JSW Piombino: ennesimo scaricabarile sulla pelle dei lavoratori e della città
Oggi 25 maggio si è svolto l’incontro con JSW.
Per l’azienda erano presenti in sede l’Amministratore Delegato Vinay Tiwari e il Direttore del Personale Francesco Mazzarri; in videoconferenza il Presidente Marco Carrai e la Dott.ssa Ferrari.
Un confronto partito immediatamente in salita. Dopo mesi di discussioni e interlocuzioni, ci aspettavamo al massimo alcune modifiche o limature dell’accordo sindacale. Invece ci siamo trovati davanti a un totale stravolgimento degli impegni e delle discussioni affrontate fino ad oggi.
Il nodo centrale resta il futuro industriale e occupazionale di Piombino. Dalle posizioni emerse, se Metinvest dovesse saltare e uscire dal progetto, le aree sembrerebbero non rientrare più in una reale prospettiva di rilancio condiviso, mentre JSW oggi le rivendica dimenticando che quelle stesse aree, con i due treni di laminazione TMP e TVE, erano già nella propria disponibilità e sono state chiuse perché non rientravano nei loro piani industriali.
La conseguenza sarebbe gravissima: la salvaguardia di appena 500 lavoratori del TPP, mentre per centinaia di altri si aprirebbe la strada dei licenziamenti collettivi. Uno scenario che USB giudica inaccettabile.
Per questo l’accordo sindacale è stato rispedito al mittente.
Non accetteremo che ancora una volta siano i lavoratori a pagare il prezzo delle scelte industriali fallimentari, dei ritardi e delle responsabilità scaricate tra azienda, investitori e istituzioni.
Anche l’accordo di secondo livello resta in alto mare e le RSU aziendali torneranno a discutere per provare a trovare una sintesi, ma è evidente che oggi il problema non è solo sindacale: è profondamente politico e industriale.
Dopo oltre un anno di rinvii e trattative, è scandaloso che non esista ancora una vera intesa sull’Accordo di Programma. Piombino continua a vivere nell’incertezza mentre il territorio, l’indotto e centinaia di famiglie restano appesi a decisioni prese altrove.
USB lo dice con chiarezza: quando il capitale privato dimostra di non avere una reale volontà industriale e utilizza il territorio solo come terreno di speculazione e attesa, lo Stato deve tornare ad avere un ruolo centrale.
Per noi è necessario aprire una discussione seria sulla nazionalizzazione e sul controllo pubblico dei settori strategici come la siderurgia, perché acciaio, lavoro e sviluppo industriale non possono essere lasciati esclusivamente nelle mani di fondi, investitori e multinazionali che guardano solo al profitto.
Piombino non può continuare a essere ostaggio di promesse mancate, piani incompleti e scaricabarile continui. Serve un vero piano industriale, servono investimenti certi, tutela occupazionale e una prospettiva concreta di rilancio.
Nazionalizzare i settori strategici, difendere il lavoro e restituire centralità all’industria pubblica significa difendere il futuro di Piombino e dell’intero Paese.
USB continuerà a stare dalla parte dei lavoratori, contro ogni tentativo di far pagare questa crisi a chi produce ricchezza ogni giorno.
Piombino non si chiude, Piombino si rilancia.
USB Piombino
USB Nazionale – Settore Industria