in difesa di Pasquale Zeno, che se necessario culminerà in una nazionale e di tutti i lavoratori Jabil, perché ciò che è accaduto oggi non deve più accadere a nessun lavoratore.<br /> <br /> Colpire uno di noi significa colpire tutti.<br /> La risposta sarà collettiva e determinata.<br /> Tocca uno, tocca tutti<br /> <br /> ---<br /> <br /> USB Lavoro Privato – Industria Nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 12 Aug 2025 21:20:44 +0200</pubDate>
                        <title>Acciaierie d&#039;Italia: importante il raggiungimento dell&#039;intesa istituzionale, ma ora servono fatti concreti ed una regia pubblica</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/acciaierie-ditalia-importante-il-raggiungimento-dellintesa-istituzionale-ma-ora-servono-fatti-concreti-ed-una-regia-pubblica-2123.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Giudizio positivo sul fatto che oggi, al tavolo presso il MIMIT, le istituzioni tutte siano riuscite a raggiungere un intesa per la piena decarbonizzazione di Acciaierie d’Italia. È un passo importante, che segna anche una ricomposizione di una frattura che rischiava di compromettere il rapporto tra cittadinanza e fabbrica.</p>
<p>Un segnale positivo che va riconosciuto a tutti i soggetti coinvolti e che fino all'ultimo hanno discusso.</p>
<p>Naturalmente, il nostro giudizio definitivo dovrà basarsi sui fatti concreti che seguiranno alla firma.&nbsp;</p>
<p>Riteniamo comunque questo accordo un passaggio importante, forse storico per Taranto: la scelta di puntare alla totale decarbonizzazione, con la chiusura degli impianti a caldo e la sostituzione con impianti elettrici, è un elemento centrale.</p>
<p>Per noi si tratta dell’ultima vera occasione per rilanciare il polo siderurgico in una prospettiva sostenibile nel rispetto di ambiente e salute.&nbsp;</p>
<p>Lo Stato deve essere però direttamente coinvolto nella proprietà e nella gestione: la regia pubblica è per noi una condizione essenziale per guidare il processo di transizione e garantire l’interesse collettivo e ovviamente va assolutamente evitato di ripetere lo stesso quadro di errori del passato.</p>
<p>Sul piano occupazionale, al tavolo abbiamo detto con chiarezza che non basta che questo tema sia citato come obiettivo soltanto di principio: la tutela del lavoro deve essere un fatto concreto ed inderogabile per davvero. Ed è proprio per questo che per USB è necessario aprire subito un confronto sugli strumenti straordinari per gestire una fase che sarà complessa e che deve garantire a tutto il bacino occupazionale le massime tutele in un quadro di strumentazioni in grado di coprire ogni situazione ed ogni diversità. Le proposte di USB sono già da tempo in campo su questo.</p>
<p>In questo quadro, dove ci sembra che sul DRI e sulla sua collocazione non sia stato ancora deciso nulla, bisogna andare comunque alla verifica dei fatti e di certo, infine, dobbiamo affrontare certamente il tema di tutta l’occupazione collegata, diretta e indiretta da Adi, Ilva in AS e dell'appalto senza dimenticarsi della vicenda Sanac, elemento per noi altrettanto centrale.</p>
<p>Abbiamo ribadito con fermezza la nostra contrarietà a qualsiasi ipotesi di spezzatino o vendita separata degli asset: il gruppo deve restare unito. Solo così sarà possibile garantire un futuro industriale e occupazionale solido per Taranto e per Genova, gli altri stabilimenti di Acciaierie D'Italia e per l’intero settore siderurgico nazionale.</p>
<p>Su questo chiediamo il massimo della responsabilità istituzionale per la prosecuzione del confronto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Nazionale</p>
<p>Categoria Operaia dell'industria&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-153204</guid>
                        <pubDate>Fri, 08 Aug 2025 09:39:07 +0200</pubDate>
                        <title>Jabil, nessuna soluzione reale, solo fumo negli occhi. Lavoratori contestano la kermesse di TME</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/jabil-nessuna-soluzione-reale-solo-fumo-negli-occhi-lavoratori-contestano-la-kermesse-di-tme-0942.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre nel pomeriggio di oggi, presso l’Hotel dei Cavalieri di Caserta, va in scena la conferenza stampa di presentazione del presunto “nuovo progetto industriale” targato TMA Srl – società riconducibile al gruppo TME – i lavoratori Jabil sono nuovamente in piazza a manifestare, denunciando l’ennesimo tentativo di normalizzare questa vertenza dando l'impressione che vada tutto bene. I lavoratori però rifiutano categoricamente una soluzione opaca, calata dall’alto.</p>
<p>All’interno dello stabilimento, infatti, nessuna delle criticità è stata realmente risolta. Il comunicato diramato il 1° agosto a firma “TMA Srl” annuncia il subentro dell’azienda tramite conferimento e l’ingresso di Invitalia con una quota del 45% a partire da settembre. Ma la realtà è ben diversa:</p>
<p>“TMA Srl” non risulta esistere nei registri ufficiali delle Camere di Commercio;</p>
<p>I lavoratori continuano a risultare dipendenti di Jabil Circuit Italia, per tutte le pratiche amministrative e legali;</p>
<p>Si parla di rilancio produttivo mentre si resta nel buio più totale, e mentre si chiede ai lavoratori di accettare passivamente un processo che non garantisce alcuna reale discontinuità.&nbsp;</p>
<p>Si sceglie invece di guardare ad una sola narrazione, un fatto che oggi i lavoratori vogliono contestare con fermezza.</p>
<p>USB Lavoro Privato – Industria Nazionale ha inviato oggi una richiesta formale di incontro urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e alla Regione Campania, chiedendo la convocazione immediata di un confronto ufficiale, anche in modalità telematica, con la presenza di Jabil Circuit Italia&nbsp;</p>
<p>In assenza di risposte, il fumo negli occhi non basterà a nascondere la realtà: questa non è una soluzione, è solo un altro capitolo di una gestione irresponsabile e speculativa.</p>
<p>USB è al fianco dei lavoratori in mobilitazione e continuerà a pretendere trasparenza, tutela e un vero progetto industriale, non operazioni di facciata.</p>
<p>---</p>
<p>USB Lavoro Privato – Industria Nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 08 Aug 2025 09:34:51 +0200</pubDate>
                        <title>AVIO: Licenziato delegato USB, un episodio di evidente repressione sindacale</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/avio-licenziato-delegato-usb-un-episodio-di-evidente-repressione-sindacale-0937.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 7 agosto, AVIO ha licenziato Alessandro, un delegato USB da poco eletto RSU: un episodio di evidente repressione sindacale.</p>
<p>Il provvedimento ha fatto seguito a un’accesa discussione nata all’interno dell’RSU, quando l’USB ha espresso la necessità di convocare un’assemblea dei lavoratori - dopo anni in cui sono state pressoché assenti nello stabilimento - proposta che ha trovato l’opposizione strenua della componente CGIL della RSU, del tutto contraria all’utilizzo dei più essenziali strumenti di democrazia sul luogo di lavoro.</p>
<p>Stessa componente che, chiamata dall’azienda a riportare quanto accaduto durante la riunione, ha reso dichiarazioni a nostro avviso “gonfiate” con il preciso intento di sabotare con ogni mezzo l’azione di USB, un regalo all’azienda che non aspettava altro che un pretesto per portare avanti il proprio attacco intimidatorio e divisivo, che mira a scardinare i principi stessi della rappresentanza e della dialettica sindacale, e che va respinto con forza.</p>
<p>Il licenziamento di Alessandro arriva dopo il risultato ottenuto alle ultime elezioni RSU, in cui l'USB ha conquistato 5 delegati, tra cui 1 RLS e il successo dei due ultimi scioperi che hanno bloccato la produzione.</p>
<p>La RSU USB è evidentemente una presenza scomoda per chi, per anni, ha gestito indisturbato lo stabilimento e non deve essere considerato un caso che questo licenziamento arrivi nel pieno di una fase in cui USB ha sollevato e denunciato pubblicamente numerose criticità legate al salario, alla sicurezza, alle condizioni igienico-sanitarie e alla gestione degli ambienti di lavoro.</p>
<p>Criticità che hanno portato alle verifiche e ai controlli da parte dell’ASL, che sono oggi in corso presso l’impianto.</p>
<p>Se i dirigenti AVIO, con questo licenziamento, sperano di fermare le rivendicazioni dei lavoratori, si sbagliano di grosso.</p>
<p>Non a caso hanno aspettato agosto, con i reparti vuoti per ferie, per comminare il provvedimento più duro e ingiusto nei confronti di Alessandro, un segnale rivolto a tutti i lavoratori: &quot;non alzate la testa&quot;.</p>
<p>Siamo convinti che il licenziamento non abbia fondamento e che sia pretestuoso.</p>
<p>Pertanto, non accetteremo silenziosamente questo attacco alla democrazia sindacale e ai diritti fondamentali dei lavoratori.</p>
<p>USB continuerà a difendere con determinazione il delegato colpito in tutte le sedi legali, a mobilitare i lavoratori alla ripresa delle attività e a informare l’opinione pubblica e le istituzioni.</p>
<p>Questa ingiustizia non deve passare. TOCCA UNO, TOCCA TUTTI!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB - Coordinamento RSU Avio</p>
<p>USB – Coordinamento Lavoro Privato Categoria Operaia</p>
<p>USB – Coordinamento Frosinone</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-153187</guid>
                        <pubDate>Wed, 06 Aug 2025 11:26:11 +0200</pubDate>
                        <title>SANAC e Acciaierie d&#039;Italia - Il piano del Governo dimentica un aspetto fondamentale: i lavoratori diretti ed indiretti</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/sanac-e-acciaierie-ditalia-il-piano-del-governo-dimentica-un-aspetto-fondamentale-i-lavoratori-diretti-ed-indiretti-1129.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L'incontro&nbsp; avvenuto settimana scorsa&nbsp; a Roma al tavolo dell' acciaio tra le istituzioni ha determinato l'aggiornamento del bando di gara per l’ingresso di un nuovo partner industriale in ILVA, fissando la totale decarbonizzazione come condizione vincolante.<br /> Un obiettivo che riteniamo necessario a Taranto e che USB ha sempre sostenuto: il futuro della siderurgia deve essere compatibile con la salute e l’ambiente.<br /> Ma su questo non può reggere l’ennesima narrazione che riduce tutto a una partita industriale, senza affrontare la questione sociale.<br /> Nessuna parola su quanti posti di lavoro saranno salvaguardati o su quali saranno gli strumenti straordinari si intendono attivare per gestire la transizione e proteggere il reddito delle persone coinvolte.<br /> <br /> A Taranto il dibattito appare monco e pericoloso: si ragiona di soluzioni “A, B o C” senza chiarire cosa realmente comportano sul piano occupazionale e industriale. Così si lascia campo libero a chi pensa che la transizione sia solo una questione di tecnologia e non di diritti, dignità e futuro delle persone Dirette e indirette.<br /> Che fine faranno gli operai Sanac?<br /> Quale è il piano nazionale per tutte quelle ditte, tantissime come Sanac che vivono grazie all' acciaierie di Taranto?<br /> Quale è il futuro dell'indotto dell' acciaio?<br /> <br /> Come USB crediamo che la presenza dello Stato è condizione imprescindibile in tutta questa operazione. Non come semplice arbitro, ma come soggetto attivo e garante di una strategia industriale di lungo periodo che coinvolga anche SANAC!<br /> &nbsp;La siderurgia è un settore strategico per il Paese: non può essere lasciata alla logica del massimo profitto di un singolo operatore privato.<br /> <br /> Serve un piano nazionale per la siderurgia, integrato nella strategia di politica industriale, che indichi investimenti, tempi e strumenti per una transizione ecologica giusta e socialmente sostenibile.<br /> <br /> A livello nazionale è urgente definire degli strumenti straordinari, i piani straordinari, per la tutela dell'occupazione, la protezione del reddito per i lavoratori, pensando anche a un futuro “oltre la fabbrica” per chi non potrà essere ricollocato all’interno degli impianti in un processo sacrosanto di decarbonizzazione e tutela ambientale.<br /> <br /> Crediamo sia inoltre vergognoso che a fronte di quanto sta emergendo dai tavoli romani, nessuno delle forze istituzionali e politiche locali e presenti al governo apra bocca.<br /> I lavoratori SANAC vivono oggi l' ennesima incertezza lavorativa, con lo spettro della cassa integrazione che aleggia nuovamente dopo 10 anni di sacrifici e a livello nazionale si continua a non prenderli in considerazione.<br /> Dove sono oggi i vari Andrea Barabotti&nbsp; , Alessandro Amorese&nbsp; , Francesco Persiani - Sindaco di Massa&nbsp; e Riccardo Ricciardi che negli anni si sono riempiti la bocca di essere al fianco degli Operai Sanac?<br /> Addirittura qualcuno di questi personaggi sosteneva addirittura di aver trovato una soluzione a questa vertenza promettendo mare e monti sui giornali locali.<br /> &nbsp;Oggi scopriamo invece che il loro governo è pronto a sacrificare decine di lavoratori della nostra città senza garanzie e tutele di alcun tipo.<br /> <br /> Come USB siamo pronti a dare battaglia e lo faremo coinvolgendo tutti i poli dell' acciaio italiano.<br /> <br /> Unione Sindacale di Base - Massa Carrara<br /> --</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 01 Aug 2025 13:43:09 +0200</pubDate>
                        <title>Acciaierie d&#039;Italia: senza una strategia pubblica il futuro del paese e&#039; ostaggio delle convenienze politiche </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/acciaierie-ditalia-senza-una-strategia-pubblica-il-futuro-del-paese-e-ostaggio-delle-convenienze-politiche-1348.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre si decide del futuro della più grande acciaieria d’Europa, e con essa del nostro modello produttivo e della transizione ecologica, assistiamo a un confronto che oscilla tra interessi di bottega e schermaglie politiche, dove i lavoratori continuano a essere i grandi assenti.</p>
<p>L'incontro avvenuto ieri tra le istituzioni ha determinato l'aggiornamento del bando di gara per l’ingresso di un nuovo partner industriale, fissando la totale decarbonizzazione come condizione vincolante.</p>
<p>Un obiettivo che riteniamo necessario e che USB ha sempre sostenuto: il futuro della siderurgia deve essere compatibile con la salute e l’ambiente.</p>
<p>Ma su questo non può reggere l’ennesima narrazione che riduce tutto a una partita industriale, senza affrontare la questione sociale.</p>
<p>Nessuna parola su quanti posti di lavoro saranno salvaguardati o su quali saranno gli strumenti straordinari si intendono attivare per gestire la transizione e proteggere il reddito delle persone coinvolte.</p>
<p>Il dibattito appare monco e pericoloso: si ragiona di soluzioni “A, B o C” senza chiarire cosa realmente comportano sul piano occupazionale e industriale. Così si lascia campo libero a chi pensa che la transizione sia solo una questione di tecnologia e non di diritti, dignità e futuro delle persone.</p>
<p>USB al tavolo odierno presso Palazzo Chigi lo ha ribadito con forza:</p>
<p>La presenza dello Stato è condizione imprescindibile in tutta l’operazione. Non come semplice arbitro, ma come soggetto attivo e garante di una strategia industriale di lungo periodo. La siderurgia è un settore strategico per il Paese: non può essere lasciata alla logica del massimo profitto di un singolo operatore privato.</p>
<p>Serve un piano nazionale per la siderurgia, integrato nella strategia di politica industriale, che indichi investimenti, tempi e strumenti per una transizione ecologica giusta e socialmente sostenibile.</p>
<p>È urgente definire degli strumenti straordinari piano straordinari per la tutela dell'occupazione, la protezione del reddito per i lavoratori, pensando anche a un futuro “oltre la fabbrica” per chi non potrà essere ricollocato all’interno degli impianti.</p>
<p>Questi strumenti devono riguardare tutto il bacino dell'occupazione, dai lavoratori diretti a quelli di Ilva in AS e dell'appalto.</p>
<p>il 12 agosto, comune e Regione saranno ricovocati per sottoscrivere l'Accordo di Programma Interistituzionale ma ci sembra evidente che saremo punto e a capo, con la politica che non fa la politica, che decide di non decidere scaricando su altri le proprie responsabilità.</p>
<p>Ma il futuro della siderurgia non è una questione locale. È una questione nazionale, che riguarda la tenuta industriale del Paese, la sua autonomia produttiva e migliaia di famiglie che vivono di lavoro.</p>
<p>USB continuerà a chiedere che questo confronto torni sui binari giusti: un processo trasparente, con obiettivi industriali chiari, garanzie sociali vincolanti e un ruolo pubblico forte, capace di guidare la transizione ecologica senza sacrificare i diritti dei lavoratori sull’altare del profitto.</p>
<p>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 29 Jul 2025 09:47:42 +0200</pubDate>
                        <title>STM: la politica e le istituzioni difendano i siti italiani e l’occupazione!</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/stm-la-politica-e-le-istituzioni-difendano-i-siti-italiani-e-loccupazione-0951.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuto oggi al MMIT il tavolo di confronto sul piano industriale avanzato da STM, per le istituzioni erano presenti il ministro Adolfo Urso e collegato via web il ministro Giorgetti per il MEF, la delegazione della regione Lombardia anch’essa in presenza e in remoto quella siciliana.</p>
<p>La delegazione STM era guidata da Fabio Gualandris che sostanzialmente ha presentato il piano industriale presentato ad Aprile ,su cui avevamo già ribadito una forte contrarietà con tanto di scioperi e iniziative di lotta perché prevedeva 1500 esuberi ad Agrate che vengono confermati con la chiusura della produzione di Ag8 e Ews.</p>
<p>La delegazione sindacale nel complesso ha chiesto al governo di garantire l’apertura di un tavolo di confronto permanente, dove discutere e modificare l' attuale piano industriale per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali ad Agrate.</p>
<p>Se per Catania è prevista una visione industriale fino al 2037, al momento il piano industriale STM si ferma al 2027 , perciò la richiesta sindacale è che STM per Agrate fornisca un piano industriale con investimenti privati e pubblici che traguardino il 2032</p>
<p>STM in Italia ha oltre 12 mila dipendenti, ha il MEF come azionista, è una delle poche grandi aziende rimaste, è inserita in un settore chiave quello dei semiconduttori che si intreccia con lo sviluppo industriale, dei beni di consumo e infrastrutturale.</p>
<p>Abbiamo ribadito all’azienda che i tagli occupazionali e la riduzione delle missioni produttive sono la classica e fallimentare politica che scarica sui lavoratori gli errori manageriali oltre ai costi e alle ciclicità del mercato.</p>
<p>Allo stesso modo è evidente che siamo dentro una fase di transizione, che oltre alla competizione vede forte lo sviluppo tecnologico e processi automazione .</p>
<p>Se confermato al tavolo di confronto permanente ci andremo convinti che da parte dell’azienda ci debba essere un cambiamento di approccio sostanziale.</p>
<p>Chiediamo al governo in qualità di azionista di :</p><ul> 	<li> 	<p>tutelare le missioni industriali di STM, per le quali sono stati messi giustamente molti soldi pubblici.</p> 	</li> 	<li> 	<p>fare la sua parte fino in fondo e mettere al centro la tutela dell’occupazione e del salario, questo sì con un approccio deciso e con strumenti innovativi.</p> 	</li> </ul><p>Se queste condizioni non si prefigurassero sarà necessario ripartire con le mobilitazioni.</p>
<p>USB - Lavoro Privato</p>
<p>Categoria Operaia dell'Industria Nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-153044</guid>
                        <pubDate>Wed, 16 Jul 2025 11:11:08 +0200</pubDate>
                        <title>Stm vuole ipotecare occupazione e missioni produttive in Italia il governo fermi le scelte unilaterali dell’azionista francese</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/stm-vuole-ipotecare-occupazione-e-missioni-produttive-in-italia-il-governo-fermi-le-scelte-unilaterali-dellazionista-francese-1113.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Continua la mobilitazione dei lavoratori della STMicroelectronics contro il piano industriale presentato dalla direzione, un piano che senza troppi giri di parole penalizza i siti italiani a vantaggio dei siti di Francia, Singapore e Cina.</p>
<p>Oggi martedì 15 luglio si è tenuto uno sciopero di 8 ore con un presidio davanti alla prefettura di Monza. La delegazione ha esposto la situazione e ha consegnato un memorandum al Prefetto. L’USB ha tenuto ad accentuare la responsabilità e l’urgenza di intervento che grava sulle istituzioni e sul Governo. STM è un’azienda dove lo stato francese e quello italiano hanno identiche quote e determinano la maggioranza dell’azionariato. Peccato che, come in altri casi, questo non viene fatto valere da parte italiana.</p>
<p>Il piano industriale e la storia recente di questa azienda vedono l’azionista francese imporre un piano industriale penalizzante per il sito di Agrate, paventando prima 1400 poi forse scesi a 800 esuberi. &nbsp;</p>
<p>Chiediamo che si blocchi il piano industriale e che si fermino le azioni unilaterali dell'azienda.</p>
<p>Siamo di fronte all'ennesimo svuotamento del patrimonio industriale italiano. In questo caso si tratta del settore dei semiconduttori strategico in forte crescita, secondo le stime il mercato UE dei semiconduttori dovrebbe salire a 149 miliardi di euro nel 2033.</p>
<p>Le motivazioni di crisi addotte dall’azienda rimandano agli alti e bassi dei cicli produttivi e dei mercati propri della storia di ogni singola azienda. Il puntare tutto sui settori oggi in difficoltà è uno degli errori commessi da questa dirigenza. Altrettanto vero è che STM seguirà lo sviluppo tecnologico che in molti campi è legato all’evoluzione dei semiconduttori. Vorremmo capire in questo quadro come STM colloca il patrimonio di competenze dei lavoratori dei siti italiani.</p>
<p>&nbsp;Dallo stabilimento arrivano voci allarmate rispetto alla presenza di personale di Singapore e la contemporanea attività di “impacchettamento” di facilities pronte a essere spedite in Asia con tanto di attività al seguito. A questo si aggiunge la decisione di spostare in Francia i laboratori per i test di validazione, cosa che a nostro avviso mette in pericolo la produzione del&nbsp;sito&nbsp;di&nbsp;Agrate.</p>
<p>Se tutto questo fosse confermato, vorrebbe dire che la ristrutturazione e il piano industriale, con tanto di esuberi è un pezzo avanti e non c’è tempo da perdere.</p>
<p>Il piano industriale presentato da STM è stato giudicato prima ancora che dalle organizzazioni sindacali, dai lavoratori che lo hanno rigettato con la mobilitazione.</p>
<p>Lo abbiamo già detto nelle sedi di confronto, lo ripeteremo il 17 alla regione Lombardia e il 28 luglio al Ministero, il Governo è chiamato a tutelare occupazione e competenze, chi prende soldi pubblici non può licenziare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato - Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 15 Jul 2025 17:07:05 +0200</pubDate>
                        <title>Metalmeccanici: tanto rumore per nulla. Le chiacchiere (ri)cominciano, ma gli operai restano senza contratto</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/metalmeccanici-tanto-rumore-per-nulla-le-chiacchiere-ricominciano-ma-gli-operai-restano-senza-contratto-1716-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo mesi di silenzio, oggi a Roma si è finalmente tornati a parlare di rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. O almeno, così dicono. In realtà, di concreto non c’è nulla sul piano dei contenuti: nessuna proposta sul salario, nessuna prospettiva credibile di avanzamento. Solo l’annuncio che da settembre riprenderanno le &quot;consultazioni&quot; ristrette tra pochi addetti ai lavori.</p>
<p>I metalmeccanici aspettano da oltre un anno il rinnovo del contratto ma, evidentemente, possono continuare ad aspettare. È estate, fa caldo e per molti il confronto può anche slittare ancora. Gli operai, intanto, continueranno a sudare in fabbrica, con il contratto bloccato e il potere d’acquisto in picchiata.</p>
<p>Di salario, nemmeno l’ombra. Eppure è proprio lì che si gioca la partita vera: mentre tutto aumenta, mentre l’inflazione divora le buste paga, si continua a evitare il nodo centrale con una leggerezza inaccettabile.</p>
<p>In tutto questo, colpisce la nota di Federmeccanica, che apre il confronto evocando i dazi come fattore di crisi, per poi invocare un contratto “sostenibile e innovativo”. È la solita retorica che giustifica tutto – compresi gli arretramenti – in nome dell’export, della competitività e della congiuntura. Un copione già visto, che rischia di preparare il terreno a un contratto al ribasso, piegato alle esigenze aziendali e scollegato dalla realtà dei lavoratori.</p>
<p>Ma il punto non è solo il ritardo. È che, ancora una volta, non si mette in discussione un modello contrattuale ormai logoro, incapace di rispondere alle esigenze materiali dei lavoratori e alle trasformazioni profonde in atto nel mondo della produzione.</p>
<p>Se non si apre davvero una discussione sul contratto nazionale come strumento di redistribuzione, riduzione dell’orario e tutela reale dei diritti, allora tutto questo è solo una presa in giro. Soprattutto per chi, in questi anni, ha scioperato, ha resistito, ha lottato per un contratto più giusto.</p>
<p>Non si può costruire un contratto nazionale credibile senza salario, senza conflitto e senza una prospettiva di trasformazione reale.</p>
<p>Se il tavolo rimane chiuso nei palazzi, noi lo apriremo nelle fabbriche, con le assemblee, con la mobilitazione, e con una proposta alternativa che rimetta al centro salario, orario, diritti e democrazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 10 Jul 2025 15:13:12 +0200</pubDate>
                        <title>Accordo quadro polo siderurgico di Piombino: un passo avanti importante, ora serve coerenza, responsabilità e vigilanza per garantire occupazione e prospettiva industriale </title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuto oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy l'incontro conclusivo del tavolo relativo alla firma definitiva dell’accordo quadro con JSW e Metinvest per il rilancio del polo siderurgico di Piombino.</p>
<p>Un percorso lungo e complesso ha portato alla definizione di questo accordo quadro, utile a stabilire il perimetro delle regole che dovranno gestire l’occupazione nell’ambito dell’Accordo di Programma, ma anche il quadro complessivo degli occupati e delle tutele durante e a conclusione del percorso.</p>
<p>L’accordo attribuisce grandi responsabilità a tutti i soggetti firmatari, a partire dalle istituzioni, e impone la necessità di un confronto continuo per garantire che il percorso individuato conduca finalmente alla salvaguardia dell’intero perimetro occupazionale, senza lasciare indietro nessuno.</p>
<p>USB considera il risultato odierno un passaggio positivo, frutto anche della mobilitazione e del protagonismo dei lavoratori, e un elemento importante nella battaglia per la difesa della siderurgia nazionale. Da sempre affermiamo che il rilancio del settore siderurgico non può essere lasciato al mercato o alla somma di interessi privati, ma deve rientrare dentro una strategia pubblica e nazionale di politica industriale, che leghi l’occupazione, la transizione ecologica e il rafforzamento dell’apparato produttivo del Paese.</p>
<p>Tuttavia, si tratta di un accordo quadro generale che dovrà ora essere tradotto poi in più specifici accordi aziendali, capaci di dettagliare ulteriori tutele e strumenti, in particolare per chi si avvicina all’età pensionabile. È quindi solo l’inizio di un percorso che USB continuerà a presidiare con determinazione, pretendendo trasparenza, coinvolgimento e coerenza da parte di tutti i soggetti coinvolti.</p>
<p>USB ha sottoscritto il testo inoltre, ritenendo fondamentale dare continuità al mandato ricevuto dai lavoratori che hanno approvato l'accordo nella giornata di ieri.</p>
<p>Ora tocca alle aziende coinvolte, al Governo, alla Regione Toscana, agli enti locali dare prova di serietà e coerenza. USB continuerà a vigilare affinché quanto scritto venga pienamente attuato e nessuno venga escluso da un futuro di lavoro e dignità a Piombino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 09 Jul 2025 17:30:59 +0200</pubDate>
                        <title>STMicroelectronics. Centrato l’obiettivo di messa in sicurezza del premio di risultato: ora massima attenzione su esuberi e piano industriale</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/stmicroelectronics-centrato-lobiettivo-di-messa-in-sicurezza-del-premio-di-risultato-ora-massima-attenzione-su-esuberi-e-piano-industriale-1731.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto oggi a Catania l'atteso incontro tra la dirigenza di STMicroelectronics e il Coordinamento nazionale della RSU supportata dalla delegazione nazionale delle varie organizzazioni sindacali, per proseguire il confronto sulla revisione complessiva del Premio di Risultato.</p>
<p>La discussione è stata lunga e articolata, con momenti di forte contrapposizione rispetto alle proposte inizialmente avanzate dall’azienda, in particolare sulla scala di raggiungimento del parametro “Net Revenue”, giudicata inadeguata perché fortemente sproporzionata e poco lineare. Ancora più grave è stata la proposta aziendale riferita all’anno 2026, che prevedeva addirittura un evidente decremento del valore salariale del premio. Un’impostazione respinta con forza da tutto il fronte sindacale e ritenuta, nei fatti, quasi offensiva nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p>Dopo un serrato confronto, si è giunti a una soluzione ritenuta complessivamente soddisfacente. La nuova formulazione del Premio di Risultato prevede infatti una riparametrazione tale da garantire una maggiore raggiungibilità degli obiettivi e, soprattutto, la messa in sicurezza di una quota salariale che a nostro avviso era stata &quot;indebitamente sottratta&quot; attraverso il precedente sistema premiante.</p>
<p>USB rivendica con forza il ruolo determinante giocato in questo passaggio dalle proprie delegate e dai propri delegati, in un confronto difficile e tutt'altro che scontato. Il protagonismo e la determinazione della nostra organizzazione hanno contribuito in modo decisivo al raggiungimento di questo risultato.</p>
<p>La chiusura della discussione sul PDR, tuttavia, non deve illudere nessuno, me far tirare un sospiro di sollievo: la vera partita si gioca oggi sul fronte degli annunciati esuberi e sul futuro piano industriale. In questo senso, l’appuntamento del 15 luglio ad Agrate con l’iniziativa unitaria lanciata dalle RSU assume un valore cruciale in vista del tavolo ministeriale già convocato per il 28 luglio.</p>
<p>USB continuerà a battersi affinché nessuna lavoratrice e nessun lavoratore venga messo alla porta, e perché si imponga un cambio di rotta netto da parte di ST sul piano industriale: servono investimenti a tutela dell’occupazione e una visione industriale all’altezza del ruolo strategico che il settore microelettronico ricopre per il Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato - Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 03 Jul 2025 15:04:55 +0200</pubDate>
                        <title>Stellantis: imparato spara le sue sugli stabilimenti italiani</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/stellantis-imparato-spara-le-sue-sugli-stabilimenti-italiani-1506.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervenendo agli stati generali dell’Energia organizzati da Forza Italia il responsabile di Stellantis per l’Europa Jean-Philippe Imparato</strong><strong>,</strong> ha sfruttato la platea offerta da una delle componenti del governo per mettere sul tavolo il futuro degli stabilimenti italiani, a suo dire in bilico. Imparato non è nuovo a queste uscite, sempre in un convegno organizzato da Forza Italia a Torino, si produsse in una esternazione simile.</p>
<p>Questa volta Stellantis per bocca del suo responsabile europeo, per la prima volta tira in ballo lo stabilimento dei record industriali e dei veicoli commerciali, parliamo dello stabilimento di Atessa.</p>
<p>La politica di Stellantis è quella di raccogliere investimenti, sconti fiscali, facilitazioni da parte dei governi dei singoli paesi e poi mettere in competizione tra loro i siti di produzione. Così uno stabilimento dalle produzioni record come quello di veicoli commerciali di Atessa può essere messo in competizione con quello polacco identico per missione industriale. La stessa policy di Stellantis sta facendo tramontare l’ipotesi di&nbsp; Gigafactory a Termoli a cui questa azienda non da uno straccio di futuro, nonostante impegni, cassa integrazione e le vagonate di soldi pubblici versate negli anni, mettendo per strada migliaia di lavoratori. Il metodo che stiamo subendo è quello che prima era della Fiat e ora è di Stellantis, alzare la posta, preannunciare tagli occupazionali, lamentarsi delle criticità del mercato e mentre macina dividendi battere cassa per chiedere investimenti pubblici.&nbsp;</p>
<p>In fabbrica politica di Stellantis è quella dei prenditori, tenere i lavoratori con salari bassi, utilizzare la CIG al massimo delle possibilità, sfruttare ogni singolo movimento dei lavoratori sulla catena di montaggio fino a spremerli come limoni.</p>
<p>La politica dal canto suo ha scelto di lasciare fare, il settore dell’automobile spinto e sostenuto dallo stato, oggi è privo di un piano che sia coerente con la difesa dell’occupazione e del patrimonio industriale da un lato e dall’altro con la domanda di mobilità. &nbsp;Altrettanto colpevole è l’atteggiamento delle regioni che non prendono in seria considerazione le dichiarazioni dei vertici di Stellantis, rendendosi complici, mentre in tutti gli stabilimenti si continua a ridurre personale e produzioni.</p>
<p>Ricordiamo a questo governo l’importanza di avere un piano di intervento sull’ automotive che preveda in primo luogo la difesa dell’occupazione e dei siti di produzione, ad oggi invero tutte le prese di posizione della politica sono state smentite dall’azione di Stellantis.</p>
<p>Prendiamo molto sul serio le dichiarazioni del signor Imparato, se vogliamo difendere i nostri posti di lavoro, sappiamo che la migliore risposta può arrivare dalle fabbriche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Settore industria – Categoria operaia</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 01 Jul 2025 14:40:28 +0200</pubDate>
                        <title>Flex/Adriatronics: Fermate le pretese speculative di FairCap, al ministero un passo avanti verso la reindustrializzazione</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/flex-adriatronics-fermate-le-pretese-speculative-di-faircap-al-ministero-un-passo-avanti-verso-la-reindustrializzazione-1442.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuto oggi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy un nuovo incontro sul futuro del sito industriale di Trieste, oggi Adriatronics, nato dallo spin-off degli stabilimenti Flextronics.</p>
<p>L’advisor individuato da FairCap ha illustrato l’andamento del processo di scouting: oltre 250 soggetti industriali contattati, 14 manifestazioni preliminari, 7 NDA sottoscritti, 2 visite in sito e una prima offerta non vincolante già formalizzata, con una seconda in arrivo nei prossimi giorni.</p>
<p>La prima proposta sul tavolo presenta caratteristiche industriali e occupazionali di grande interesse: si tratta di un soggetto attivo nell’ambito dell’innovazione digitale e dei trasduttori ottici, con l’obiettivo di mantenere integralmente il perimetro occupazionale.</p>
<p>Tuttavia, questa opportunità rischia di naufragare per un solo motivo: la pretesa del fondo FairCap di ottenere un ulteriore ritorno speculativo sulla vendita del sito. Una richiesta che giudichiamo inaccettabile, a maggior ragione considerando che FairCap ha già tratto profitto dall’operazione originaria con Flextronics, che gli ha consentito di rilevare l’area senza farsi carico degli esuberi e delle ricadute sociali.</p>
<p>USB ha ribadito con forza che l’accordo ministeriale sottoscritto imponeva condizioni di favore per la cessione del sito, finalizzate a una reindustrializzazione tempestiva ed efficace. L’atteggiamento di FairCap rappresenta una rottura politica di quell’impegno, e come tale va contrastato.</p>
<p>In questa direzione si è espresso anche l’assessore regionale al lavoro Rosolen, che ha richiesto di formalizzare nel verbale ministeriale l’obiettivo di una vendita a condizioni simboliche, vincolata al rilancio produttivo e alla salvaguardia occupazionale.</p>
<p>Al termine del confronto, l’azienda ha accettato la sottoscrizione dell’integrazione al verbale, un risultato positivo che apre la strada a una maggiore chiarezza e stabilità nella trattativa. USB valuta con favore questo atteggiamento collaborativo, pur sottolineando che la situazione resta delicata e richiede la massima attenzione.</p>
<p>Il nuovo verbale, infatti, è anche funzionale a garantire l’estensione del contratto di solidarietà per ulteriori tre mesi, misura fondamentale per tutelare i lavoratori durante la fase di transizione.</p>
<p>USB continuerà a vigilare e a seguire con determinazione il percorso, chiedendo trasparenza e impegni concreti per una reale prospettiva industriale. Il prossimo tavolo di verifica sarà calendarizzato a breve e rappresenterà un passaggio cruciale per confermare gli sviluppi positivi e superare definitivamente le incognite speculative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale&nbsp;</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 30 Jun 2025 14:07:51 +0200</pubDate>
                        <title>FLEX Tireste: confermata in appello la sentenza di 1° grado. Lavoratrici e lavoratori vincono ancora</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/flex-tireste-confermata-in-appello-la-sentenza-di-1-grado-lavoratrici-e-lavoratori-vincono-ancora-1414.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Non era scontato perché già i tribunali d’appello di Milano e Reggio Emilia, pur accogliendo integralmente i ricorsi presentati da lavoratrici e lavoratori, avevano optato per una “conferma” della Corte Europea.</p>
<p>La corte d’appello di Trieste ha invece scelta per la piena conferma delle richieste di lavoratrici e lavoratori: andando a sentenza e riaffermando, quindi, che Flex è il vero datore di lavoro e ribadendo che i rapporti di lavoro stanno in capo&nbsp;non&nbsp;alle Agenzie di somministrazione bensì all’utilizzatore, cioè Flex.</p>
<p>Per la nostra organizzazione è di vitale importanza la conferma dell’orientamento della Corte di Giustizia Europea, secondo cui&nbsp;lo staff leasing (somministrazione a tempo indeterminato) è contraria al principio di somministrazione che deve essere invece a tempo determinato.</p>
<p>Per USB si apre la strada per smantellare un elemento che sanciva per legge il “precariato stabile”, ossimoro che ha impedito a migliaia di lavoratrici e lavoratori di potersi garantire un futuro stabile e un rapporto di lavoro fondato sulla dignità, non sul ricatto del precariato<strong>.</strong></p>
<p><strong>La storia:</strong></p>
<p>Lavoratori somministrati con anzianità fino a 13 anni. Precari da una vita, hanno iniziato il loro calvario in Alcatel Lucent e Flex, dopo aver acquisito lo stabilimento di Trieste nel 2015 non ha mai inteso mettere rimedio a questa situazione.</p>
<p>Lavoratrici somministrate che hanno deciso di diventare madri mai più richiamate in servizio (ne contiamo almeno 10), busta paga da somministrato che non fa garanzia in banca per un prestito o un mutuo, calvario del rinnovo da 1 mese, 3 mesi o un anno, sempre pronti a lavorare tutti i festivi e le domeniche perché sei precario e ricattabile.</p>
<p>E dopo l’ultima crisi aziendale del 2022 per l’evidente incapacità di Flex di fare industria e una progressiva dismissione dello stabilimento triestino accompagnata dalle altre sigle sindacali, il benservito: tutti i somministrati, sacrificabili secondo la proprietà, sono stati allontanati con la chiusura del contratto di fornitura di manodopera con le agenzie di somministrazione.</p>
<p>La nostra organizzazione non ha mai creduto che l’utilizzo indiscriminato della somministrazione fosse un dato di fatto da accettare supinamente e la cancellazione con un colpo di spugna di più di 70 rapporti di lavoro un atto legittimo.</p>
<p>Abbiamo promosso i ricorsi con lavoratrici e lavoratori e nel 2023 la dott.ssa Bortolami, giudice del Tribunale del Lavoro di Trieste e a seguito confermata dal dott. Ancora per gli altri ricorrenti, ha cancellato oltre 20 anni di soprusi riscontrando la sussistenza del rapporto di lavoro a tempo indeterminato con Flex (non più con l’agenzia di somministrazione) ordinando la reintegra dei ricorrenti, risarcendo il danno e condannando l’azienda alle spese di giudizio.</p>
<p>Una sentenza che speriamo farà riflettere chi ha fatto della flessibilità (cioè il precariato) il&nbsp;<em>leitmotiv&nbsp;</em>della propria azione imprenditoriale e di chi accompagna sindacalmente le aziende in meccanismi sempre più intensi di sfruttamento e ricattabilità.</p>
<p>Sarebbe utile introdurre strumenti legislativi per prevenire le storture che questi lavoratori e lavoratrici hanno dovuto subire per oltre un ventennio e auspichiamo una visione di politica industriale che ad&nbsp;oggi&nbsp;questo governo, come altri in passato non ha saputo ancora esprimere.</p>
<p><strong>Viva le lavoratrici e i lavoratori ex-precari della Flex!</strong></p>
<p><strong>USB Federazione di Trieste</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 27 Jun 2025 13:59:06 +0200</pubDate>
                        <title>Acciaierie d’Italia a rischio default: lo stato si assuma la responsabilità di portare ad un tavolo tutti i soggetti coinvolti</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/acciaierie-ditalia-a-rischio-default-lo-stato-si-assuma-la-responsabilita-di-portare-ad-un-tavolo-tutti-i-soggetti-coinvolti-14010-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La crisi di Acciaierie d’Italia sta precipitando verso un punto di non ritorno. In assenza di interventi immediati e strutturali, la prospettiva concreta è quella del default industriale e occupazionale di uno dei principali impianti siderurgici del Paese.</p>
<p>USB denuncia con forza l’assenza di un confronto vero, trasparente e inclusivo sul futuro di Acciaierie d'Italia e dell’intero sistema produttivo legato alla filiera dell’acciaio. Le organizzazioni sindacali sono state convocate soltanto a ridosso di una possibile crisi definitiva, e in forma separata rispetto agli enti locali e agli altri soggetti istituzionali. Una modalità inaccettabile, che esclude chi rappresenta i lavoratori da ogni valutazione sulle prospettive occupazionali, industriali e ambientali dello stabilimento.</p>
<p>L’impressione è che si stia giocando una partita a porte chiuse, in cui si evitano scelte di merito per non assumersi responsabilità politiche chiare.</p>
<p>USB ha formalmente richiesto al Ministero la convocazione urgente di un tavolo ampio, in cui siedano insieme organizzazioni sindacali, istituzioni locali, soggetti industriali, Governo e Commissario straordinario. Un tavolo che sia il vero luogo di indirizzo e di decisione sulle sorti dell’Accordo di Programma e della gestione del polo siderurgico di Taranto e degli altri stabilimenti del gruppo anche alla luce delle notizie, sempre più insistenti, di nuove interlocuzioni industriali e proposte di assetto proprietario che rischiano di riprodurre vecchi fallimenti.</p>
<p>Se questo confronto pubblico e trasparente non sarà attivato in tempi brevissimi, USB si mobiliterà con determinazione e forza, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, per impedire che le scelte sul futuro dell’acciaio vengano prese sopra le nostre teste e sulla pelle della città.</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 26 Jun 2025 21:08:22 +0200</pubDate>
                        <title>SOFTLAB TECH: L’indifferenza della regione è un affronto. Serve una svolta politico istituzionale.</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/softlab-tech-lindifferenza-della-regione-e-un-affronto-serve-una-svolta-politico-istituzionale-2113.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Quella di oggi è stata l’ennesima giornata amara per le lavoratrici e i lavoratori di Softlab Tech, ancora una volta lasciati senza risposte dalle istituzioni regionali che pure da mesi si erano impegnate a trovare una soluzione concreta e condivisa per la ricollocazione occupazionale.</p>
<p>Il presidio promosso a Napoli sotto la sede della Presidenza del Consiglio Regionale ha chiesto un incontro con il Presidente Gennaro Oliviero. Si è trattato di una mobilitazione pacifica ma determinata, che ha posto ancora una volta al centro la necessità di attivare una cabina di regia formalizzata e pubblica, capace di garantire una ricollocazione ordinata, equa e coerente per tutta la platea coinvolta. Oggi, infatti, a pochi giorni dalla scadenza della cassa integrazione per cessazione, centinaia di lavoratori sono ancora gestiti come casi individuali, convocati a spizzichi dai centri per l’impiego, senza alcuna garanzia né prospettiva comune. Una modalità frammentaria che alimenta incertezza, diseguaglianze e umiliazione.</p>
<p>Di fronte a questa richiesta urgente e legittima, le istituzioni hanno preferito voltarsi dall’altra parte. Nessuna risposta ufficiale, nessuna convocazione, nessun confronto. Neppure dopo lo spostamento spontaneo del presidio verso la sede della Giunta Regionale, dove l’Assessore al Lavoro Antonio Marchiello ha scelto il silenzio, lasciando sotto il sole e senza tutela i lavoratori che chiedevano soltanto ascolto e rispetto.</p>
<p>Un comportamento vergognoso, che segna un punto di rottura. Non si tratta di un disguido organizzativo o di un equivoco comunicativo: si tratta di una precisa volontà politica di disimpegno, che USB denuncia con forza.</p>
<p>La vertigine istituzionale di oggi riapre tutti gli scenari. Se la Regione Campania non intende farsi carico della gestione di questa vertenza, sarà la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici a farlo, con tutte le forme di mobilitazione necessarie.</p>
<p>USB ribadisce la richiesta di:</p>
<p>- Attivazione immediata di una cabina di regia regionale formalizzata, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti dei lavoratori;</p>
<p>- Convocazione urgente di un nuovo tavolo presso il MIMIT, con il coinvolgimento del Ministero del Lavoro e della Regione;</p>
<p>- Definizione di un protocollo d’intesa pubblico per la ricollocazione dei dipendenti, con garanzie contrattuali e omogeneità di trattamento per tutti.</p>
<p>I lavoratori e le lavoratrici di Softlab non sono soli. La loro lotta è la lotta di migliaia di persone schiacciate tra crisi industriali e cinismo politico. USB continuerà a sostenere ogni iniziativa utile, dentro e fuori le istituzioni, affinché nessuno venga lasciato indietro.</p>
<p>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</p>
<p>Roma – Napoli, 27 giugno 2025</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-152832</guid>
                        <pubDate>Wed, 25 Jun 2025 10:25:49 +0200</pubDate>
                        <title>Domani mobilitazione dei lavoratori Jabil sotto l’ambasciata americana a Napoli </title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/domani-mobilitazione-dei-lavoratori-jabil-sotto-lambasciata-americana-a-napoli-1032-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Serve un’interlocuzione diretta con la multinazionale USA. Fermare la procedura, trovare un vero soggetto industriale.</p>
<p>Domani, giovedì 26 giugno, i lavoratori e le lavoratrici della Jabil di Marcianise torneranno in piazza con una nuova iniziativa di mobilitazione: questa volta sotto la sede del consolato degli Stati Uniti d’America a Napoli.</p>
<p>Con questa scelta, le lavoratrici e i lavoratori intendono lanciare un segnale chiaro: la fiducia nei tavoli italiani è finita. Dopo mesi di incontri inconcludenti, di piani industriali poco credibili e di interlocutori scarsamente trasparenti, è ormai evidente che serve alzare il livello del confronto. È necessario che la multinazionale americana Jabil esca finalmente allo scoperto e assuma le proprie responsabilità verso chi ha garantito per anni con il proprio lavoro la produttività del sito di Marcianise.</p>
<p>USB è al fianco di questa lotta fin dal primo giorno, e sostiene con determinazione l’iniziativa sotto l’ambasciata USA come atto politico forte e necessario. L’obiettivo è fermare l’attuale procedura di passaggio coatto a TME – un’operazione respinta in massa dai lavoratori – e aprire una trattativa seria e trasparente per la ricerca di un nuovo soggetto industriale, realmente interessato a rilanciare il sito produttivo e non a gestire esuberi mascherati.</p>
<p>Come già richiesto in sede ministeriale, ribadiamo l’urgenza di affidare la transizione industriale a un Advisor indipendente, istituzionalmente riconosciuto e supervisionato dal MIMIT, per garantire che ogni soluzione sia orientata a tutelare davvero l’occupazione e il tessuto produttivo del territorio.</p>
<p>Le lavoratrici e i lavoratori Jabil non accetteranno soluzioni calate dall’alto, né scorciatoie o atti unilaterali che sacrificano il futuro del sito di Marcianise. USB continuerà a lottare con loro, con la forza e la dignità che questa vertenza merita.</p>
<p>Alle ore 11.00 si terrà una conferenza stampa nei pressi di Piazza della Repubblica (a 100 metri dal consolato americano).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 24 Jun 2025 14:57:41 +0200</pubDate>
                        <title>Softlab: serve un intervento politico e istituzionale, giovedì manifestazione al Centro Direzionale</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/softlab-serve-un-intervento-politico-e-istituzionale-giovedi-manifestazione-al-centro-direzionale-1459.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto oggi un incontro in Prefettura a Caserta, richiesto da USB insieme ai lavoratori di Softlab Tech, per sollecitare l’apertura urgente di un tavolo ministeriale presso il MIMIT. Dopo mesi di mancati stipendi, promesse disattese e un’assenza totale di progettualità, serve un cambio di passo deciso, che coinvolga pienamente le istituzioni centrali e locali.</p>
<p>Allo stesso tempo, chiediamo alla Regione Campania di attivare immediatamente una cabina di regia istituzionalizzata e formalizzata, capace di assumere un ruolo pubblico e politico nella risoluzione della vertenza. Non è più tollerabile la gestione frammentata e individualizzata dei lavoratori, convocati &quot;a spizzico&quot; dai centri per l’impiego, con offerte insufficienti e senza alcuna garanzia di uniformità e trasparenza. Serve un'assunzione di responsabilità collettiva e strutturata un quadro di ricollocazione che tenga tutti i lavoratori assieme.</p>
<p>Per questo motivo, giovedì 27 giugno torneremo in piazza. Manifesteremo per ricevere aggiornamenti concreti da parte della Regione Campania, ma questa volta lo faremo davanti alla sede della Presidenza del Consiglio Regionale, al Centro Direzionale di Napoli, momento funzionale anche per coinvolgere direttamente Gennaro Oliviero, presidente del Consiglio regionale a cui oggi è stata inviata una richiesta d'incontro da fare in quella giornata durante l'iniziativa delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 19 Jun 2025 12:58:04 +0200</pubDate>
                        <title>Polo siderurgico di Piombino: si apra una discussione vera su tutele, garanzie e definizione del ruolo pubblico </title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/polo-siderurgico-di-piombino-si-apra-una-discussione-vera-su-tutele-garanzie-e-definizione-del-ruolo-pubblico-1300.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto oggi presso il MIMIT il primo tavolo dedicato alla definizione dell’accordo sul polo siderurgico di Piombino, con l’obiettivo di delineare il quadro complessivo di gestione dell'occupazione e delle tutele necessarie. L’incontro segue a poche settimane di distanza la sigla dell’Accordo di Programma relativo all’insediamento industriale di Metinvest, che formalizza l’avvio di un nuovo progetto siderurgico sul territorio.</p>
<p>USB ha preso parte a questo primo confronto evidenziando subito una criticità di fondo: l’Accordo di Programma, per come lo abbiamo letto, non contiene – almeno in questa fase preliminare – tutti gli elementi di garanzia che ci saremmo attesi. In particolare, risultano assenti riferimenti espliciti al perimetro occupazionale complessivo e manca, a nostro avviso, un impegno istituzionale chiaro e vincolante sulla tenuta e la coerenza complessiva del progetto su un polo industriale che vede coinvolte oggi due aziende, Matinvest e JswSteel. Inoltre, non si individuano strumenti di salvaguardia per i lavoratori, molti dei quali sono tuttora sospesi in ammortizzatore sociale in deroga a zero ore.</p>
<p>Non si tratta di una provocazione, ma di una constatazione oggettiva: il rischio concreto è che si stia giocando una partita a carte scoperte solo a metà. Da un lato, il progetto Metinvest presenta una cornice già piuttosto definita – oggi arricchita anche da un impegno numerico su 1.100 unità – mentre dall’altro resta tutta da scrivere la partita riguardante JSW Steel. Su questo secondo fronte, l’accordo di programma è ancora in discussione e gravato da numerosi elementi di incertezza legati alla gestione aziendale e alle legittime preoccupazioni che essa genera, alla luce anche di un passato segnato da impegni disattesi. Una trattativa che, se non viene affrontata unitariamente, rischia di mancare di trasparenza proprio nel momento in cui si chiede alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori di sottoscrivere un passaggio fondamentale per il futuro dell’Accordo di Programma.</p>
<p>Per USB, l’Accordo avrebbe dovuto contenere fin da subito un impegno chiaro alla copertura totale dell’occupazione esistente e alla salvaguardia del perimetro produttivo integrato. Lo abbiamo ribadito oggi al Ministero, insieme alla richiesta di definire un quadro di garanzie certe e strumenti straordinari in grado di accompagnare un percorso che, è evidente, sarà lungo e complesso.</p>
<p>Fermo restando la nostra disponibilità ad affrontare con serietà e determinazione questo percorso – a partire dal prossimo incontro già calendarizzato per il 25 giugno – abbiamo chiesto chiarezza non solo sul piano industriale e sul cronoprogramma, ma anche sugli strumenti che il Governo intende mettere in campo per sostenere i lavoratori nel medio e lungo periodo. Senza interventi strutturali, la prospettiva reale per centinaia di lavoratori rischia di essere quella di una lunga attesa, sorretta unicamente da una copertura parziale e inadeguata del proprio salario.</p>
<p>Dal Ministero è comunque giunta una disponibilità a proseguire la discussione, con l’impegno dichiarato a tutelare l’intero perimetro occupazionale, a individuare le soluzioni necessarie e a mettere in campo gli strumenti utili a sostenere la transizione.</p>
<p>Abbiamo infine ribadito che la vicenda di Piombino non può essere affrontata come una somma di tavoli separati, ma deve essere inserita in un confronto più ampio sulla trasformazione dell’industria siderurgica strategica in Italia. Una trasformazione che richiede una visione pubblica, strumenti straordinari e un ruolo diretto dello Stato nella governance industriale, a partire proprio da Piombino.</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 13 Jun 2025 11:20:06 +0200</pubDate>
                        <title>Acciaierie d’Italia: riunione Ministero del Lavoro, vertenza straordinaria necessità di interventi straordinari</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/acciaierie-ditalia-riunione-ministero-del-lavoro-vertenza-straordinaria-necessita-di-interventi-straordinari-1121-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa da poco la riunione convocata presso la sede del Ministero del Lavoro, che ha fatto seguito agli impegni assunti dal Governo presso Palazzo Chigi, il 9 giugno scorso, alla presenza di sei Ministri e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. È stata una riunione preliminare, in vista dell’esame congiunto sulla CIGS per la rideterminazione dei numeri chiesti dall’azienda, dopo i fatti che hanno interessato l’AFO1. Abbiamo, come USB, posto l’accento sulla necessità di misure preliminari rispetto all’avvio della CIGS, e altre contestuali allo sviluppo del complesso negoziato in corso, circa l’Autorizzazione Integrata Ambientale e l’eventuale successivo Accordo di programma, che il Governo ha tanto a cuore. La nostra organizzazione, nel corso del vertice, ha evidenziato che si tratta di numeri massicci di cassa integrazione, peraltro in un contesto difficile già caratterizzato dal ricorrente ricorso agli ammortizzatori sociali, e che dunque questo non può essere l’unico e solo strumento da mettere in campo. Bensì, andrebbero studiate soluzioni strutturali ad hoc, indispensabili per fronteggiare una situazione straordinaria e definirla una volta per tutte.</p>
<p>Da qui, l’USB ha ancora una volta dovuto sottolineare che il ricorso futuro alla CIGS deve mettere al sicuro i lavoratori, in continuità con quanto è stato sottoscritto in sede ministeriale lo scorso 4 marzo. Inoltre, con riferimento alle nostre proposte, contenute in un documento di 29 pagine, abbiamo appreso che viene interpretata come fonte di ulteriori elementi utili alla base di provvedimenti legislativi e non solo, in favore dell’ambiente e dei lavoratori, per guidare il processo di decarbonizzazione e l’avvio del futuro piano industriale.</p>
<p>Abbiamo inoltre appreso, per voce del Capo di Gabinetto Dr. Sabatini, che è in corso l’analisi da parte del Governo di tutte una serie di misure in vista del prossimo decreto legge, come naspi straordinaria lavori usurati e incentivi all’esodo come USB abbiamo rimarcato che questa è una vertenza straordinaria e ha bisogno di interventi straordinari. In attesa che vengano ricercate, le risorse necessarie a governare la transizione, i conseguenti e provvedimenti in favore dei lavoratori.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Nel frattempo l’azienda ha presentato l’istanza della cassa dove chiede di aumentare i numeri dei lavoratori in cassa, solo a Genova 270 addetti.</p>
<p>Ribadiamo come USB che è necessario potenziare il ciclo latta e magari comprare il rotolo “nero” fuori dall’Italia, questo favorirebbe una minore cassa per i lavoratori di Genova e fondi immediati da investire nel gruppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Usb lavoro privato</p>
<p>Categoria operaia</p>
<p>Coordinamento USB</p>
<p>Acciaieria d’Italia</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 12 Jun 2025 10:40:50 +0200</pubDate>
                        <title>AST ARVEDI: istituzioni e azienda sottoscrivono l’accordo di programma per il sito di Terni</title>
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		                        		https://industria.usb.it/leggi-notizia/ast-arvedi-istituzioni-e-azienda-sottoscrivono-laccordo-di-programma-per-il-sito-di-terni-1043-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’ 11 giugno presso il MMIT è stato siglato l’accordo di programma tra Governo, Regione Umbria, Comune di Terni e AST ARVEDI.</p>
<p>Per arrivare a questo accordo di programma son dovuti passare tre anni dall’ingresso di Arvedi in AST, &nbsp;anni scanditi dall’ostinazione dei lavoratori e dalle rivendicazioni del territorio verso l’azienda, &nbsp;governi e istituzioni locali che nel frattempo si sono avvicendati. &nbsp;Nella sede del ministero prima della ratifica formale tra istituzioni e azienda, l’accordo di programma è stato illustrato a grandi linee e nei suoi capisaldi alle organizzazioni sindacali, tra queste l’USB; quindi, prima di esprimere un giudizio più definito preferiamo attendere di esaminare il testo completo.</p>
<p>L’accordo di programma prevede che ARVEDI AST complessivamente investa in due fasi oltre un miliardo, compresi quelli già spesi. Parte delle risorse andrà nella riqualificazione delle linee a freddo, tubificio e sistemi di lavorazione dello stabilimento di Terni. Nel complesso il piano che accompagna l’accordo di programma secondo gli estensori punta alla decarbonizzazione e&nbsp; all’abbattimento delle emissioni di CO2, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di produttore di acciaio inox e magnetico di ARVEDI AST.&nbsp; Alla prima fase già in corso, seguirà una seconda fase che si aprirà a condizione che si verifichino le condizioni di mercato.</p>
<p>Oltre ai fondi già stanziati &nbsp;Governo si è impegnato a introdurre entro il 31/12/25 un credito di imposta sulla materia prima costituita dai rottami, così da ridurre i costi di impresa. Da parte loro Regione e Comune nell’accordo di programma sono impegnate a fornire almeno il 30% dell’energia prodotta dalla centrale idroelettrica alle aziende energivore del territorio, anche qui con modalità che abbattono i costi di esercizio e, secondo quanto dichiarato puntano a favorire la decarbonizzazione.</p>
<p>L’accordo di programma prevede l’istituzione di un comitato esecutivo che monitori la realizzazione di quanto previsto, un osservatorio parallelo è previsto anche per le organizzazioni sindacali .</p>
<p>La realtà che ha la testa più dura delle parole ci dice che saremo chiamati a verificare la realizzazione degli impegni assunti, in fabbrica e nel territorio, &nbsp;tanto più che questo accordo di programma è sostenuto da un forte utilizzo di risorse pubbliche fatto di fondi, leve fiscali, forniture elettriche e interventi normativi.</p>
<p>Terni e i lavoratori dell’acciaieria, hanno tenuto in piedi una vertenza lunga, già prima dell’ingresso di ARVEDI, &nbsp;pagando un prezzo alto in termini economici, di sicurezza &nbsp;e impatto ambientale&nbsp; .</p>
<p>Crediamo quindi che l’accordo di programma deve dare in primo luogo risposte a queste richieste.</p>
<p>L’omicidio sul lavoro di Sandor Mendoza, &nbsp;ci dice che vanno spese molte risorse e che va rivista l’organizzazione del lavoro&nbsp; per garantire la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori, interni e dell’indotto.</p>
<p>È altrettanto importante capire quante risorse verranno stanziate, con che tempi si attueranno gli interventi di bonifica e salvaguardia del territorio.</p>
<p>Con la firma dell’accordo di programma si chiude una fase che ha condizionato la dinamica contrattuale, oggi si può cominciare a riparlare di contrattazione di secondo livello e di organizzazione del lavoro.</p>
<p>In ultimo, &nbsp;il ruolo dello stato non può confinarsi a facilitatore, mettendo a disposizione dei privati risorse economiche e infrastrutture, c’è bisogno di ruolo attivo nella gestione del tessuto industriale e nella programmazione, per tutelare gli interessi generali e il bene comune.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato</strong></p>]]></content:encoded>
			
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