IL RICATTO FIAT DIVENTA ACCORDO

Bertone e Mirafiori uniti nella lotta

Torino -

Grazie al servilismo e la sottomissione del “sindacato” di comodo Fim, Uilm, Fismic e  Ugl, Marchionne e la Fiat possono tentare la spallata finale, ovvero nuove regole per cui in fabbrica ci potranno stare solo operai che lavorano anche dieci e più ore al giorno, per tutti i giorni della settimana, sabato compreso, che non si ammalano, non scioperano, non si lamentano e che vanno a mangiare, in ferie o in permesso solo quando il padrone lo consente.
 
Nuove regole per cui varcati i cancelli la democrazia sparisce definitivamente, e con essa qualsiasi tutela, e quindi anche il diritto alla salute ed alla sicurezza sul lavoro.
 
Non più diritti collettivi ma un arbitrio costante in cui il lavoratore dovrà essere solo e completamente succube alle esigenze dell’azienda: a Marchionne non basta vincere ai punti, vuole decidere il futuro del lavoro e della vita umana. Dopo Pomigliano e Mirafiori ora tocca alla Bertone , per estenderlo poi dappertutto.
 
Per l’A.d. Fiat manca solo un passo, che a chinare la testa e a deglutire la vergogna siano uno per uno gli stessi lavoratori della fabbrica, che saranno chiamati a un referendum che lo stesso Marchionne vuole sia fatto in fretta e da cui risulti a maggioranza la sottomissione ai suoi voleri.
 
Una sottomissione senza condizioni, senza contropartite e senza alcuna prospettiva nemmeno della continuità produttiva, dato che per molti – quelli già usurati dal lavoro – nella nuova fabbrica non ci sarà posto
 
Per questo dire di NO, votare NO, sarà l’unica cosa che permetterà alle lavoratrici ed ai lavoratori dello stabilimento di difendere un futuro dignitoso. E non solo per loro.
 
 
Oggi gli operai della Bertone sono chiamati a dare una prova di coraggio e resistenza che travalica i confini della fabbrica, di Torino e della stessa produzione dell’auto. Sono chiamati a dire NO a un progetto che vuole distruggere pezzo per pezzo tutti i diritti del lavoro e della tutela della qualità della vita, dentro e fuori dallo stabilimento.
 
Per questo non devono essere lasciati soli, ma  devono avere la vicinanza, la condivisione attiva e fattiva di tutti i soggetti che vogliono continuare a praticare la solidarietà sociale, che vogliono difendere quei beni comuni di cui la dignità e qualità del lavoro sono elementi essenziali.

                                                                       

USB Lavoro Privato - Confederazione Cobas

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