Licenziati, malpagati e ammazzati: 2 ore di sciopero mercoledì 30 alla Sevel di Atessa

Nazionale -

Abbiamo protestato con scioperi e manifestazioni contro la decisione del Governo di porre fine al blocco dei licenziamenti, decisione che a fine giugno diventerà realtà e migliaia di lavoratori entreranno a far parte della categoria dei nuovi poveri, lavoratori che si vedranno privati del diritto fondamentale di cui parla l’art.1 della Costituzione.

Oggi ci ritroviamo ad assistere a un altro atto che non possiamo che definire vergognoso per le modalità con cui viene perpetrato: alla Sevel di Atessa, nell’anno dell’ennesimo record produttivo, 60 ragazzi interinali, dopo mesi e mesi di sfruttamento, senza il diritto di usufruire del riposo settimanale con la promessa di una stabilizzazione, vengono rimandati a casa non perché non servano più alla produzione, non perché ci sia un momento di crisi, ma perché saranno sostituiti da operai trasfertisti di altri stabilimenti improduttivi di Stellantis.

Si tratta in entrambi i casi di licenziamenti ma le modalità e le causali sono differenti e devono portarci comunque a riflettere su quello che oggi è diventato il mondo del lavoro, completamente deregolamentato, dove i padroni non hanno bisogno di scusanti o motivi vari per licenziare. Lo fanno e basta, che sia per crisi aziendali o meno. Il punto è che la politica è cieca e i lavoratori sono abbandonati a sé stessi contro uno strapotere padronale ormai difficile da contrastare.

Il capitale, con la smania che ha di conquistare spazi di mercato all’insegna della competitività più sfrenata ed in nome del profitto esasperato, continua a produrre precariato, licenziati, invalidi del lavoro, morti bianche (per incidenti sul lavoro) e morti… per sindacalismo. L’assassinio di Adil, militante sindacale del SiCobas schiacciato da un Tir davanti ai magazzini Lidl durante lo sciopero nazionale della logistica, ha ricordato a tutti l’omicidio di Abdel Salam militante USB assassinato nell’identico modo nel 2016 a Piacenza.

La vicenda dei ragazzi interinali in Sevel è emblematica e non è giustificabile: la responsabilità va ricondotta allo strumento CCSL che dovrebbe essere, come qualsiasi contratto, un’arma di tutela dei lavoratori, invece si è rivelato fin dall’inizio la loro condanna. La complicità di quei sindacati, che pur di mantenere alcuni privilegi lo hanno firmato e difeso, con il risultato che i lavoratori non sono rappresentati e non hanno potere contrattuale contro le decisioni aziendali, è una grave colpa.

Come USB abbiamo sempre contrastato questo sistema imposto dal CCSL. Ci hanno tolto le agibilità di rappresentanza ma non la forza e la volontà di difendere i diritti dei lavoratori.

Per i lavoratori interinali licenziati, per i morti da e sul lavoro, per Adil, USB Sevel invita i lavoratori alla protesta. Siamo convinti che si debba dare un forte segnale di dissenso perché il lavoro è dignità e anche in Sevel la situazione sta diventando intollerabile.

USB dichiara in tutto il sito Sevel

2 ORE DI SCIOPEROMERCOLEDÌ 30 GIUGNO

Turno B dalle ore 09.15 alle 11.15

Turno A dalle ore 15.45 alle 17.45

Turno C dalle ore 03.45 alle 05.45 dell’01/07/2021

Durante lo sciopero assemblea davanti all’officina montaggio

Coordinamento USB Lavoro Privato Chieti

RSA USB Sevel

Lanciano 26 giugno 2021

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