Thales Alenia Space continua la mobiltazione contro il piano di tagli occupazionali

Roma -

Oltre trecento lavoratori hanno partecipato all’assemblea convocata dalle RSU USB, FIM,FIOM e UILM dello stabilimento Thales Alenia Space di Roma a seguito del piano di ristrutturazione aziendale che prevede la chiusura dei siti di Firenze e Milano Vimodrone .


L’assemblea ha respinto il piano Finmeccanica/Thales Alenia Space ed espresso solidarietà ai colleghi di Milano e Firenze .Oggi sono  circa 130 lavoratori messi in mora dall’azienda, ma nei diversi interventi è apparso chiaro che ci si trova di fronte ad un piano di riduzione del personale e delle competenze più ampio.
La crisi economica rappresenta per i dirigenti della corporate Thales  un occasione per ridisegnare l’intero assetto industriale. E’ una vicenda che vede l’intreccio di interessi strategici e politici, dove  l’azionista di maggioranza francese Thales con il suo 67 %  a gioco facile nel prevalere su i boiardi di Finmeccanica .


La politica francese ha interesse a  presidiare e sviluppare le infrastrutture e le industrie “strategiche”, mentre i dirigenti di Finmeccanica con il loro 33% si accontentano di staccare una pari percentuale degli introiti legati alla Joint venture Thales Alenia Space Italia.


 
E' così che Il piano spaziale italiano forte di  commesse istituzionali per circa 700 milioni euro l’anno diventa  facile preda dell'azionista di maggioranza . Ad aggravare il quadro c'è  la crisi che sta colpendo duro anche gli stabilimenti francesi, si vocifera di circa 1500 esuberi. Una  situazione che se confernata rafforza il timore che la politica francese stia dirottando lavoro verso gli stabilimenti di Tolosa e Cannes .Secondo le RSU USB bisogna evitare che questa crisi sfoci in una una lotta per la  sopravvivenza tra i lavoratori dei diversi stabilimenti coinvolti.


Intanto cresce la mobilitazione nei diversi stabilimenti italiani del gruppo, assemblee e presidi infatti  accompagneranno gli incontri con la dirigenza previsti nei prossimi giorni. 


Stando alle  RSU USB negli  ultimi anni la gestione degli stabilimenti italiani è stata contraddistinta da sprechi, clientelismo e nepotismo.


Una gestione quella dei dirigenti a nomina Finmeccanica, tesa a garantirsi privilegi e stipendi dorati,  venendo meno al compito di presidiare e sviluppare l'industria spaziale.  La dirigenza Thales Alenia Space ha di fatto  bloccato da due anni la contrattazione aziendale e incrementato alla follia il numero di lavoratori esternalizzati, 450 lavoratori per lo più giovani ingegneri, pari ad un quinto dell'intera forza lavoro. Nell'assemblea il malessere era palpabile,insieme alla sfiducia verso la dirigenza Finmeccanica,  c’era la consapevolezza del patrimonio di conoscenza e delle potenzialità che ha il campo dell'areo-spazio . Un sentire molto vicino ai lavoratori della ricerca che vedono il loro destino ipotecato da una classe dirigente che da decenni,  ha fatto del precariato e del mercato i due assiomi dominanti, mortificando lo sviluppo, la ricerca  e l’occupazione.


Sarà un caso se nelle aziende Finmeccanica il degrado convive con la prevalenza delle commesse militari a scapito dell'utilizzo civile dell'industria e della ricerca ?


Sarà un caso se il suo Presidente Guarguaglini non ha mai fatto mistero di reputare il mercato militare strategico rispetto all'industria spaziale ?


La risposta, in parte, sta nei tagli alla ricerca e nell'aumento delle spese militari.

 

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