Pomigliano riguarda tutti:

mobilitazione in tutti i posti di lavoro per difendere

i diritti e la dignità dell’intero mondo del lavoro!

Roma -

L'offensiva dell'azienda, sostenuta dalla Confindustria e dal Governo che si sta scatenando sui lavoratori di Pomigliano è un attacco alle condizioni ed ai diritti di tutti i lavoratori del Gruppo Fiat e più in generale di tutto il mondo del lavoro.

L'accordo è inaccettabile per i contenuti che esprime.

Si peggiorano complessivamente e strutturalmente le condizioni di lavoro, cancellando di fatto parti importanti del Contratto Nazionale e leggi dello Stato:

  1. la Cigs per ristrutturazione durerà due anni ma non prevede alcuna rotazione e la formazione obbligatoria sarà senza integrazione al reddito;

  2. mancato pagamento della malattia per la parte a carico di Fiat;

  3. aumento dello straordinario obbligatorio da 40 a 120 ore annue – potrà essere comandato dall’azienda come 18° turno, nei giorni di riposo, nella mezz’ora di pausa mensa e per recuperi produttivi determinati anche dalla mancata consegna delle forniture;

  4. riduzione della pausa sul montaggio da 40 a 30 minuti giornalieri;

  5. riduzione del riposo minimo tra due turni, ora previsto per legge a 11 ore;

  6. possibilità arbitraria da parte aziendale di modifica delle mansioni del lavoratore;

  7. sanzioni antisciopero per il sindacato, l'RSU (anche il singolo RSU) ed i lavoratori che di fatto annullano la contrattazione – ciò equivale all'obbligo del sindacato e del singolo delegato a non protestare e a difendere gli accordi sottoscritti, evidentemente anche se essi non venissero rispettati dall'azienda e dalla possibilità di licenziamento per i lavoratori che si oppongono e scioperano.

L'accordo è inaccettabile per il metodo usato:

Il prendere o lasciare della Fiat è un vero e proprio ricatto che scarica la responsabilità sui lavoratori, mentre essa è esclusivamente della Fiat che da decenni gode di enormi vantaggi e prende soldi nonostante abbia spostato all’estero la gran parte delle produzioni.

Dietro a ciò che è stato concordato e che aggrava le condizioni di vita dei lavoratori, c'è però anche un obiettivo più generale: colpire ogni tipo di opposizione che si discosti dal “coretto” che Cisl, Uil, Ugl e Fismic stanno facendo ai direttori di orchestra di Confindustria e Governo.

Lavorare senza più regole contrattuali e calpestando le leggi e la Costituzione: questo è ciò che si vuole imporre a tutti i lavoratori italiani.; si è cominciato tre anni fa con Alitalia ed oggi siamo arrivati ad una fase cruciale che vede i metalmeccanici ed i lavoratori del Gruppo Fiat oggetto del più pesante attacco alle loro condizioni da almeno 30 anni.

Ma anche la Cgil non può certo sottrarsi alla responsabilità enorme di aver prima abbandonato il conflitto sociale per costruire insieme a Cisl e Uil il sistema della concertazione e infine di aver nei fatti accettato le politiche di “collaborazione” che queste due sigle hanno formulato con Governo e Confindustria, attraverso la sottoscrizione di innumerevoli contratti ed accordi che contengono proprio i nuovi meccanismi di contrattazione decisi da Cisl, Uil Governo e Confindustria.

La stessa FIOM, pur opponendosi a questa progressiva trasformazione della Cgil, non ha voluto prendere atto dell'impossibilità di modificare dall'interno tale degenerazione sindacale ed ora viene scaricata non solo da Epifani ma dallo stesso responsabile regionale Michele Gravano.

Oggi è però importante dare un segnale forte e chiaro alla dirigenza Fiat, a Marchionne, alla Confindustria ed al Governo e ciò si può fare soltanto se la risposta dei lavoratori del Gruppo Fiat sarà generalizzata, forte e determinata nel respingere tale ricatto.

Ricordiamoci che oggi stanno cercando di comprare la dignità e la vita degli operai di Pomigliano e domani chiederanno il conto a tutti i lavoratori degli altri stabilimenti del Gruppo Fiat.

L’USB (Unione Sindacale di Base) nell’esprimere la propria solidarietà ai lavoratori della Fiat ritiene che la questione/Pomigliano sia un passaggio importante che riguarda concretamente il futuro delle condizioni di vita e di lavoro dell’intero mondo del lavoro.


In tal senso – nelle fabbriche Fiat, nei posti di lavoro e nei territori – continueremo adenunciare la pericolosità e la vergogna del Piano Marchionne (in tutte le sue versioni) e il ruolo complice e collaborazionista dei sindacati che oggi spianano la strada ai ricatti della Fiat e dell’intero padronato.


La mobilitazione e la lotta devono continuare, al di là dei risultati del REFERENDUMTRUFFA, come stanno dimostrando gli scioperi di questi giorni negli altri stabilimenti del gruppo consapevoli che la nostra dignità di lavoratori non è in vendita e non è negoziabile.

 

Martedì 22 Giugno Presidio di solidarietà

con i lavoratori di Pomigliano davanti allo stabilimento FIAT

Unione Sindacale di Base

USB Lavoro Privato

00185 Roma, V.le Castro Pretorio 116 - www.usb.it

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