Acciaierie d’Italia, USB: nessuno tocchi i 575 milioni del Milleproroghe

Taranto -

L’USB di Taranto annuncia che, nel caso in cui fosse necessario,  non esiterà a mettere in piedi nuove iniziative a sostegno dei vari emendamenti presentati al fine di sopprimere il famoso articolo 21 del decreto Milleproroghe.

Nessuno si permetta di trasferire i 575 milioni di euro dalle bonifiche alla produzione. Quelle risorse servono per riqualificare il territorio e dare un'opportunità di lavoro agli ex Ilva in AS che sono in cassa integrazione da più di tre anni ormai. Questo a maggior ragione dal momento che parliamo di un gruppo, ArcelorMittal, che ha dichiarato di aver  fatto  utili per oltre 15 mld di euro. Che senso ha dare somme pubbliche ad un privato che fa profitti così corposi? Ancor più se i fondi in questione dovevano servire per le bonifiche. Per questo continueremo a sostenere che quelle risorse devono essere utilizzate per le operazioni di bonifiche e non per interventi all'interno della fabbrica. Invitiamo tutti i partiti ed i movimenti che erano accanto a noi in Prefettura,  a mantenere la  posizione assunta in difesa del territorio.

Intanto abbiamo provveduto a mettere in mora Acciaierie d’Italia, in tutti i siti (Taranto, Genova e Racconigi) per il premio di risultato (3%) derivante dagli accordi ministeriali, premio che non è stato pagato per tutto il 2021.

Franco Rizzo

Coordinatore provinciale USB Taranto

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