SCIOPERO BONFIGLIOLI: LINEE FERME, MACCHINARI SPENTI E CENTINAIA IN CORTEO PER DIFENDERE LA DIGNITA’ DEI LAVORATORI DELL’APPALTO E DEL SUB-APPALTO
Scioperi anche a Forlì, Carpiano e Rovereto.

Forli' -

Calderara di Reno, 9 giugno 2026 — Le lavoratrici e i lavoratori di Bonfiglioli hanno dato oggi un segnale di grandissima consapevolezza di fronte alla gravità di quanto sta accadendo nel loro stabilimento nelle ultime settimane.
L'adesione allo sciopero è stata altissima: linee produttive ferme, macchinari spenti nel reparto machining e tantissime impiegate e impiegati ai cancelli — nonostante l'azienda avesse autorizzato, proprio in concomitanza con lo sciopero, una giornata di smart working extra.


A manifestare insieme ai colleghi Bonfiglioli c'erano anche i 30 lavoratori e lavoratrici di Bcube e Client, che oggi si trovano in un limbo vergognoso: fuori dallo stabilimento in cui hanno lavorato per 20, 30 anni, ancora formalmente dipendenti delle loro aziende ma senza più un lavoro.
Al presidio erano presenti numerosi delegati e delegate delle aziende metalmeccaniche del territorio, attiviste, studenti e studentesse, rappresentanti delle istituzioni e dei partiti, uniti ai lavoratori in un corteo che, fischiato lo sciopero tra i reparti, è uscito dallo stabilimento riempiendo via Bazzane.


La mobilitazione continuerà nello stabilimento di Calderara per tutta la giornata, con scioperi articolati fino alle 2 di questa notte. 
In contemporanea hanno scioperato anche gli stabilimenti Bonfiglioli di Forlì, Carpiano e Rovereto — non solo per solidarietà con i colleghi di Bologna - ma per ribadire un principio che riguarda tutti: gli investimenti e l'automazione non possono trasformarsi in licenziamenti. 
I tentativi di comprimere le libertà sindacali e di mettere in discussione il conflitto democratico in azienda sono un attacco diretto alla contrattazione e creano un precedente pericoloso per il futuro di tutti.


Le dichiarazioni
"Siamo pronti a fare tutto quello che sarà necessario per raggiungere una soluzione, che deve partire dall'applicazione dell'accordo sindacale sugli appalti del 1997. Questo è il punto dirimente e ineludibile. Siamo sempre pronti a tornare al tavolo, ma anche a sostenere le cause per l'applicazione dell'accordo. Altrimenti il segnale è molto chiaro: Bonfiglioli si assume la responsabilità di mettere in discussione il sistema di relazioni sindacali su tutto il territorio. Un tentativo a cui non potremo che opporci con tutti gli strumenti a nostra disposizione, come hanno capito bene i tanti delegati e delegate della Fiom presenti oggi allo sciopero. Il nostro unico obiettivo rimane difendere il patrimonio industriale del nostro territorio e garantire un futuro di dignità, giustizia e diritti a tutte le metalmeccaniche e i metalmeccanici," dichiara Simone Selmi, Segretario Generale della Fiom-Cgil Bologna.


"Le lavoratrici e i lavoratori Bonfiglioli, aderendo in massa allo sciopero, hanno lanciato all'azienda e a Confindustria un messaggio forte e chiaro: automazione, transizione e innovazione tecnologica non devono ricadere sempre sull'anello debole della catena, su chi si è sempre speso, col proprio sudore, per far guadagnare l'azienda. Un messaggio che ci auguriamo venga recepito dall'azienda, con la quale siamo sempre disposti al confronto e al dialogo — partendo però da alcuni punti fermi, gli stessi che anche Confindustria ha fatto propri sottoscrivendo il Patto per il Lavoro. Nessuno deve rimanere indietro," dichiara Roberto Ferrari, Segreteria Uilm Bologna.
"Uno sciopero con adesione totale oggi in Bonfiglioli: una grande giornata di mobilitazione operaia, che ha visto ai cancelli anche lavoratori e delegati di molte fabbriche del nostro territorio, e cittadini che hanno scelto di stare al fianco dei lavoratori di Bonfiglioli, Bcube e Client — perché questa è, e deve essere, una lotta di tutti e per tutti. Non possiamo accettare che in un'azienda con la storia sindacale di Bonfiglioli si cancellino decenni di relazioni e si favorisca un progetto di finta modernizzazione che in realtà significa licenziamenti e perdita di posti di lavoro negli appalti — e che peggiorerà anche le condizioni dei lavoratori Bonfiglioli. Bonfiglioli abbandoni il guanto di sfida, torni sui suoi passi e riapra il confronto con le rappresentanze sindacali, con l'intento di coniugare innovazione e tutela dei posti di lavoro. Se non sarà così, siamo pronti a continuare la lotta, con la mobilitazione.