Innoway: avanzano le attività preparatorie, ma resta aperta la questione della produzione reale e del coinvolgimento dei lavoratori
Si è svolto oggi al MIMIT un nuovo incontro di verifica sul progetto Innoway. L’azienda ha illustrato lo stato di avanzamento delle attività degli ultimi mesi, confermando il deposito della domanda per il contratto di sviluppo presso Invitalia, la definizione dei fornitori – in particolare italiani – e l’avvio delle prime fasi operative legate alla qualificazione dei materiali e delle produzioni.
Sono stati inoltre aggiornati i passaggi sugli impianti produttivi, sul raccordo ferroviario e sull’implementazione del sistema gestionale, insieme all’avvio della formazione, con un primo gruppo di lavoratori coinvolti nelle attività sulla saldatura. Sul personale l’azienda ha dichiarato circa 95 lavoratori attualmente in servizio, evidenziando anche una serie di uscite volontarie, mentre sulla sicurezza ha comunicato il completamento delle principali attività organizzative.
Nel corso dell’incontro hanno preso parola gli assessori Bini e Rosolen, esprimendo una valutazione positiva sull’andamento del progetto e sul coinvolgimento della filiera territoriale. Anche Confindustria Trieste si è associata a questa valutazione.
Come USB abbiamo riconosciuto il lavoro svolto, ma abbiamo posto con chiarezza il nodo centrale: a che punto siamo realmente con la produzione. A fronte di un percorso ancora concentrato su forniture, certificazioni e aspetti burocratici, non è stato chiarito nel dettaglio quale sia oggi il livello effettivo di produzione interna e se questo sia coerente con il piano di partenza indicato. E pur parlando della realizzazione di una sessantina di piattaforme l’azienda ha evidenziato una probabile difficoltà a rispettare la scadenza di fine 2026 per l’implementazione della linea di saldatura dei vagoni, senza però alcun impatto sulle tempistiche di rientro dei lavoratori dalla Cigs.
Abbiamo inoltre ribadito la necessità di coinvolgere pienamente tutti i lavoratori. I momenti di condivisione devono riguardare l’intero bacino, compresi i lavoratori in Cigs. Le uscite volontarie registrate, nell’ordine di qualche decina, rappresentano un segnale che non può essere sottovalutato, perché indicano una difficoltà nel trasmettere un messaggio di stabilità e prospettiva. Anche sulla formazione, pur riconoscendo l’avvio delle attività, abbiamo sottolineato che deve essere estesa a tutti i lavoratori e diventare uno strumento reale di costruzione delle competenze. u questo punto l’azienda si è impegnata a organizzare momenti strutturati di aggiornamento sullo stato del piano e a verificare l’estensione dei percorsi formativi.
In conclusione abbiamo posto con forza il tema della sicurezza. Il percorso in atto è straordinario e non può essere gestito con interventi episodici: serve un approccio strutturale e continuo, con il coinvolgimento reale dei lavoratori e dei rappresentanti per la sicurezza. Bene l’acquisto recente di materiale, ma questo ancora non basta.
Per USB il punto resta chiaro: non basta il rispetto formale delle tappe, serve una fabbrica pienamente operativa, con produzione reale, occupazione stabile e prospettive certe.
USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale