INNOWAY: DA AZIENDA NESSUNA TRASPARENZA. COMUNICATA OGGI ALTRA CASSA INTEGRAZIONE
Quest’oggi Innoway si è resa responsabile di due comportamenti di estrema gravità, che smentiscono nei fatti quanto dichiarato solo poche ore prima al tavolo ministeriale e aprono un problema serio di trasparenza, correttezza delle relazioni sindacali e rispetto delle regole.
Il primo fatto riguarda la comunicazione improvvisa dell’utilizzo continuativo della Cassa Integrazione, a partire da domani e fino a venerdì 6 febbraio compreso, motivata da una presunta e peggiorata mancanza di forniture rispetto a quanto prospettato in precedenza.
Una decisione di questa portata non è stata minimamente anticipata né segnalata nel corso del tavolo tenutosi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove l’azienda aveva invece descritto un quadro ben diverso, parlando di avanzamento del progetto, investimenti in fase di definizione e prospettive di sviluppo.
Il secondo fatto, ancora più grave, riguarda il metodo deliberato di esclusione di USB.
Nonostante i richiami formali già fatti al Ministero sul tema della rappresentanza, l’azienda continua impunemente a convocare riunioni sindacali escludendo USB, come avvenuto oggi, con un incontro organizzato in fretta e furia e riservato esclusivamente alle RSU di FIM, FIOM e UILM.
Una scelta che non è né casuale né neutra.
Di fronte a una decisione così impattante come l’uso della CIG, escludere un’organizzazione sindacale presente in fabbrica e firmataria del percorso di vertenza significa alterare consapevolmente il confronto, selezionando gli interlocutori e comprimendo i diritti sindacali.
A questo punto la domanda è inevitabile:
che cosa ha da nascondere Innoway?
Per USB questi comportamenti smentiscono clamorosamente il clima “positivo” raccontato al tavolo ministeriale e dimostrano che esiste una distanza profonda tra le dichiarazioni ufficiali e la gestione reale della fabbrica.
Di fronte a questa situazione, USB non intende fare passi indietro.
Se l’azienda continuerà a negare i diritti di rappresentanza e a escludere deliberatamente USB dalle discussioni che riguardano occupazione, CIG e organizzazione del lavoro, ci vedremo costretti ad adire le vie legali, ricorrendo al giudice per far valere pienamente i nostri diritti e quelli dei lavoratori che rappresentiamo.
Chiediamo inoltre alle istituzioni, a partire dal MIMIT, di non voltarsi dall’altra parte: non è accettabile che a poche ore da un tavolo ministeriale emergano decisioni così rilevanti, assunte senza trasparenza e fuori da un confronto sindacale corretto e inclusivo.
USB continuerà a stare dentro questa vertenza senza sconti, dalla parte dei lavoratori, contro ogni tentativo di gestione opaca, selettiva e autoritaria delle relazioni sindacali.
USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale