Alla Marcegaglia Ravenna l’ennesimo morto sul lavoro: è sciopero immediato, basta tagliare la sicurezza in nome del profitto

Ravenna -

In Marcegaglia si è consumata l’ennesima tragedia: questa mattina Bujar Hysa, un lavoratore di 63 anni dipendente della Cofari (Cooperativa Facchini Riuniti), una cooperativa in appalto, è deceduto rimanendo schiacciato sotto una bobina di acciaio. Un altro infortunio mortale era avvenuto nel 2014.

Come USB avevamo proclamato il 27 maggio scorso uno sciopero di 4 ore dopo che una pinza di 3 tonnellate si era staccata dal punto di fissaggio rovinando al suolo: allora denunciavamo che “La sicurezza è una cosa seria!”, tanto seria che in mancanza si muore: non è più tollerabile la continua mattanza di lavoratrici e di lavoratori nei luoghi di lavoro.

Come sindacato le morti sul lavoro non possono essere considerate semplici fatalità, ma omicidi: sul lavoro si muore in nome del profitto, si aumentano i carichi di lavoro, si riducono al minimo le misure di sicurezza per aumentare la produttività, la sicurezza viene considerata un costo da comprimere.

In questo caso sottolineiamo l’età della vittima e la sua condizione di lavoratore in appalto: l’età della vittima, perché con le varie controriforme pensionistiche ci ritroviamo ad essere costretti a lavori faticosi o usuranti nonostante l’anzianità; la sua condizione di precarietà in quanto lavoratore in appalto, perché nel mondo degli appalti diritti e sicurezza sono sottoposti ad ulteriore ricatto, specie nelle cooperative.

Mentre le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici sono ulteriormente peggiorate durante questo anno e mezzo di crisi pandemica, le aziende e il Governo Draghi stanno portando in avanti un ulteriore attacco alle condizioni di lavoro anche sul lato della sicurezza.

Basti pensare alle nuove norme sugli appalti, contenuta nel Decreto semplificazioni, che danno la più ampia libertà alle imprese di peggiorare condizioni salariali e lavorative dei lavoratori e lavoratrici, tra le quali il massimo ribasso nelle gare e l’ampliamento della possibilità di appaltare e sub appaltare, sottoponendoli di fatto ai peggiori ricatti, vista la libertà di licenziare dal 1° luglio.

Il profitto non può venire prima della salute e della sicurezza di chi lavora: per questo è necessario introdurre il reato di omicidio sul lavoro, aumentare la sorveglianza e la repressione nei confronti del padronato, abolire le norme che consentono appalti e subappalti, la precarietà sul lavoro, la libertà di licenziare impunemente.

Esprimendo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla famiglia della vittima, USB proclama per la giornata di oggi 15 luglio 2021 sciopero immediato per l’intera giornata di lavoro.

 

RSU USB Marcegaglia Ravenna

USB Lavoro Privato

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