AST, Arvedi, Tapojarvi: un omicidio prevedibile ed evitabile
Una morte prevedibile ed evitabile, questo di solito è il commento che accompagna le stragi e gli omicidi di lavoratori.
Quanto successo all’AST di Terni lo scorso lunedì 9 marzo era prevedibile e evitabile e si aggiunge alla galleria degli orrori che quotidianamente è scandita dagli omicidi dei lavoratori.
Proviamo a ricostruire le operazioni di gestione delle scorie e la dinamica che ha portato all’omicidio di Sandor Mendoza:
Sandor Mendoza lavoratore di 26 anni come altri suoi colleghi della Tapojarvi era addetto al trasporto delle scorie incandescenti prodotte dai forni elettrici dell’AST Arvedi di Terni. Sandor è morto per le ustioni riportate in conseguenza dello sversamento delle scorie e dell’incendio del mezzo.
Le scorie di risulta dalla fusione e dalla affinazione, ad una temperatura di 800° vengono depositate in dei contenitori denominate paiole, che vengono trasportati con mezzi di movimentazione dedicati.
In altre aziende la movimentazione viene effettuata con mezzi su binari radio comandati senza conducenti a bordo.
Alla pericolosità di trasportare materiale fuso a 800 ° su un mezzo meccanico a guida umana, si aggiunge l’instabilità dell’acciaio in fusione, poiché se questo entra a contatto con l’acqua innesca una violenta reazione, dovuta alla separazione tra ossigeno e idrogeno.
Radio capannone racconta che per soddisfare il ciclo produttivo è stato applicato un ritmo più frenetico alla movimentazione delle scorie tra forni e vasche di raffreddamento.
A quanto ci risulta i tempi di riposo delle scorie sono stati ridotti drasticamente mentre per ragioni di stabilità dovrebbero essere lasciate raffreddare per alcune ore.
Ad aggravare il quadro c’è quanto hanno riportato anche i giornali locali rispetto al manto stradale dissestato su cui si muovono i mezzi per il trasporto delle paiole. Il giorno successivo all’omicidio di Sandor le buche e gli avvallamenti sono stati frettolosamente riempiti sotto lo sguardo della dirigenza di Arvedi Ast e Tapojarvi.
Non sembra messa meglio la pavimentazione intorno ai pozzi di raffreddamento, soggetti al pericolo di contatto con i rivoli dell’acqua piovana.
Le diverse ipotesi sulla dinamica dell’omicidio di Sandor sono oggi tutte al vaglio della magistratura; tuttavia, dai giornali e dai lavoratori trapela uno stato della sicurezza preoccupante.
Dopo uno sciopero di alcuni giorni, a cui abbiamo aderito in maniera convinta, le attività sono riprese, la motivazione portata ai lavoratori in assemblea è stata la sottoscrizione di un generico accordo raggiunto tra Fim, Fiom e Uilm e ARVEDI AST in merito alle procedure di sicurezza. Al momento non abbiamo informazione su esistenza e contenuti di questo presunti accordo.
Rimangono aperti dei punti che devono essere chiariti e che sono diretta responsabilità delle aziende coinvolte, Arvedi AST Terni e Tapojarvi, ma anche degli organi ispettivi e degli addetti alla sicurezza aziendale.
L’USB per quello che è nelle sue possibilità si mette a disposizione dei lavoratori di AST-Arvedi e Tapojarvi, siamo convinti che quanto è successo non può e non deve rimanere impunito. Non si può fare profitto sulla vita dei lavoratori, la sicurezza dei lavoratori esige delle risposte concrete.
Roma 26 marzo ’25
USB Lavoro Privato Categoria Operaia Settore Industria