USB Industria sostiene lo sciopero del 6 e 7 maggio indetto da USB scuola in difesa dei salari e del diritto allo studio

Nazionale -

Si inizia il 6 maggio con il boicottaggio delle prove invalsi, il 7 maggio lo sciopero vedrà manifestazioni in molte città, promosse dall’ USB scuola insieme agli studenti di OSA.

Sosteniamo le due giornate di sciopero, perché non esistono lotte separate: è la stessa battaglia. Operai, tecnici, lavoratori dell’industria e della scuola, docenti e studenti sono figli della stessa rabbia, stretti dentro un modello economico che sfrutta, seleziona, divide per mantenere intatti privilegi e mettere a valore la guerra.

Sosteniamo la richiesta di USB scuola di forti aumenti salariali per i docenti e per il personale ATA che attualmente hanno paghe tra le più basse dell'Unione Europea.  

Si sciopera anche contro i tagli agli organici per gli insegnanti di sostegno e ai servizi per gli alunni con disabilità previsti dal decreto legislativo 62/2024, una decisione di cinica contabilità fatta sulla pelle di lavoratori, famiglie e studenti, mentre si danno soldi alle industrie militari. Al contrario è necessario stabilizzare i precari, internalizzare gli educatori delle cooperative sociali che forniscono un supporto fondamentale alle scuole.

La scuola che stanno costruendo è una scuola classista, è lo specchio della fabbrica che viviamo ogni giorno: precarietà, subordinazione, salari bassi, perdita di diritti.

Tra i temi dello sciopero c’è la riforma degli istituti tecnici e professionali che prevede un ridimensionamento della formazione tecnica pubblica, con tagli di ore, accorpamenti di discipline fondamentali e con la conseguente perdita di qualità didattica e di laboratorio.

L’alternanza scuola-lavoro prima e la Formazione Scuola Lavoro ora vengono pubblicizzate come uno strumento per avvicinare gli studenti al mondo lavorativo. La realtà è bene diversa, gli studenti in FSL lavorano gratuitamente spesso svolgono attività prive di quell’aspetto formativo proprio dei laboratori scolastici. I laboratori, soggetti a una continua riduzione di fondi, personale e orario da parte del Ministero, scaricando sul personale scolastico non solo il dissesto ma anche la responsabilità di mantenere il livello didattico e di garantire gli standard di sicurezza.

Giovani studenti hanno perso la vita e altri sono rimasti feriti nelle aziende durante la formazione scuola lavoro. Come per gli operai la causa sta nell’organizzazione del lavoro che mette il profitto davanti a tutto. Ribadiamo con forza la richiesta di introdurre il reato di omicidio sul lavoro. Chi manda a morire studenti e lavoratori deve risponderne fino in fondo.

Rifiutiamo la militarizzazione della scuola e della società: no alla leva militare, no alla cultura della guerra e all'idea che giovani siano forza lavoro per l'economia di guerra. Le scuole non sono caserme e le fabbriche non devono servire a scopi bellici.

Durante e dopo le mobilitazioni dell’autunno, la gestione Valditara ha incrementato le sanzioni e le restrizioni contro docenti e studenti che si oppongono alla guerra, al genocidio palestinese e che contestano il modello scolastico classista scaturito da 40 anni di attacco al diritto allo studio.

Salutiamo quindi le due giornate di sciopero del 6 e 7 maggio in difesa della scuola pubblica.

Costruiamo la manifestazione nazionale operaia del 23 maggio tutti insieme a Roma per gridare forte via il governo Meloni, abbassate le armi, più soldi ai servizi pubblici e alzate i salari e pensioni

Operai, lavoratori dell’industria, della scuola e studenti uniti nella lotta.

 

USB SETTORE INDUSTRIA